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Cinquemila persone in corteo contro il caro energia. Vittorio Messina: “Servono provvedimenti urgenti e non più rinviabili”

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Grande manifestazione unitaria oggi a Palermo. Cinquemila le persone in corteo a rappresentare tutti i settori economici e produttivi. Per Confesercenti Sicilia sono arrivate delegazioni da tutta la Sicilia. “L’inflazione al 12 per cento, il rischio recessione e l’aumento incontrollato delle bollette energetiche ci consegnano un quadro drammatico che mette in serio pericolo il futuro delle imprese e delle famiglie”, dice Vittorio Messina presidente di Confesercenti Sicilia. “Servono provvedimenti urgenti e non più rinviabili per affrontare il caro bollette. In questo senso abbiamo consegnato al presidente della Regione e al Prefetto di Palermo una serie di proposte da indirizzare subito al governo nazionale al fine di scongiurare la chiusura di tante attività produttive e una deriva sociale che rischia di relegare nella povertà assoluta ampie fasce di popolazione”.

Tra le fila del corteo le storie concrete degli imprenditori. Storie come quella di Benny Bonaffini, imprenditore di Messina del settore della ristorazione collettiva, con 70 dipendenti. “La bolletta – dice – è pa
ssata da 17 mila a 70 mila euro. L’unica soluzione è indebitarsi con la banca. Ma come si fa a continuare così? Non possiamo totalmente trasferire questi costi sui clienti… È come trovarsi in un vicolo cieco. Le piccole e medie imprese sono tecnicamente sull’orlo dell’insolvenza”.

“A Palermo la situazione è drammatica”, aggiunge Francesca Costa presidente di Confesercenti Palermo e presidente regionale di Faib Confesercenti che rappresenta i gestori di carburante. “Non passa giorno senza raccogliere le preoccupazioni dei nostri iscritti in tutte le categorie a cominciare dalle imprese ricettive, della ristorazione e del commercio”. Ma ad essere in sofferenza sono anche i gestori di carburanti. “Un comparto – aggiunge Costa – che seguo da vicino. Oltre al costo dell’energia, sui nostri bilanci pesa il costo del carburante. A fronte di un aumento di circa 80 centesimi al litro dall’inizio del 2021, tutti gli operatori hanno dovuto investire maggiore liquidità per gli acquisti a fronte di margini di guadagno che sono rimasti sempre gli stessi. Più aumenta il prezzo di carburante imposto dalle società petrolifere meno i gestori guadagnano e la situazione adesso è diventata pesante”

La manifestazione è stata promossa e organizzata unitariamente da: Ance Sicilia, Ascom Sicilia, Casartigiani Sicilia, Cia Sicilia, Cidec Sicilia, Claai Sicilia, Cna Sicilia, Confagricoltura Sicilia, Confartigianato Sicilia, Confcommercio Sicilia, Confcooperative Sicilia, Confesercenti Sicilia, Confindustria Sicilia, Copagri Sicilia, Legacoop Sicilia, Movimento Terra è Vita, Cgil Sicilia, Uil Sicilia, Associazione UN.I.Coop e Adoc Sicilia.

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“Diamo luce alla Sicilia. Stop al caro energia”, lunedì 7 la mobilitazione a Palermo. Raduno alle 10 un Piazza Croci

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Il tempo delle attese è terminato. Gli imprenditori, i lavoratori e anche le famiglie sono pronti a scendere in piazza. Lo faranno lunedì 7 novembre a Palermo per dare voce al disagio generalizzato che investe l’isola. “Diamo luce alla Sicilia. Stop al caro energia” è il claim della manifestazione che vedrà radunare tutti in piazza Croci da cui prenderà un corteo che arriverà sino in piazza Verdi, dinanzi al Teatro Massimo. La protesta è stata indetta da Adoc Sicilia, Ance Sicilia, Casartigiani Sicilia, Cia Sicilia, Claai Sicilia, Cna Sicilia, Confagricoltura Sicilia, Confartigianato Sicilia, Confcommercio Sicilia, Confcooperative Sicilia, Confesercenti Sicilia, Confindustria Sicilia, Copagri Sicilia, Legacoop Sicilia, Movimento Terra è Vita, Cgil Sicilia, Uil Sicilia, UniCoop. Quindi quasi tutte le associazioni datoriali di categoria e sindacali dei lavoratori che, ogni giorno che passa, prendono atto della situazione di costante difficoltà con cui bisogna fare i conti per cercare di portare avanti le attività produttive, anche al fine di garantire occupazione, per riuscire ad arrivare alla fine del mese senza dovere scegliere tra necessità primarie.

