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Confesercenti Calabria: obbligo perimetrazione con barriere antisfondamento spazi esterni prospicenti pubblici esercizi

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L’Associazione: “Chiediamo al Sindaco un incontro urgente per concordare delle soluzioni condivise su sicurezza e fattibilità delle misure richieste”

Il Covid-19 ha sino ad oggi graziato la nostra città e più in generale i territori meridionali che sono stati solo lambiti dai tragici effetti della pandemia e della conseguente emergenza sanitaria.

Non siamo però stati così fortunati con un altra pandemia: quella economica. Il lockdown prima e le regole imposte dopo l’apertura per il contenimento della diffusione del coronavirus, hanno colpito duramente la nostra già prostrata economia. La gran parte delle attività commerciali lamenta cali di fatturato tra il 40% e il 60% rispetto agli stessi mesi del 2019.

Tra le categorie più colpite sicuramente ci sono i pubblici esercizi: bar, ristoranti, pizzerie, pub, lidi che annaspano tra le ferree e giuste regole del distanziamento, la minore predisposizione alla spesa da parte dei cittadini dovuta alla crisi e la netta diminuzione della clientela.

In un quadro drammatico e sconfortante come questo, ci si aspetterebbe un supporto concreto da parte dello Stato e delle sue articolazioni intermedie quali i Comuni.

Purtroppo, a Reggio Calabria, troppo spesso le buone intenzioni si scontrano con richieste improponibili o regolamenti restrittivi, francamente incomprensibili dato il momento.

Nello specifico un’iniziativa positiva come quella di dare la possibilità di occupare gratuitamente il suolo pubblico, compreso quello destinato ai parcheggi prospicienti alle attività commerciali, si è trasformata in un incubo di impossibile realizzazione.

Nelle concessioni rilasciate, infatti, si richiede di perimetrare l’intera area assegnata, con “dispositivi antisfondamento omologati del tipo New Jersey”.

Per chi non lo sapesse questi dispositivi, realizzati in materiale cementizio, sono più o meno come quelli presenti in autostrada: ogni elemento, di norma, è largo sessanta centimetri, lungo un metro, pesante quattrocentocinquanta chili e costa non meno di 400 euro.

Facciamo due conti con un esempio: un piccolo bar, per perimetrare un’area di cinque metri di lunghezza per due di larghezza, poco più di un posto macchina, dovrebbe acquistare nove di questi dispositivi, per altro di difficilissima reperibilità, farseli consegnare e montare, per una spesa di almeno 4.500 euro. Come se non bastasse, poi, questi dispositivi dovrebbero essere messi DENTRO l’area assegnata quindi i cinque metri per due si ridurrebbero a quattro metri e quaranta per uno e quaranta.

Non crediamo ci voglia un genio per capire che diverrebbe antieconomico per chiunque affrontare una spesa e un impegno logistico simile solo per avere uno spazio che, dovendo rispettare le misure di distanziamento, potrebbe ospitare al massimo due tavolini da due posti l’uno.

In questi giorni, tutti gli imprenditori che hanno avuto i permessi ma, per i suddetti motivi, non hanno potuto ottemperare alle richieste di perimetrazione, hanno ricevuto la comunicazione di sospensione della concessione con l’obbligo di mettersi in regola entro dieci giorni pena la revoca. Una cosa che, come evidenziato, non potranno mai fare.

Si tratta di centinaia di aziende che stanno cercando con le unghie e con i denti di non chiudere, di continuare a dare occupazione e di fornire in sicurezza il miglior servizio possibile ai cittadini in una situazione di estrema difficoltà.

La possibilità che gli sia impedito di svolgere, di fatto, la loro attività in un momento del genere è una cosa inaccettabile e inconcepibile.

Non è questo il modo di supportare tante imprese allo stremo, non è questo il modo di affrontare una crisi senza precedenti figlia di una situazione straordinaria che, proprio per tale motivo, dovrebbe prevedere soluzioni straordinarie e grande flessibilità.

Per tale ragione chiediamo al Sindaco un incontro urgente per concordare delle soluzioni condivise che tengano conto della sacrosanta necessità di sicurezza ma anche della fattibilità delle azioni da attuare per garantirla.

