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Via libera definitivo, in aula alla Camera, al dl Semplificazioni, che ieri aveva ricevuto la fiducia: 214 voti favorevoli, 4 astenuti e 149 contrari.

Ecco nello specifico le principali novità apportate dal Parlamento al decreto Semplificazioni.

ZONE TERREMOTATE – sarà più facile ricostruire nelle zone terremotate anche nelle aree soggette a vincolo. Gli interventi su edifici privati in parte o totalmente danneggiati, crollati o comunque soggetti ad ordinanza di demolizione, potranno essere in ogni caso realizzati senza obbligo di speciali autorizzazioni ma con Scia edilizia (e cioè quel documento rilasciato da un tecnico abilitato che certificata i lavori che non rientrano né in edilizia libera né in quella soggetta a permesso di costruire).

BICICLETTE E CODICE DELLA STRADA – importanti novità anche per il codice della strada. Arriva infatti la ‘strada urbana ciclabile’ con un limite tassativo di velocità a 30 km orari e priorità ai ciclisti nella circolazione. Non solo, vengono infatti introdotte le ‘corsie ciclabili a doppio senso ciclabile’ nelle strade a senso unico con limite massimo pari 30 Km ed è prevista infine la realizzazione della ‘casa avanzata’ (in parole povere uno spazio riservato e dedicato esclusivamente alle biciclette in posizione avanzata rispetto alla linea di arresto per tutti gli altri veicoli ai semafori o agli incroci, per garantire maggior sicurezza a chi è in sella alle due ruote).

ACCESSIBILITÀ ONLINE – il decreto Semplificazioni prevede una serie di norme anche per quel che riguarda il web. Gli emendamenti introdotti al testo riguardano in primis l’allargamento della platea delle imprese obbligate a rendere accessibili ai disabili i propri siti internet, nonché che il codice che disciplina le modalità di sviluppo dei progetti digitali delle amministrazioni pubbliche, debba rispettare ”il principio di non discriminazione dei diritti e delle libertà fondamentali”.

RIGENERAZIONE URBANA – la norma che avrebbe dovuto accelerare e facilitare gli interventi di edilizia privata e di ricostruzione nelle città ha subito una battuta d’arresto. Un emendamento, infatti, ne ha limitato la portata inserendo dei paletti che di fatto escludono non solo i centri storici in genere indicati dalle ‘zone A’ nei piani regolatori, ma anche in tutte quelle zone classificate come ‘omogenee A’.

APPALTI – è passato un emendamento, suggerito dal ministero dell’Ambiente, che amplia da 30 a 45 giorni il tempo per i dibattiti pubblici collegati ai procedimenti di Via delle opere pubbliche. Permangono invece l’allungamento dal 31 luglio al 31 dicembre 2021 del termine del periodo in cui sono possibili le procedure veloci per le opere pubbliche; l’obbligo di pubblicità anche per le procedure negoziate; l’accesso per le Ati alle procedure negoziate, la diminuzione da 150 a 75mila euro della soglia per gli affidamenti diretti dei servizi di progettazione.

GLI STADI – approvato un emendamento che consentirà di accelerare anche gli interventi di ristrutturazione o rifacimento ex novo degli impianti sportivi italiani, superando alcune prescrizioni paesaggistiche e culturali che richiedono l’ok della sovrintendenza (queste ultime se reputano necessaria la tutela di alcuni ”specifici elementi”, possono comunque dare indicazioni in tal senso ma secondo tempi contingentati). La norma punta ad adeguare gli impianti a ”standard internazionali di sicurezza, salute e incolumità pubbliche”.