Tante, troppe le famiglie, i lavoratori e i pensionati, che non riescono più a fra fronte ai costi energetici ormai alle stelle e fuori controllo, pochi e non strutturali gli interventi sin qui messi in campo dal governo al fine di porre un argine ai rincari galoppanti, alla speculazione e ai processi inflattivi.

Al termine della manifestazione, un’articolata piattaforma rivendicativa frutto di concertazione tra le sigle che stanno animando questo momento di protesta, sarà consegnata al prefetto di Palermo e al presidente della Regione e, per tramite di entrambi, al Governo nazionale.

Perché c’è la necessità di fare sentire la voce del disagio? Secondo un’analisi comparativa realizzata da Nomisma Energia, confrontando la spesa teorica annuale delle bollette elettriche del mercato libero delle imprese di vari comparti operanti in Sicilia con quelle pagate dalle medesime tipologie di imprese in Francia e Spagna, emerge che l’isola, che aveva già il triste primato, così come il resto d’Italia, di avere i prezzi di elettricità e gas più alti d’Europa, con l’ultima crisi vede non solo ribadita questa debolezza, ma addirittura peggiorata. Tutte le categorie economiche, infatti, pagano in Italia, a parità di consumi e di potenza impegnata, una bolletta elettrica notevolmente più elevata: la spesa elettrica risulta essere mediamente superiore del 27% rispetto alle imprese spagnole e addirittura di quasi il 70% rispetto a quelle francesi.

Caro bollette e inflazione stanno impoverendo sempre di più i lavoratori, i pensionati, le famiglie, riducendo il potere d’acquisto e i consumi e facendo crescere dunque il disagio sociale. E’ una manifestazione che vuole lasciare il segno ma che, soprattutto, intende ottenere risposte puntuali e precise per fare ripartire l’economia che, altrimenti, rischia, anche dopo l’emergenza sanitaria, di affossarsi definitivamente. Un rischio estremamente grave che rappresenterebbe l’ulteriore stoccata ad un sistema economico e sociale già gravemente segnato dagli effetti della pandemia e dalla crisi economica conseguente che ha mortificato i redditi di famiglie, lavoratori, pensionati e messo in ginocchio le attività produttive. Respingiamo la logica degli interventi tampone e chiediamo soluzioni strutturali capaci di ristabilire parametri e regole certe in un mercato energetico oggi drogato.

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Occupazione: Confesercenti e Adecco insieme per favorire l’incontro tra offerta e domanda di lavoro

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Occupazione: Confesercenti e Adecco insieme

La partnership sarà presentata in diretta streaming giovedì 3 novembre alle ore 10.30

Confesercenti e Adecco presentano una nuova partnership, la prima di questo tipo in Italia, per agevolare le imprese a trovare le figure lavorative giuste.

Un accordo per rilanciare l’occupazione, facendo incontrare domanda e offerta in un mercato del lavoro che le vede sempre più disallineate.

La partnership sarà presentata in diretta streaming giovedì 3 novembre alle ore 10.30 dalla sede di Confesercenti nazionale.

L’evento vedrà la partecipazione di Mauro Bussoni, segretario generale della Confederazione, e di Claudio Soldà, CSR & Public Affairs Director di Adecco Italia. In collegamento Alessandro Tortelli del Centro Studi Turistici Firenze e alcuni imprenditori della rete Confesercenti per approfondire i temi dell’occupazione e della ricerca di personale, specie in settori come il turismo e il commercio.