 

Confesercenti Liguria, saldi d’agosto: partenza diesel, ma spuntano i primi turisti, e c’è chi allunga l’orario

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La Presidente Fismo Francesca Recine: “Qualcosa si è mosso, speriamo sia un primo segnale positivo per i prossimi giorni”

Tra i tanti inediti di questo 2020 segnato dalla pandemia di coronavirus, ci sono anche i primi saldi della storia a scattare d’agosto: una giornata inaugurale che, per i commercianti al dettaglio del settore abbigliamento e calzature, è trascorsa soprattutto all’insegna della speranza: «Una partenza diesel – sintetizza Francesca Recine, presidente di Fismo-Confesercenti Genova. – Chiaramente, dato il gran caldo, non c’è stato l’assalto ai negozi, ma ce lo aspettavamo: eppure qualcosa si è mosso e, soprattutto, abbiamo servito i primi turisti da molti mesi a questa parte. Speriamo possa davvero trattarsi di un primo, piccolo segnale positivo per i prossimi giorni».

« Impossibile qualsiasi bilancio con gli anni passati – prosegue Recine – perché mai prima i saldi erano partiti ad agosto e, soprattutto, mai nessuno si era trovato a fare i conti con le conseguenze di un così prolungato lockdown, che ha cambiato abitudini e stili di vita. Probabile, quindi, che anche il mese di agosto si riveli diverso da quello che conoscevamo, e che molte più persone si ritrovino a passarlo in città. Non escludo, poi, che molti colleghi decidano di prolungare l’orario di apertura, sfruttando le più fresche ore serali: in via Luccoli, ad esempio, per il primo giorno abbiamo optato per le 21,30».

«Intorno a Ferragosto – conclude la presidente Fismo – tireremo le prime vere somme di questi saldi mai visti. Quel che è certo è che le occasioni non mancheranno, perché a causa dei mesi di inattività abbiamo ancora i magazzini pieni e per i nostri clienti non c’è che l’imbarazzo della scelta».

Confesercenti – SWG, saldi al via in tutta Italia. Pubblico in crescita, acquisti per 6 italiani su 10

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Ma il budget previsto scende a 116 euro a persona

Saldi estivi finalmente al via. Dopo l’apertura anticipata di Sicilia e Calabria (il primo luglio), Campania (21 luglio) e Piemonte, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia (la scorsa settimana), oggi sabato primo agosto le vendite di fine stagione partono in tutte le restanti regioni d’Italia.

Le prospettive sono timidamente positive, con un interesse dei consumatori in crescita: 6 italiani su 10 hanno già deciso di acquistare (o già acquistato, nelle regioni in cui le vendite sono già partite). Un dato quasi doppio rispetto al 33% registrato in occasione dei saldi estivi dello scorso anno. In calo, invece, il budget medio previsto per gli acquisti, che passa a 116 euro, il 20% in meno di quanto allocato lo scorso anno (146 euro).

È quanto emerge dal consueto sondaggio Confesercenti-SWG sui saldi di fine stagione, condotto su un campione di mille consumatori e di 600 imprese del commercio di abbigliamento e calzature.

Data d’avvio e promozioni pre-saldo. Il confronto con lo scorso anno è condizionato dallo spostamento delle date di partenze. Solitamente, infatti, i saldi estivi prendono il via il primo weekend di luglio, mentre quest’anno la Conferenza Stato Regioni ha deciso di posticipare l’apertura delle vendite a saldo al primo agosto, vista la ripartenza difficile: nei due mesi di riapertura piena delle attività (giugno e luglio) le imprese del settore hanno registrato un calo medio del 26% del fatturato. La scelta di posticipare i saldi, però, ha diviso i commercianti: il 50% condivide lo spostamento, mentre il 33% si è detto contrario. Due negozi su dieci, proprio per questo, hanno praticato promozioni pre-saldo nel mese di luglio.

Dove si compra. Anticipi o no, i consumatori sembrano comunque orientati a sfruttare l’occasione dei saldi su più canali di vendita. Con buone previsioni per i negozi indipendenti: il 29% segnala di voler compiere qui i propri acquisti, una quota di poco inferiore a chi sceglie le grandi catene (33%). Il 26% comprerà anche in un outlet, mentre il 16% si rivolgerà ad un negozio di un brand in franchising. Farà shopping online, invece, un quarto (25%) degli intervistati.  

