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Grazie all’impegno dell’Associazione anche le attività in difficoltà del Centro Storico potranno beneficiare di un contributo a fondo perduto

In un periodo complicato per le attività commerciali e turistiche della nostra città, alle prese con il calo dei consumi interni e la mancanza dei turisti che solitamente visitavano la nostra città anche nei mesi di luglio e agosto, arriva una buona notizia, il centro storico del Comune di Bologna rientra tra quelli per cui il Decreto legge di agosto (in via di pubblicazione) prevede un contributo a fondo perduto per le attività economiche.

Nella prima stesura del decreto tale opportunità, legata al calo delle presenze turistiche, era riservata solo a Roma, Venezia e Firenze (si diceva che rientravano nel contributo le città capoluogo con una presenza di turisti stranieri nel 2019 pari a 5 volte gli abitanti), ma grazie all’impegno di Confesercenti che aveva proposto questo contributo, la modifica del parametro nella stesura finale fa rientrare a contributo le città metropolitane con presenza di turisti stranieri nel 2019 superiore agli abitanti, permettendo a Bologna di essere tra le città in cui è previsto il contributo.

Il contributo riguarda le attività economiche, commerciali e turistiche con sede nel centro storico di Bologna (zona A), che nel mese di giugno 2020 hanno avuto un fatturato o dei corrispettivi almeno del 50% inferiori al mese di giugno 2019.

L’ammontare del contributo, in maniera analoga al contributo a fondo perduto del mese di aprile, è determinato in percentuale sulla differenza di fatturato dei mesi di giugno, nella misura del 20% per le attività con fatturato 2019 fino a 400.000 Euro, del 15% per le attività da 400.000 a 1 Milione e del 10% per le attività con fatturato 2019 superiore ad 1 milione di Euro.

Grazie all’impegno della nostra Associazione – afferma Massimo Zucchini, Presidente di Confesercenti Bologna – abbiamo ottenuto che anche a Bologna le attività più in difficoltà del centro storico penalizzate dalla mancanza del turismo possano ottenere un contributo a fondo perduto.
Tale contributo non risolverà i problemi determinati dalla crisi del Coronavirus – conclude Massimo Zucchini – ma è un segnale importante per aiutare le imprese a superare questo difficile momento in vista della ripresa economica che avrà purtroppo tempi lunghi.