Scopo principale della partnership è quello di valorizzare l’occupabilità delle persone e coltivare le competenze e i talenti necessari allo sviluppo delle aziende, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese.

Durante l’evento saranno presentati nuovi dati sulla situazione occupazionale nelle imprese del turismo, del commercio e dei servizi.

Per partecipare alla riunione su piattaforma Teams è necessario collegarsi dal sito www.confesercenti.it/adecco-confesercenti.

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Fiducia: Confesercenti, mai così bassa da pandemia

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Fiducia consumi famiglie

Aumenti di tariffe e prezzi erodono certezze e confermano allarme consumi

Caro-energia ed inflazione continuano ad erodere le certezze di famiglie ed imprese. Il dato Istat di oggi sul clima di fiducia segnala anche per ottobre la prosecuzione del trend discendente, sia per le attività economiche sia per i consumatori. Per le famiglie, in particolare, si tratta del quarto calo consecutivo: l’indice è ora a -5 punti rispetto a luglio, raggiungendo il valore più basso dalla pandemia ad oggi.

Un progressivo depauperamento del capitale di fiducia faticosamente accumulato con la ripartenza del 2021, che purtroppo sembra confermare l’allarme sui consumi che abbiamo lanciato: secondo un sondaggio Confesercenti-SWG, infatti, sotto la pressione di caro-vita e bollette, il 68% degli italiani prevede di ridurre gli acquisti da qui a fine anno. Una spending review che mette a rischio, secondo i nostri calcoli, 5 miliardi di euro di spesa.

Per le imprese la situazione è più articolata: in media si registra un lieve calo, che diventa però rilevante per le imprese dei servizi turistici, che manifestano la quarta flessione continuativa con una perdita di circa 24 punti da luglio scorso. Nella distribuzione, invece, a fronte di una stabilità dell’indice nella Grande distribuzione, le imprese di minore dimensione sono più pessimiste, con un peggioramento del sentiment di -6 punti.

L’aumento dei prezzi e delle tariffe energetiche, dunque, stanno creando sempre più incertezza, destabilizzando le aspettative delle imprese e le intenzioni di acquisto dei cittadini. Bisogna intervenire urgentemente: al nuovo governo abbiamo chiesto di mettere tra le priorità il prolungamento ed il rafforzamento dei sostegni fino a quando il calo dei prezzi degli energetici non beneficerà famiglie e imprese. Ma anche di pensare a una detassazione straordinaria delle tredicesime. Per lo stato non sarebbe un esborso colossale: per un intervento su quelle medio-basse, basterebbero 6 miliardi di euro per mettere in campo un intervento straordinario che sicuramente darebbe impulso a consumi e fiducia.

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Occupazione: Confesercenti e Adecco insieme per favorire l’incontro tra offerta e domanda di lavoro

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AssoTerziario: riunito il coordinamento

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Riunito Coordinamento Assoterziario

Il Presidente Gronchi: il sistema Confesercenti in campo al fianco delle imprese con misure dirette di sostegno al caro energia

Il coordinamento AssoTerziario Confesercenti si è riunito il 18 ottobre scorso, sotto la presidenza del Presidente Nico Gronchi, per discutere della crisi energetica e delle misure governative e delle iniziative confederali; del progetto sulla rigenerazione urbana; di green economy e processi economici aziendali; di transizione digitale, e impatti sulle imprese.

Gli step della riunione di AssoTerziario Confesercenti

  • Dopo una breve introduzione del Coordinatore Gaetano Pergamo, il Presidente Gronchi ha introdotto i lavori passando in rassegna i vari punti all’ordine del giorno inquadrati nel nuovo panorama politico.Aggiungi nuovo
    Le imprese-ha detto Gronchi- aspettano il nuovo governo perché l’economia, che ha tempi stringenti ed ha bisogno di interventi rapidi di contrasto alla crisi e di sostegno e accompagnamento, in questa difficilissima fase della vita del paese, non può permettersi tempi lunghi.
  • Il Presidente ha ricordato che in questi mesi di grande difficoltà la Confederazione ha lavorato in contatto con le istituzioni parlamentari e il Governo Draghi per sollecitare il varo di misure di contenimento degli effetti della crisi energetica.