Cosa si acquista. Scarpe e magliette saranno i prodotti più ricercati: le calzature sono nella lista degli acquisti da fare del 56% dei consumatori che parteciperanno ai saldi, il 48% per le magliette. Percentuali più alte del solito, indice forse di ‘acquisti rimandati’ negli ultimi mesi. Seguono, nei desideri dei clienti, camicie e camicette (indicate dal 32%), intimo (26%) e costumi (18%).

“Quest’anno i saldi estivi sono un’ottima occasione per i clienti”, spiega Fabio Tinti, Presidente nazionale di Fismo Confesercenti. “I negozi hanno un vasto assortimento e offrono sconti più alti del solito, anche per cercare di recuperare parte della liquidità persa durante il lockdown e contenere i danni di un anno difficile: i consumatori troveranno, presso i negozi, la qualità di sempre a prezzi mai visti. In gioco c’è il futuro della rete dei negozi di moda: fondamentale sarà che anche il governo dia una mano, estendendo ad esempio al commercio i benefici fiscali previsti per le rimanenze di magazzino di prodotti ad alta stagionalità”.

Confesercenti Veneto, saldi: “Saranno imprevedibili nel dopo Covid”

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Fismo: “Una boccata d’ossigeno per i negozi della moda. L’80% delle famiglie acquisterà almeno un capo in saldo”

Nonostante la possibilità di vendite promozionali nei 30 gg precedenti l’inizio dei saldi il fascino dei saldi continua a colpire i consumatori.

Quest’anno la partenza dei saldi è per sabato 1°AGOSTO , negli oltre 1500 negozi di abbigliamento della provincia di Padova

Si tratterà di saldi alquanto imprevedibili dopo mesi di lockdown e una riapertura che, a parte la prima settimana di maggio, ha visto languire le vendite del settore.

Nonostante la possibilità di vendite promozionali anche nel mese di luglio il fascino dei saldi continua ad attirare i consumatori

Ottima occasione per i consumatori che potranno acquistare con saldi che in questa prima fase potranno arrivare al 30% e in alcuni casi al 50%.

I negozi sono pieni di merce estiva e le occasioni ci saranno per tutti.

Saranno 50 milioni nei 2 mesi di saldi che permetteranno a tanti esercizi del settore di riprendere fiato economicamente dopo mesi di sofferenza nelle vendite.

L’occasione delle vendite in saldo post Covid e la decisione della Conferenza delle Regioni di portare la data di inizio al primo agosto (era il primo sabato di luglio) può essere l’occasione per confermare anche negli anni successivi queste date. E’ assurdo tornare ad aprire i saldi a Luglio quando l’estate è appena iniziata.

Previsioni acquisti:

Delle quasi 400 mila famiglie padovane circa l’ 80% effettuerà un acquisto in saldo, secondo i dati dell’Osservatorio Economico Confesercenti, il 4% non effettuerà acquisti e il restante non ha ancora deciso.

Cosa preferiranno i ‘saldisti’ in questi saldi estivi?

  • Camiceria/polo e abbigliamento giovane/sportivo al primo posto
  • seguono calzature,
  • abbigliamento mare,
  • biancheria intima

Come di consueto ricordiamo che in tutti i negozi aderenti alla FISMO Confesercenti viene applicato il decalogo “Saldo amico” di cui riportiamo il testo

  • Attendere il periodo ufficiale dei saldi.
  • Indicare in modo chiaro e ben leggibile la composizione del prezzo di vendita al pubblico (prezzo originario, percentuale di sconto, prezzo scontato in euro).
  • Accettare pagamento con assegni, carta di credito e bancomat secondo i termini delle relative convenzioni.
  • In caso di vizi o mancata conformità rispetto alle caratteristiche descritte del bene venduto in occasione dei saldi il commerciante è soggetto alle ordinarie norme in materia di garanzia.
  • In casi diversi dal vizio o dalla mancata conformità la sostituzione del capo è a discrezione del titolare dell’esercizio.
  • Durante i saldi il commerciante può consentire la prova dei capi in vendita per verificare la corrispondenza della taglia.
  • Non esibire sconti generici, specie se riferiti soltanto ad alcuni articoli.
  • Rendere visibile l’interno del negozio.
  • Evidenziare all’esterno le taglie eventualmente disponibili.
  • Usare la massima cortesia

Istat, Confesercenti: crollo Pil peggiore di previsioni Def. Ora tutto più difficile

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Se crescita non riparte rischiamo manovre correttive. Rimbalzo non basta per negozi tradizionali, nel semestre vendite a -14,9%

 

Un crollo peggiore delle aspettative, che pregiudica il raggiungimento del pur pesante -8% previsto dal DEF per quest’anno, che a questo punto sarebbe un traguardo mantenere. Così l’Ufficio Economico Confesercenti commenta le stime Istat sul Pil del secondo trimestre.

