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Tra Milano e Napoli tra i 3 e i 10 anni di vita di differenza


“Il risultato più drammatico del Covid è l’accentuazione del divario Nord-Sud nella speranza di vita che, mentre a livello nazionale continua ad essere la seconda più alta d’Europa, presenta difformità significative tra le città di Milano e Napoli fino a 3 anni che aumentano a 10 se
si considerano le fasce sociali più povere del Mezzogiorno e quelle più ricche dell’Italia settentrionale”.

E’ quanto emerge dalla relazione 2020 del Cnel al Parlamento e al Governo sui livelli e la qualità dei servizi offerti dalle Amministrazioni pubbliche centrali e locali alle imprese e i cittadini, che sarà presentata martedì prossimo.

E’ “una tendenza che la pandemia ha solo accelerato”, rileva il Cnel, sottolineando i divari nel Paese per spesa sanitaria pubblica pro capite in Italia e per spesa di tasca propria (out of pocket, OOP) da parte dei cittadini italiani rispetto a quelli degli altri paesi europei.

“L’emergenza Covid ha prodotto una pressione sulle strutture sanitarie ma anche sui carichi di lavoro del personale, sulla tutela delle categorie di utenza più fragili, sulla continuità assistenziale per i pazienti cronici e disabili, sui programmi di screening, nonché in termini di benessere psicologico e di prevenzione del disagio psico-sociale, molto pesante”.

Per il Cnel “questo è il risultato del cronico sottodimensionamento degli organici rispetto alla dinamica della domanda di prestazioni, in particolare per quanto riguarda le professioni sanitarie non mediche, di cui soffre il servizio sanitario da almeno 12 anni. A ciò si aggiunge, in termini di aggravamento, il recente dato relativo ai nuovi pensionamenti anticipati”.

Le criticità emerse “sono riconducibili al de-finanziamento che la sanità pubblica italiana ha subito nel corso degli ultimi anni, e che ha riguardato in particolare il personale e gli investimenti per l’ammodernamento delle strutture e delle tecnologie”.