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La Presidente Facta:  “Decreto Ristori Quater, anche per gli agenti  di commercio il contributo a fondo perduto: primo risultato ma ancora insufficiente. Troppi gli esclusi”

Anche gli agenti e i rappresentanti di commercio sono fra i beneficiari del contributo a fondo perduto previsto dal “decreto ristori quater” approvato dal governo: il beneficio non riguarda l’intera categoria ma soltanto gli agenti il cui codice Ateco prevalente sia previsto dal decreto stesso.

“Si tratta – dice Gisella Facta, presidente della Fiarc, la federazione di categoria della Confesercenti – di un segnale apprezzabile: finalmente anche gli agenti, finora completamente dimenticati, sono stati presi in considerazione. È il coronamento della battaglia della Fiarc, impegnata da mesi nel sottolineare le difficoltà della categoria e la necessità, quindi, che anche per essa venissero adottati adeguati provvedimenti.

“Non possiamo tuttavia non lamentare – sottolinea la presidente – alcune gravi criticità che inficiano l’efficacia della misura. In primo luogo, non convince la conferma del parametro in base al quale si ha diritto al contributo: il confronto limitato a un solo mese (aprile) non tiene conto delle modalità di pagamento delle provvigioni agli agenti. Come già sottolineammo in occasione del decreto rilancio, data la particolarità della struttura provvigionale degli agenti sarebbe stato meglio ampliare il periodo del confronto ad almeno un trimestre: così facendo, invece, troppi colleghi – come già in occasione del decreto rilancio – rimangono fuori dall’indennizzo non perché non abbiamo subito perdite ma appunto perché per gli agenti un solo mese è poco significativo. Sarebbe stato opportuno cogliere l’occasione di ‘decreto quater’ per eliminare questa stortura. In secondo luogo, appaiono ingiustificate molte delle esclusioni (alcune delle quali clamorose, come quella riguardante gli agenti del settore turismo): si tratta di colleghi che operano in settori ugualmente danneggiati dall’emergenza Covid e dei quali chiediamo l’inserimento in sede di conversione del decreto.

“Dunque, consideriamo questo – conclude – un primo e parziale risultato, nella consapevolezza che i 20mila agenti piemontesi sono dovuti sostegni ben più sostanziosi che auspichiamo possano giungere attraverso la misura di perequazione prevista per l’inizio del 2021”.