Evidentemente il mese di giugno, nonostante alcuni indicatori anticipatori rilevassero il contrario, non è riuscito a riequilibrare la spinta negativa di aprile e maggio e la variazione acquisita finora nei primi sei mesi è del -14,3%. Sicuramente ci sarà un rimbalzo da qui a dicembre ma, visti i numeri, non bisogna dare niente per scontato. I consumi delle famiglie subiranno anch’essi una flessione che potrebbe sfiorare le due cifre, mettendo in ulteriore difficoltà commercio, turismo e mercato interno in generale. Anche i dati sull’inflazione confermano la frenata dei prezzi, con una variazione negativa per il terzo mese consecutivo, come conseguenza, principalmente, di cambiamenti dal lato dell’offerta ma in parte anche della caduta della domanda.

Inoltre, il rimbalzo positivo delle vendite a giugno (+12,1% in valore) non è sufficiente al recupero del commercio: il bilancio dei primi sei mesi dell’anno segna ancora una flessione del -8,8%, che arriva a -14,9% per il commercio tradizionale, mentre il commercio elettronico vede un forte aumento tendenziale (+32,5%). Diminuiscono soprattutto le vendite dei beni non alimentari (-14,8% in valore e -15,1% in volume), mentre è contenuta la flessione dei beni alimentari (rispettivamente -0,1% in valore e -1,5% in volume).

L’economia italiana deve liberarsi, con urgenza, dell’immagine di ultima della classe che l’ha accompagnata in questi ultimi 20 anni. Questo anche dal lato dell’efficienza delle decisioni e della loro attuazione. Senza sembrare polemici: se non si riesce a mettere in condizione, dopo 5 mesi, il singolo cittadino di poter acquistare una banale bicicletta – non essendo ancora pronta l’app specifica e con le annesse complicazioni per l’accesso al bonus – lo scetticismo sulle capacità non solo della nostra PA, ma dell’intero Sistema Italia, a definire obiettivi e strategie di rilancio epocale dell’economia è profondamente giustificato. Le politiche debbono fare un grande sforzo di trasparenza, velocità, efficacia. Conta la capacità di creare le condizioni per una fase di sviluppo della nostra economia, anche alla luce dell’ulteriore aumento del debito pubblico, la cui sostenibilità non può essere garantita se non all’interno di un quadro economico caratterizzato da una parte da tassi d’interesse bassi ma dall’altra da una crescita molto più sostenuta rispetto a quella che ha caratterizzato la nostra economia negli ultimi venti anni. E’ questo l’unico modo per evitare manovre di rientro future che renderebbero inutili gli sforzi odierni.

Confesercenti Liguria: Cedole librarie, il Comune di Genova anticipa il 30% a librerie e cartolibrerie. La soddisfazione di Sil-Confesercenti

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Luca Puppo, SIL Confesercenti: “Nostre richieste accolte, boccata d’ossigeno per le imprese”

Dopo l’importante lavoro compiuto a livello nazionale che ha portato dapprima al tax credit e, più recentemente, alla nuova legge sul libro, a favore delle librerie e cartolibrerie indipendenti, il Sindacato Italiano Librai incassa, proprio dal Comune di Genova, una prima, importante risposta a livello locale rispetto alle problematiche legate alle cedole librarie.

Su proposta degli assessori alle politiche culturali Barbara Grosso e al bilancio Pietro Piciocchi, la giunta ha infatti approvato i criteri e le modalità per erogare contributi finalizzati alla fornitura gratuita dei libri di testo agli alunni della scuola primaria.