    Vanno in questa direzione:

  • il credito d’imposta allargato alle imprese non energivore al 25%;
  • l’azzeramento degli oneri generali di sistema nel settore elettrico anche per il iv trimestre 2022;
  • la riduzione dell’Iva sul gas al 5% anche per il iv trimestre;
  • il bonus sociale famiglia;
  • la sospensione delle modifiche unilaterali dei contratti di fornitura di energia elettrica e gas naturale fino al 30 aprile 2023.

Confesercenti

Confesercenti ha anche spinto per la diversificazione energetica, la neutralità tecnologica e la ricerca della pluralità delle fonti di approvvigionamento, perseguendo nuove capacità di rigassificazione, semplificazioni delle procedure autorizzative per gli impianti a fer e degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili con incentivi in materia di autoconsumo e comunità energetiche rinnovabili, procedure semplificate per gli impianti offshore, efficientamento dell’illuminazione pubblica e interventi reiterati di taglio alle accise di 30 centesimi per i carburanti spostati fino al 18 novembre.

Al tempo stesso il sistema Confesercenti si è mosso mettendo in campo da una parte le competenze e gli strumenti specifici, con attività di consulenza a favore delle imprese per affrontare la crisi dei prezzi, con l’analisi dei mercati energetici, la valutazione del possibile risparmio, gli interventi di efficienza energetica svolti dal Consorzio di sistema Innova Energia.

Accanto a queste misure, Confesercenti, per sostenere le imprese associate ha costruito un prodotto ad hoc denominato “finanziamento per il sostegno ai costi energetici”.

L’intervento mira a mettere a disposizione delle imprese per sostenimento dei costi energetici (luce e gas) un finanziamento agevolato fino a 20 mila euro tramite la Cassa del Microcredito ( per aziende costituite da meno di 5 anni, in forma di ditte individuali, società di persone, cooperative, srls, professionisti iscritti ad albi); e il Consorzio Italia Confidi ( per le per aziende che non rispettano le caratteristiche previste per cassa del microcredito.)

Come si vede, di fronte alla crisi energetica, la Confederazione ha messo in campo a favore delle imprese un complesso di misure e di azioni dirette ed indirette che ci auguriamo possano alleviare le difficoltà.

La rigenerazione urbana

Passando al tema della rigenerazione urbana, dopo la creazione del Gruppo di lavoro nazionale, che svolgerà funzioni da cabina di regia del sistema, si sono programmate le iniziative territoriali. L’obiettivo è ricentrare gli interventi pubblici e privati spostando l’asse d’azione dalle strutture alle funzioni, mirando allo sviluppo e alla rivitalizzazione dei centri urbani.

Sul tema della green economy il Coordinamento ha deliberato di procedere con le iniziative in agenda finalizzate a processi, in linea con i principali driver di sostenibilità, per le imprese che vogliono adottare linee guida green e la realizzazioni di best practice che indentifichi la sostenibilità dei processi, anche tramite azioni di adozione del verde. In questa direzione il Coordinamento sta valutando progetti e partnership.

Sulla questione della transizione digitale, che è al centro dell’agenda di lavoro di AssoTerziario Confesercenti, che sul tema ha già svolto delle iniziative sull’E-Commerce e sulla Web Tax, il Coordinamento è impegnato a costruire un percorso di confronto e approfondimenti con i principali stakeholder digitali presenti nel nostro Paese con percorsi di formazione alle imprese con focus sui principali strumenti operativi sulle piattaforme con l’obiettivo di agevolare il retail italiano sui mercati digitali nelle forme ibride e dedicate.

 

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Buono Fiere per le imprese: dal 10 novembre le richieste di rimborso

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buono fiere

 

Il Ministero dello sviluppo economico ha pubblicato il Decreto Direttoriale 18 ottobre 2022, recante termini e modalità per la presentazione delle istanze di rimborso relative al Buono fiere, istituito dall’Art. 25-bis del DL 50/2022, cd. Aiuti.

