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L’Associazione: “Chiediamo al Governo di ogni livello di intervenire con azioni immediate e concrete. Le nostre proposte per aiutare il settore a sostenere la crisi, con il documento che verrà portato sul tavolo della conferenza Stato-Regioni”

“Vogliamo indossare dignità”. Accendere i riflettori sulla filiera della moda è di fondamentale importanza, in un momento in cui l’emergenza sanitaria sta mettendo in ginocchio l’intera economia della regione Puglia, motivo per cui Confesercenti Terra di Bari e Fismo Bari chiedono al Governo Regionale e Centrale di intervenire con azioni immediate e concrete a sostegno del settore moda.

Sebbene dal 6 novembre, in Puglia, i negozi possano restare aperti, la situazione di emergenza e di incertezza comporta, in ogni caso, un drammatico calo degli acquisti: con la chiusura delle attività di ristorazione e la sospensione di eventi, feste e cerimonie, unitamente al divieto di spostarsi liberamente tra comuni e regioni, l’attività di tutta la filiera risulta sostanzialmente bloccata e limitata all’acquisto dello strettissimo necessario. Di fatto si sta innescando un effetto domino a cascata che coinvolge quasi tutti i settori e determina una sofferenza causata dal calo drastico del potere di acquisti dei cittadini.

Il recupero che si è registrato nel trimestre estivo a livello nazionale (solo a settembre +13,9%) non è, tuttavia, stato sufficiente a colmare il gap accumulato in inverno e in primavera, con i negozi tradizionali che nel periodo gennaio-settembre hanno accusato una perdita del 11,3%.

“I negozi di vicinato, – spiega Raffaella Altamura, presidente della Confesercenti Terra di Bari – già in difficoltà per la concorrenza della vendita online e della grande distribuzione, sin da marzo stanno subendo ulteriori limitazioni senza, tuttavia, ricevere le giuste attenzioni, se non le primissime misure erogate dall’INPS e dall’Agenzia delle Entrate. Tutte le altre agevolazioni ad accedere a fondi di garanzia o a finanziamenti della Regione, costituiscono un ulteriore indebitamento. Questi interventi si sono dimostrati insufficienti e non hanno risolto i problemi degli imprenditori che, mentre devono continuare a pagare i canoni di locazione, si trovano nella condizione di dover effettuare gli ordini per la collezione autunno-inverno 2021, senza sapere se riusciranno a vendere la merce già in magazzino. Ecco perché, unendoci alla voce di FISMO Confesercenti, chiediamo al Governo che gli aiuti vengano estesi anche a questa categoria, fortemente penalizzata dal calo dei consumi e del fatturato”.

Queste le proposte per aiutare il settore a sostenere la crisi, con il documento che verrà portato sul tavolo della conferenza Stato-Regioni:

  • Finanziamenti a fondo perduto per il settore della distribuzione settore moda
  • Finanziamenti a fondo perduto per i giovani imprenditori fino a 40 anni che investono aprendo nuove attività su marchi del Made in Italy e su prodotti di selezione e di qualità provenienti dal resto del mondo
  • Defiscalizzazione e sgravi contributivi per i dipendenti settore moda
  • Formazione professionale, digitalizzazione ed ammodernato dell’intera filiera
  • Abolizione imposte dirette ed indirette e tasse comunali relativamente ai mesi del lockdown
  • Credito di imposta sul magazzino Primavera-Estate 2019. Tracciare un percorso di programmazione politico-sindacale della categoria
  • Blocco dei titoli di credito
  • No protesti fino alla fine dell’emergenza
  • Proroga degli sgravi fiscali sulle locazioni

Occorre intervenire, prima che sia troppo tardi, a supporto di tutte quelle attività in affanno e che rischiano di non riuscire a superare una seconda ondata di crollo dei consumi.

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