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Fisco: autodichiarazioni per gli aiuti di Stato Covid-19, due mesi in più per l’invio telematico all’Agenzia

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Fisco più tempo per autodichiarazione

Termine rinviato dal 30 novembre 2022 al 31 gennaio 2023

Un provvedimento firmato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, sposta il termine per l’invio dell’autodichiarazione dal 30 novembre 2022 al 31 gennaio 2023: quindi sono due i mesi di tempo in più per inviare al Fisco la dichiarazione sostitutiva da parte delle imprese che hanno ricevuto aiuti di Stato durante l’emergenza Covid-19.

Il termine di presentazione dell’autodichiarazione, inizialmente fissato al 30 giugno 2022, era stato prorogato al 30 novembre 2022 da un precedente provvedimento.

Il nuovo rinvio viene incontro alle segnalazioni pervenute da alcuni professionisti incaricati all’invio dai propri assistiti, che negli ultimi giorni hanno riscontrato difficoltà nell’accesso al Registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA), operazione utile a reperire le informazioni necessarie alla compilazione delle dichiarazioni da inviare telematicamente all’Agenzia delle Entrate.

L’autodichiarazione serve ad attestare che l’importo complessivo dei sostegni economici fruiti non superi i massimali indicati nella Comunicazione della Commissione europea “Temporary Framework” e il rispetto delle varie condizioni previste.

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Fisco: istituito codice tributo per beneficiare del Bonus riqualificazione alberghi

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Credito imposta bonus riqualificazione alberghi

Sul sito del Ministero del Turismo è disponibile il decreto che permette la fruizione del credito d’imposta

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Risoluzione n. 70/E con la quale istituisce il codice tributo per consentire alle imprese ricettive, turistico-alberghiere, agrituristiche, termali e all’aria aperta, le quali hanno sostenuto spese per migliorare le strutture presso le quali è svolta l’attività, di utilizzare in compensazione, mediante modello F24, il credito d’imposta nella misura del 65%, introdotto all’art. 79 del D.L. n. 104/2020.

Si tratta del codice tributo istituito numero “6991” (credito d’imposta a favore delle strutture ricettive turistico-alberghiere, agrituristiche, termali e all’aria aperta – art. 79 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104).

Sul sito del Ministero del Turismo è disponibile il decreto che permette la fruizione del credito d’imposta in oggetto. Nell’allegato al decreto, è presente l’elenco delle strutture ricettive beneficiarie, con il relativo ammontare di credito spettante.

 

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Fisco: contributi a fondo perduto per ristoranti, bar, piscine e catering

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Contributi fondo perduto ristoranti e bar

 Da domani, 22 novembre, si può fare domanda per ricevere gli aiuti, fino al 6 dicembre

Pronti modello e istruzioni per i titolari di ristoranti, bar, piscine, attività di catering e di organizzazione di cerimonie che intendono richiedere i contributi destinati a questi settori in difficoltà dal decreto “Sostegni bis” (Dl n. 73/2021).

Un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, detta le regole per presentare la domanda per i contributi e stabilisce il calendario per l’invio: da martedì 22 novembre a martedì 6 dicembre. Le imprese richiedenti devono aver registrato nel 2021 una riduzione dei ricavi di almeno il 40% rispetto a quelli del 2019.

Come compilare e inviare la domanda – Per compilare e inviare la domanda per i contributi si può utilizzare il servizio web disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Per la compilazione è anche possibile utilizzare software di mercato che rispettino le specifiche tecniche emanate con il provvedimento, inviando la domanda tramite i canali telematici Entratel o Fisconline dell’Agenzia. L’istanza può essere trasmessa – a cura del richiedente o di un intermediario delegato alla consultazione del Cassetto fiscale o al servizio di consultazione delle fatture elettroniche nel portale “Fatture e corrispettivi” o sulla base di specifica delega – a partire dal 22 novembre al 6 dicembre 2022. Nello stesso periodo è possibile, in caso di errore, presentare una nuova richiesta, in sostituzione di quella precedentemente inviata.

Chi può accedere al bonus – Possono richiedere il contribuito le imprese che esercitano come attività prevalente una di quelle individuate dai codici ATECO 2007:

  • 56.10 (ristoranti);
  • 56.30 (bar);
  • 93.11.2 (gestione di piscine);
  • 56.21 (catering per eventi);
  • 96.09.05 (organizzazione di feste e cerimonie).

Attività che devono avere subito, nell’anno 2021, una riduzione dei ricavi di almeno il 40 per cento rispetto a quelli del 2019.

Per le imprese costituite nel corso del 2020 la riduzione del 40 per cento è determinata tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2021 rispetto all’ammontare medio mensile dei mesi del 2020 successivi a quello di apertura della partita Iva.

Inoltre, le imprese devono essere regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle imprese alla data di presentazione della domanda e devono avere sede legale o operativa ubicata in Italia.

Il calcolo del contributo – Trascorso il termine per la presentazione delle domande, l’Agenzia delle Entrate suddividerà i finanziamenti disponibili per il contributo stabiliti dal Dl n.73/2021. L’importo del contributo per ciascuna impresa sarà pari al minore tra la somma determinata a seguito della ripartizione e quella residua di aiuti ancora fruibili, determinata in base all’ammontare di aiuti in regime “de minimis” riportato nella domanda. Il contributo sarà accreditato direttamente sul conto corrente indicato dal beneficiario nell’istanza.