Sono circa 60 gli esercizi commerciali che forniscono i libri di testo ai 25mila alunni delle scuole elementari pubbliche e private e che, successivamente, ottengono il rimborso dal Comune. Per far fronte alla mancanza di liquidità, legata all’emergenza sanitaria , la giunta ha stabilito di erogare anticipatamente il 30 per cento dell’importo dovuto per i libri di testo prenotati dalle famiglie.

«Il senso di questa decisione – spiegano gli assessori – è quello di contenere gli effetti dell’emergenza sanitaria sul tessuto socio economico cittadino, nel caso specifico sul comparto delle librerie e delle cartolibrerie».

«Da tempo segnaliamo la necessità di digitalizzare il sistema delle cedole librarie per semplificare e velocizzare la gestione e l’incasso da parte delle librerie e cartolibrerie indipendenti – commenta Luca Puppo, del direttivo Sil-Confesercenti Genova – ma quest’anno abbiamo soprattutto chiesto soluzioni per il tema dei flussi economico-finanziari, visto l’obbligo per le nostre imprese di anticipare il costo dei testi scolastici a grossisti ed editori, a fronte di tempi dilatati per incassare poi i corrispettivi delle cedole librarie date dal Comune alle famiglie degli studenti.

«Per questo abbiamo domandato e ottenuto che potesse essere previsto un anticipo forfettario sul totale delle cedole librarie trattato ogni anno da ciascuna libreria nella misura del 30%

«Ringraziamo gli assessori Grosso e Piciocchi e i loro collaboratori – conclude Puppo – per l’impegno e la sensibilità dimostrata per il sostegno delle librerie e cartolibrerie genovesi. Parliamo di un aiuto concreto e, con altrettanta concretezza, vogliamo proseguire con nuove iniziative a favore di librai e cartolibrai».

Confesercenti Liguria, Fismo: saldi, tra parcheggi gratis e hashtag #COMPRIAMOaGENOVA

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La Presidente Recine: “Rivolgiamo  a tutti l’appello a fare i propri acquisti in saldo negli esercizi al dettaglio sperando così di superare mesi difficili”

Sabato 1 agosto prendono il via, in Liguria e contemporaneamente nella gran parte delle regioni italiane, i saldi estivi 2020, posticipati di circa un mese rispetto agli ultimi anni per consentire agli esercizi di riprendere a pieno regime la loro attività dopo il lockdown.

«Paradossalmente – dichiara Francesca Recine, presidente Fismo-Confesercenti Genova –, c’è voluto un evento di portata epocale come la pandemia affinché i saldi trovassero una collocazione, se non ideale, quantomeno più consona a quella che è la loro stessa ragione di esistere. Confidiamo che tale data possa essere confermata anche in futuro, e che anche i prossimi saldi invernali vengano rinviati almeno di qualche settimana».

Da segnalare come anche quest’anno, in occasione del primo weekend di saldi, il Comune di Genova abbia concesso la gratuità dei parcheggi nelle zone Blu Area e nelle Isole Azzurre, imitato da Apcoa per quanto riguarda il park di piazza della Vittoria (salvo il tratto delimitato da sbarre lato via Diaz). «Un gesto di sensibilità per il quale ringraziamo l’amministrazione e, in particolare, l’assessore Bordilli», aggiunge Recine.

Ad accompagnare questa edizione di saldi estivi ci sarà anche la campagna #COMPRIAMOaGENOVA promossa dal magazine Shop in the City e di cui Confesercenti è partner istituzionale. L’operazione, lanciata già da alcuni giorni per sensibilizzare genovesi e turisti a sostenere gli esercizi di vicinato, valorizzando la loro qualità e il loro servizio, si articola su più fronti – affissioni, passaggi radiofonici, inserzioni stampa, campagne sui social network e guerrilla marketing per le strade della città – all’insegna del messaggio: “fai vivere i negozi del tuo quartiere, vivrai meglio anche tu”.

«È una campagna – spiega Francesca Recine – che si rifà all’analoga iniziativa adottata a Torino nelle prime settimane dopo il lockdown, e alla quale abbiamo immediatamente aderito con entusiasmo, consapevoli dell’importanza di sostenere il commercio al dettaglio in un momento così delicato e in linea con la mission che, da sempre, contraddistingue Confesercenti».