L’agevolazione – per la quale sono stati stanziati 34 milioni di euro per l’anno in corso – consiste in un buono del valore massimo di 10 mila euro, erogabile in favore delle imprese per la partecipazione alle manifestazioni fieristiche internazionali di settore organizzate in Italia.

Chi ha ricevuto l’assegnazione del buono, può presentare al Ministero un’apposita istanza di rimborso delle spese e degli investimenti sostenuti per la partecipazione alle manifestazioni fieristiche, esclusivamente per via telematica, compilando l’apposito modello, dalle ore 12 del 10 novembre 2022 fino alle ore 17 del 30 novembre 2022.

Modalità di presentazione delle istanze

Ai fini della corretta compilazione dell’istanza, il soggetto richiedente è tenuto a:

a) provvedere all’eventuale aggiornamento dei propri dati presso il Registro delle imprese;

b) verificare i dati acquisiti in modalità telematica dal Registro delle imprese.

Nel caso in cui il soggetto richiedente non risulti possedere, sulla base delle informazioni desumibili dal Registro delle imprese e risultanti dal relativo certificato camerale, i requisiti previsti dal decreto aiuti, la procedura informatica non consentirà il completamento dell’iter di presentazione dell’istanza di rimborso.

Ai fini del completamento della compilazione dell’istanza di rimborso del buono fiere, al soggetto istante è richiesto il possesso di una posta elettronica certificata (PEC) attiva. La registrazione della PEC nel Registro delle imprese è condizione obbligatoria per la presentazione dell’istanza e il suo accertamento è effettuato in modalità telematica dalla procedura informatica.

Nell’istanza, oltre al possesso dei requisiti previsti, il soggetto richiedente dichiara:

a) l’elenco delle manifestazioni fieristiche a cui ha partecipato od ottenuto l’autorizzazione a partecipare;

b) in relazione alle manifestazioni fieristiche di cui al precedente punto a), i dati e le informazioni relative alle spese e agli investimenti sostenuti;

c) i dati delle imprese con le quali esiste almeno una delle relazioni tali da configurarne l’appartenenza ad una “impresa unica”;

d) i termini, iniziale e finale, del proprio esercizio finanziario, che deve coincidere con il periodo contabile di riferimento del soggetto istante e che può non corrispondere all’anno solare;

e) l’importo del buono fiere richiesto a rimborso;

f) l’IBAN relativo al conto corrente, intestato al soggetto richiedente, su cui si chiede l’accreditamento dell’agevolazione.

In sede di presentazione dell’istanza, il soggetto richiedente è tenuto altresì ad allegare:

a) copia del buono fiere rilasciato dal Ministero, per il rimborso delle spese di partecipazione alle manifestazioni fieristiche;

b) copia delle fatture attestanti le spese e gli investimenti sostenuti, con il relativo dettaglio;

c) documentazione attestante l’avvenuto pagamento delle sopracitate fatture;

d) apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà mediante la quale il soggetto beneficiario attesta la avvenuta, effettiva partecipazione alle manifestazioni fieristiche per le quali è richiesto il rimborso delle spese;

e) ove previsto, copia di un documento di identità in corso di validità e della tessera sanitaria del/dei titolare/i effettivo/i i cui estremi sono stati riportati nell’istanza.

 

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Bte, grande successo della VI edizione. Oltre 2000 visitatori e 150 seller partecipanti

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Grande successo per la sesta edizione della BTE di Confesercenti Sicilia. La Borsa si è conclusa sabato sera con una sfilata di moda organizzata da Confesercenti Catania, mentre l’Expo Bte ha prolungato l’apertura fino a domenica quando si è svolta l’Assemblea di Confesercenti Sicilia, richiamando nuovo pubblico tra gli stand.

