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“Più  attenzione per un settore che registra cali di fatturato fino all’80%”

“I centri estetici stanno registrando cali di fatturato, rispetto a prima della pandemia, che si aggirano tra il 60% e l’80%. Oltre a questo, stiamo assistendo ad un aumento consistente degli abusivi, che operano presso le abitazioni dei clienti, non garantendo in alcun modo le norme anti-Covid”.

Chiara Pengo Responsabile Nazionale Estetiste di Confesercenti Immagine e Benessere torna a lanciare un serio allarme sulle condizioni del settore dell’estetica. E chiede al futuro governo più attenzione per un comparto che, oltre ad essere vittima del coronavirus, è vittima della concorrenza sleale.

“Abbiamo fatto tanti investimenti nelle nostre strutture – dice Pengo – rispettato regole e protocolli, contingentando i clienti che sono, comunque, notevolmente diminuiti. E oltre al duro colpo della riduzione del giro d’affari, causata dallo smartworking e dalle chiusure nelle zone rosse, combattiamo sempre più contro operatori irregolari che, in barba a norme e protocolli, svolgono il lavoro a prezzi irrisori, non dovendo pagare tasse, affitti e non avendo costi di personale”.

Per quanto riguarda le zone rosse, Confesercenti Immagine e Benessere esprime soddisfazione per la sentenza del Tar del Lazio che ha annullato il DPCM del 14 gennaio 2021 nella parte in cui esclude gli “estetisti” dai “servizi alla persona” erogabili in “zona rossa”, inserendoli, di fatto, nei fornitori di servizi essenziali. “Una sentenza di cui nel prossimo DPCM non si potrà non tenere conto, e che di fatto rende giustizia ad un settore che lavora nel pieno rispetto delle normative anti-Covid, che opera in maniera contingentata ed in ambienti generalmente singoli e separati, quindi in sicurezza”.

“Una buona notizia – conclude il Presidente Nazionale Sebastiano Liso – che però deve essere accompagnata da maggiori controlli e misure sempre più severe contro gli abusivi e da indennizzi per il settore. Ricordiamo che il comparto dell’estetica conta 38 mila attività che, in questi mesi, hanno tentato di resistere nonostante chiusure, affitti, leasing, imposte e tasse locali. Continuare ad assistere ad una riduzione dei margini di guadagno e ad una concorrenza sleale convincerà molte estetiste a chiudere. Come Confesercenti Immagine e Benessere confidiamo che il futuro governo terrà in debita considerazione le nostre proposte economiche a tutela delle categorie che rappresentiamo”.