«I negozi di vicinato vengono da anni difficili e da mesi resi ancora più complicati dal blocco totale al quale la gran parte di essi, e la totalità del settore moda, sono stati sottoposti. Per questo – conclude la presidente Fismo – ci sentiamo di rivolgere a tutti l’appello a fare i propri acquisti in saldo negli esercizi al dettaglio dove, mai come quest’anno, alla consueta qualità del servizio e della merce si aggiungerà un’eccezionale varietà di capi disponibili e subito a prezzi superscontati, date le grandi giacenze rimaste in magazzino dopo il lungo periodo di chiusura forzata e la lenta ripartenza che ne è seguita e che, appunto, speriamo possa finalmente decollare proprio grazie ai saldi».

Confesercenti E.R.: al via i saldi estivi tra preoccupazone e speranza

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Il Presidente Domenichini: “Scelta della data, Covid e concorrenza sleale delle piattaforme e-commerce ridurranno il fatturato del 30/50% rispetto al 2019”

Iniziano il 1 agosto i saldi estivi, appuntamento collocato solitamente a inizio luglio ma, nel 2020, posticipato in Emilia Romagna al primo sabato di agosto a causa del Covid 19. Il Coronavirus ha cambiato tutto e i commercianti quest’anno, ancor prima dell’avvio dei saldi, hanno iniziato a effettuare le vendite promozionali, vietate invece negli anni scorsi.

Il Covid ha infatti cambiato sia il calendario che le aspettative degli imprenditori, già provati dal lungo periodo di lockdown, da una ripresa che non c’è stata dopo la riapertura e dalla concorrenza dell’e-commerce.

Vista la straordinaria situazione generale le vendite promozionali sono state consentite nei 30 giorni precedenti i saldi; nella Regione Emilia Romagna e, a livello nazionale, si registra una situazione a macchia di leopardo: la data iniziale dei saldi era stata stabilita dalla Conferenza delle Regioni l’1 agosto, poi alcune Regioni hanno deciso di muoversi in autonomia anticipando tale data.

In un’indagine effettuata da Confesercenti E.R. su un campione di propri associati dell’intera regione, la maggior parte di loro  (circa il 70%)  ha comunque manifestato perplessità sulla scelta di avviare i saldi ad agosto, mese in cui molte città si svuotano. Per la maggior parte degli operatori il fatto che molti clienti abbiano a loro volta subito le conseguenze economiche del Covid accanto al calo delle vendite promozionali di luglio e alla concorrenza sleale delle piattaforme e-commerce, farà sì che il fatturato proveniente dai saldi, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, risulterà del 30/50% inferiore. Il restante 30% degli intervistati spera invece che i saldi diano un po’ di “brio” agli acquisti che rimangono nonostante tutto una buona occasione per comprare prodotti di qualità a prezzi interessanti.

Per il Presidente della Confesercenti E.R. Dario Domenichini: “Non ci nascondiamo la difficoltà della situazione di questo periodo, ma la crisi del commercio, in particolare quello dell’abbigliamento, si protrae da tempo, e l’emergenza Covid ha contribuito a peggiorare le cose. Inoltre, la scelta della Conferenza Stato Regioni di rendere ‘libera’ la scelta della data di avvio dei saldi, ha creato un’inutile concorrenza tra territori limitrofi.

Lo svuotamento delle città, la mancanza di turisti, lo smartworking e la concorrenza sleale delle grandi aziende, soprattutto straniere, che vendono online, speriamo non rendano vano il periodo dei saldi.

Da anni spieghiamo come il piccolo commercio non sia solo una voce importante per l’economia generale del Paese, ma soprattutto una garanzia per la sicurezza sociale dei centri storici e un patrimonio urbano di grande valore. Nella ricerca di Nomisma, presentata nella nostra assemblea regionale lunedì scorso, fra l’altro, è emerso come durante il lockdown ci sia stata una vera e propria riscoperta dei negozi di vicinato con una percentuale di frequentatori che è salita di ben 14 punti percentuali. Il negozio ‘tradizionale’ come riferimento di fiducia è ancor più importante nel periodo dei saldi e sono in grado di dare tutte le garanzie necessarie ai clienti negli acquisti in sicurezza.”

