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La presidente Patrizia De Luise e il direttore di Confesercenti Abruzzo Lido Legnini ricevuti dal Ministro per il Sud

 

Il Ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano ha incontrato una delegazione della Confesercenti guidata dalla Presidente nazionale Patrizia De Luise e dal direttore di Confesercenti Abruzzo Lido Legnini.

“Il contenimento del Covid – spiega Confesercenti – ha avuto pesanti ricadute per il sistema economico. Per i consumi, la flessione supererà gli 80 miliardi. Di questa flessione, mai sperimentata in precedenza, solo la metà è stata riassorbita da maggio a oggi. Le conseguenze sulla rete commerciale e dei pubblici esercizi sono inevitabili. Lo shock pandemico ha colpito l’intera economia mondiale, ma come è ben noto ha trovato il nostro paese in condizioni di pregressa debolezza. Fra le tante ragioni di questo arretramento vi è il permanere di divari territoriali che risultano in Italia più accentuati che in Europa. Forte è il rischio che, come avvenuto dopo le altre grandi recessioni degli anni Duemila, il Mezzogiorno veda accentuarsi la distanza economica e sociale dal resto d’Italia”.

“Il Piano SUD potrà quindi giovarsi di risorse aggiuntive per il conseguimento degli obiettivi di competitività e inclusione che in esso sono fissati.  La dotazione infrastrutturale dell’Italia è sempre più distante dai valori medi europei. Il deficit è da ricondurre essenzialmente al progressivo declino degli investimenti infrastrutturali nel Mezzogiorno. Come non esiste una “taglia unica” per l’innovazione e la digitalizzazione, così non esiste una “taglia unica” per la competitività. E’ necessario – continua l’Associazione di imprese – stimolare una modernizzazione “dal basso” rendendola più facilmente accessibile a fasce sempre più ampie di imprese di minori dimensioni. Considerando poi che competitività e innovazione sono profili assolutamente connessi, occorre includere nel concetto stesso di innovazione tutti quei miglioramenti organizzativi che rendano più efficienti i processi aziendali”.

“Per tutti questi aspetti – sottolinea Confesercenti – la combinazione fra Piano SUD e Next Generation UE si presenta come un’opportunità da non perdere. Il tessuto delle piccole imprese può così rivelarsi particolarmente ricettivo a misure di incentivo per l’innovazione e la digitalizzazione, a patto naturalmente che le misure che si deciderà di adottare siano adeguate alle dimensioni e alle caratteristiche di queste imprese. Il turismo organizzato sta attraversando la crisi peggiore della sua storia. E, come al solito, il Sud verrà penalizzato ulteriormente, centrando in gran parte la propria offerta turistica sul balneare”.

Tanti i temi posti da Confesercenti al centro del confronto: necessità di infrastrutture per il turismo; creazione di un fondo per la formazione continua dei piccoli imprenditori al fine di sostenerli in un lungo e complesso lavoro di transizione per poter reggere le sfide e restare sul mercato in modo non marginale; riduzione del costo del lavoro per far sì che la competitività del sistema imprenditoriale possa significativamente aumentare; estensione o proroga di tutti gli incentivi per le assunzioni di soggetti in stato di disoccupazione di età compresa tra i 16 e i 34 anni, nella logica di garantire non solo un percorso di riduzione del cuneo contributivo sul costo del lavoro, ma anche di ripresa dell’occupazione giovanile nel meridione; contrasto al lavoro sommerso; intervento sulle politiche attive del lavoro con una razionalizzazione e riorganizzazione dei centri per l’impiego per svolgere adeguatamente l’attività di incrocio fra domanda ed offerta di lavoro, orientamento e formazione; restyling di Resto al Sud, interessante e importante incentivo per lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali nel Mezzogiorno, che potrebbe rappresentare, con un legame stretto con formazione e digitalizzazione, un importante strumento di crescita di tutta l’economia meridionale.