Oltre 2000 i visitatori e 150 gli imprenditori che hanno partecipato ai seminari e ai B2B con i 20 buyer nazionali e internazionali intervenuti quest’anno per stringere nuovi accordi commerciali. “Siamo molto soddisfatti – dice il presidente di Confesercenti Sicilia, Vittorio Messina – La rassegna cresce di anno in anno e molte imprese tornano anche l’anno dopo perché hanno ottenuto risultati concreti dalla loro partecipazione. Questo non può che essere per noi motivo di orgoglio”.  Sull’Isola sono oltre 6500 le strutture dell’extralberghiero e dal 2019 al 2021 hanno segnato una crescita dell’8 per cento.

“Quest’anno oltre che agli stand di promozione territoriale – aggiunge il direttore Michele Sorbera – abbiamo puntato ad avere più operatori di servizi utili all’extralberghiero. Anche questa strategia è stata premiata con accordi e contratti sia sul fronte delle transizioni economiche digitali che  su quello delle energie alternative. Sappiamo tutti quanto la crisi energetica determinata dai mancati rifornimenti di gas dalla Russia, stia preoccupando le aziende, e in particolar modo quelle turistiche. Alla Bte in questi giorni le strutture hanno potuto simulare sulla propria azienda costi e benefici di un passaggio all’energia solare grazie al nostro partner Innova Energia e G-power e pianificare nuove strategie di investimento per contenere il più possibile la crisi”.

Tante le aziende in mostra con i propri prodotti alimentari e non: dalle lavorazioni del distretto della lava con imprese dell’Etna ai prodotti alimentari con proposte di box colazione specifici per le intolleranze alimentari studiate per B&B e strutture ricettive da un’azienda catanese, al prosciutto del suino nero dei Nebrodi.

L’Extralberghiero riunisce la galassia della ricettività che non si riconosce nell’hotellerie e in Sicilia – campeggi, B&B, agriturismi, case vacanza, posti letto in imbarcazioni da diporto, glamping – la cui spesa turistica stimata nel 2022 in Sicilia è di circa 86 milioni, oltre tre milioni in più rispetto al periodo pre-pandemia (dati Report OTIE per Bte 2022).

Aperta dalla presidente nazionale di Confesercenti Patrizia De Luise che dalla BTE ha chiesto al  governo Meloni “una strategia immediata e una a medio e lungo periodo per sostenere le aziende in questa nuova e difficile fase economica dettata dalla crisi energetica e dal caro bollette”, la VI edizione della Borsa ha segnato alcune novità importanti ad iniziare dal coinvolgimento delle scuole superiori con indirizzo turistico, protagoniste con studenti e professori di momenti formativi. Hanno partecipato le ragazze e i ragazzi delle ultime classi dell’istituto Antonello Da Messina e dell’Istituto alberghiero di Brolo, mentre altri studenti dell’alberghiero di Erice si sono avvicendati agli stand del loro Comune per illustrare le attrattive del territorio.

Tanti gli spazi espositivi dei Comuni dell’Isola che hanno riempito i padiglioni del Marina di Capo d’Orlando: da quelli del Messinese – Capo d’Orlando, Lipari, Milazzo, Naso, Sant’Angelo di Brolo, San Marco D’Alunzio – a Bagheria, Castelbuono e Pollina nel Palermitano, Erice del Trapanese. Presenti anche gli stand delle aree marine protette di Milazzo e delle Isole Egadi oltre ai tre Parchi siciliani: Etna, Madonie e Nebrodi.

“La scoperta del territorio è una peculiarità della tipologia di turista- viaggiatore che sceglie l’extralberghiero – dice Salvo Basile, coordinatore di Assoturismo Sicilia – La presenza di questi stand con materiale informativo ha fornito nuovi elementi ai buyers che ogni anno per tre giorni con la BTE visitano anche alcune località, incontrano gli amministratori locali e le imprese del territorio per innovare l’offerta dei propri pacchetti  in Sicilia”.

Quest’anno l’Educational tour ha toccato i comuni di  Bagheria, Capo d’Orlando, Castelbuono, Erice, Monreale e Pollina. Presentata anche la nuova mappa degli agriturismi sui Nebrodi realizzata dal Gal Nebrodi presieduto da Francesco Calanna.