Bce: Covid frena offerte lavoro Ue, crollo turismo Italia

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Secondo il bollettino di luglio della Banca Centrale le “prospettive sono molto incerte”

“L’epidemia di Covid19 ha avuto impatti fortemente negativi sulle offerte di lavoro, diminuite “in modo significativo” in tutta l’aerea euro”.

E’ quanto si legge nel bollettino economico della Bce di luglio. Per quanto riguarda l’Italia, all’inizio del lockdown (21 febbraio) l’aumento su base annua dell’indicatore relativo alle offerte di lavoro si attestava a +14,2. A causa dell’epidemia il tasso di assunzioni è “passato in territorio fortemente negativo” e al 20 giugno segna un -33,1 in Italia, dove – ancora più che negli altri Paesi europei – hanno registrato un vero crollo le assunzioni nel settore delle attività ricreative e dei viaggio (-77,9) mentre hanno contenuto il calo (-9,9) quelle nel nel settore dei servizi sanitari.

“Le informazioni pervenute dopo l’ultima riunione di politica monetaria, tenutasi all’inizio di giugno – emerge dal bollettino – segnalano una ripresa dell’economia dell’area  dell’euro, sebbene il livello dell’attività rimanga ben al di sotto dei livelli antecedenti la pandemia di coronavirus (COVID-19) e le prospettive restino fortemente incerte”.

La Bce precisa che “le prospettive economiche sono caratterizzate da elevata incertezza e soggette a rischi al  ribasso”. “Le misure di politica monetaria della Bce – prosegue il  rapporto – si stanno gradualmente trasferendo all’economia dell’area euro, fornendo un sostegno essenziale alla ripresa e contribuendo a  compensare lo spostamento verso il basso, connesso alla pandemia, del  profilo previsto per l’inflazione”.

Anche se le politiche di contenimento “si sono alleggerite in tutto il mondo, la ripresa a livello internazionale rimane disomogenea, incerta e incompleta. I dati delle indagini congiunturali indicano che la contrazione senza precedenti dell’economia mondiale registrata nel primo semestre del 2020 ha superato il punto di minimo; d’altra parte, il cauto  comportamento dei consumatori segnala, in prospettiva, una dinamica  di crescita contenuta”.

Mentre la ripresa “procede” in Cina, “le prospettive rimangono molto incerte negli Stati Uniti, sebbene i dati abbiano evidenziato alcune inaspettate notizie positive. Anche nel  Regno Unito e in Giappone gli indicatori segnalano che la contrazione  in alcuni settori ha superato il punto di minimo, sebbene i livelli  di attività rimangano molto deboli. In tale contesto, l’inflazione mondiale resta contenuta”.

Confesercenti Arezzo: Il Mercatale in trasferta a Camaldoli

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Appuntamento per turisti e visitatori con tanti prodotti tradizionali aretini in trasferta a Camaldoli

Confesercenti organizza l’evento con il patrocinio del Comune di Poppi e della Camera di commercio Arezzo – Siena. Domenica 2 agosto dalle 9 alle 19 l’appuntamento è con la natura, l’arte, la spiritualità e la valorizzazione dei prodotti tradizionali del territorio. Questi gli ingredienti che potranno trovare i tanti visitatori che domenica  saliranno a Camaldoli nel cuore delle foreste casentinesi.

“Immersi nel fresco dei boschi secolari Casentinesi, punto di partenza per numerose e suggestive escursioni oppure per salire a piedi verso l’Eremo dei monaci camaldolesi” spiega Lucio Gori di Confesercenti” i tanti turisti e visitatori troveranno ad accoglierli una decina di produttori locali con marmellate, mieli, frutti e verdure di stagione, legumi e farine, tartufi freschi, formaggi freschi e stagionati, birre artigianali, utili sia per un piacevole picnic oppure da  gustare in compagnia al ritorno a casa”.

“Il Mercatale” sottolinea Lucio Gori di Confesercenti “domenica si trasferirà a Camaldoli. Crediamo che l’iniziativa possa rappresentare uno straordinario strumento di promozione per le nostre eccellenze anche nei confronti dei numerosi turisti italiani che soprattutto in questo periodo, visiteranno uno dei luoghi di maggiore attrazione”.
“Gli stand del Mercatale” conclude Gori “garantiscono la genuinità dei prodotti per un’offerta che si differenzia proprio per la peculiarità di valorizzare la merce a chilometro zero”.