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Caro energia: Confesercenti-SWG, il 36% delle PMI prevede di essere costretta ad aumentare i prezzi nei prossimi mesi

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caro energia

Il caro energia continua a spingere l’inflazione. In seguito ai recenti incrementi delle tariffe, il 36% delle PMI prevede di essere costretta ad aumentare i prezzi finali dei propri prodotti e servizi per riuscire a sostenere la stangata in arrivo per le utenze di energia e gas. Anche perché il quadro economico è in peggioramento: solo il 10% si aspetta per il trimestre finale del 2022 un fatturato in aumento rispetto al 2021; il 42% si aspetta un risultato stabile mentre il 37% inferiore o molto inferiore all’anno passato. È quanto emerge da un sondaggio condotto da SWG per Confesercenti su un campione di imprese dell’artigianato, del turismo e del commercio con 50 dipendenti o meno.

Le misure delle imprese contro il caro-bollette. L’aumento non è l’unica strategia introdotta dalle imprese per contrastare il boom dei costi fissi: anche perché, per molte attività, traslare gli importi delle bollette sui prezzi finali vorrebbe dire uscire fuori mercato. Il 26% delle PMI pensa dunque di limitare gli orari di lavoro e di apertura, ad esempio anticipando la chiusura per consumare meno energia; a queste si aggiunge un 6% che pensa ad una sospensione dell’attività nel periodo di bassa stagione. Il 18% delle PMI dichiara inoltre di stare valutando una riduzione del numero dei dipendenti. Il 13% si rivolgerà al credito, approfittando dei finanziamenti garantiti introdotti dal DL Aiuti Ter per pagare ‘a rate’ gli importi richiesti. Ma c’è anche un 12% che progetta di cambiare gli attuali macchinari ed elettrodomestici con altri a maggiore efficienza energetica.

Le richieste per il prossimo Governo. Il caro-energia, poco sorprendentemente, è in testa anche ai desiderata delle imprese per l’esecutivo in formazione. A chiedere nuove misure per contenere gli importi delle bollette è il 54%, oltre un’impresa su due, mentre il 28% desidera interventi anche per frenare l’innalzamento dei prezzi di beni e servizi, in primo luogo delle materie prime. Il 33% vorrebbe invece un’accelerazione l’attuazione del PNNR ed il 30% la riduzione della burocrazia, mentre l’11% vorrebbe una moratoria sui finanziamenti. Il 6%, infine, chiede, un aumento delle pensioni.

Tasse e pace fiscale. Tra le priorità delle piccole imprese c’è, ovviamente, anche il fisco: il 31% pensa che sia urgente procedere alla riduzione del cuneo fiscale, mentre il 13% chiede il taglio dell’Irpef. Più variegate, invece, le opinioni delle PMI sulla possibilità di una pace fiscale o di un condono: il 36% dice sì, dichiarandosi favorevole (25%) o molto favorevole (11%), il 29% la rifiuta, con una quota del 17% di contrari e del 12% di imprenditori del tutto contrari. Il 25%, invece, non si ritiene né pro né contro all’ipotesi. 

Promesse elettorali e aspettative. La lista di priorità delle PMI non coincide del tutto, però, con le misure che si ritiene verranno più probabilmente portate a termine. Nonostante l’intervento sulle tariffe energetiche sia in assoluto il più richiesto, ad esempio, solo l’8% ritiene si arriverà ad un price cap di luce e gas. Si scommette invece sull’arrivo di una riforma del reddito di cittadinanza (35% delle indicazioni) e sugli interventi sull’immigrazione (32%). Anche se in misura minore, vengono ritenute probabili pace fiscale (24%), flat tax per le imprese (22%), riforma della giustizia (21%), taglio dell’Irpef (20%), e riduzione del cuneo fiscale (17%). La maggioranza relativa delle PMI (il 37%), si aspetta che la nuova legislatura sia più stabile di quella appena conclusa; il 20% meno stabile, mentre il 28% scommette su un livello di instabilità più o meno simile.

L’articolo Caro energia: Confesercenti-SWG, il 36% delle PMI prevede di essere costretta ad aumentare i prezzi nei prossimi mesi proviene da Confesercenti Nazionale.

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