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Fisco: nuovi tentativi di truffa via email

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Fisco, truffa on line

Si tratta di comunicazioni su anomalie in dichiarazione

Nuovi tentativi di truffa on line ai danni dei contribuenti via posta elettronica.

Ne dà notizia FiscoOggi, il giornale on line dell’Agenzia delle Entrate, che spiega come questa volta si tratti di una truffa con “false email, che evidenziano presunte anomalie rilevate in dichiarazione, in particolare, riguardo a investimenti esteri non dichiarati, e che indicano le modalità per regolarizzare prima della registrazione della violazione nel cassetto fiscale”.

Alle email è allegato un file in formato pdf, che riproduce un documento formale dell’Agenzia, con tanto di numero di protocollo ufficiale, timbro, firma e nominativo del funzionario incaricato.

“Sia le email – spiega FiscoOggi –  che gli allegati presentano diversi indicatori del fatto che si tratti di contraffazioni, ad esempio:

  • i testi contengono diverse evidenti imprecisioni grammaticali e ortografiche;
  • l’indirizzo mittente (infoagenziaentrate[at]proton.me) è su un dominio chiaramente estraneo all’amministrazione finanziaria;
  • il logo del mittente, in alto a sinistra del documento, è sgranato ed evidentemente ritagliato;
  • la firma in calce è visibilmente posticcia”.

L’Agenzia delle Entrate ribadisce “la propria estraneità alla truffa e disconosce con decisione le comunicazioni e i documenti recapitati, mai emessi dalle sue strutture”.

Inoltre ricorda che, “in caso di dubbi circa l’autenticità di comunicazioni provenienti dall’Agenzia, i cittadini coinvolti possono rivolgersi ai contatti reperibili sul sito istituzionale o all’ufficio delle Entrate territorialmente competente”.

“Sul portale dell’Agenzia – conclude FiscoOggi – è consultabile la sezione “Focus sul phishing”, costantemente aggiornata con gli avvisi relativi alle ultime mail-truffa in circolazione”.

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Fisco: cessione e sconto in fattura dei bonus edilizi, i chiarimenti sulle novità introdotte dai decreti Aiuti e Aiuti-bis

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Bonus edilizi

L’Agenzia delle entrate ha pubblicato la circolare sulle novità che hanno interessato la cessione o lo sconto in fattura dei bonus edilizi dopo la conversione in legge dei decreti Aiuti (Dl n. 50/2022) e Aiuti-bis (Dl n.115/2022).

Con la circolare n. 33/E, vengono in particolare forniti chiarimenti sulla cessione dei crediti ai “correntisti” e ulteriori precisazioni in merito agli “indici di diligenza”, già elencati nella circolare n. 23/E dello scorso giugno, nonché rese specifiche indicazioni a seguito delle modifiche apportate al Superbonus dal decreto Aiuti.

Con l’occasione, l’Agenzia ha inoltre fornito le istruzioni per la gestione di eventuali errori nella comunicazione per l’esercizio delle opzioni di sconto in fattura e cessione del credito.

I chiarimenti sulla responsabilità solidale di fornitore e cessionario

Il documento di oggi fornisce chiarimenti sulla disciplina della responsabilità solidale del fornitore che ha applicato lo sconto in fattura e del cessionario del credito, qualora sia accertata la mancata sussistenza, anche parziale, dei requisiti che danno diritto alla detrazione d’imposta. Sempre alla luce delle modifiche normative introdotte dal decreto Aiuti-bis (Dl n.115/2022), la circolare fornisce inoltre una più specifica chiave di lettura degli indici di diligenza in capo agli acquirenti dei crediti d’imposta, che hanno un carattere esemplificativo e sono finalizzati a rendere omogenea e trasparente l’azione dell’Agenzia sul territorio nazionale.

Cessione dei crediti ai “correntisti”

La circolare commenta inoltre le novità introdotte in sede di conversione del decreto Aiuti, in merito alla possibilità per le banche o le società appartenenti ad un gruppo bancario di cedere i crediti ai “correntisti” (diversi dai consumatori o utenti), fermo restando il divieto per il correntista cessionario del credito di operare ulteriori cessioni.

Come rimediare in caso di ritardi nella comunicazione

Finestra temporale più ampia per coloro che non hanno inviato nei tempi la comunicazione per l’esercizio dell’opzione per lo sconto in fattura o la cessione del credito, ossia entro il 29 aprile 2022 per le spese sostenute nel 2021 e per le rate residue non fruite delle detrazioni riferite alle spese sostenute nel 2020. È infatti possibile avvalersi, a determinate condizioni, della “remissione in bonis”, istituto che consente di inviare la comunicazione fino al 30 novembre 2022 (termine di presentazione della dichiarazione dei redditi), versando un importo pari alla misura minima della sanzione stabilita.

Come rimediare in caso di errori nella comunicazione

La circolare contiene indicazioni utili nel caso siano stati commessi errori nella comunicazione di opzione inviata. In particolare, se l’errore nella comunicazione è formale, ad esempio riporta in modo sbagliato i dati catastali o lo stato di avanzamento lavori, è sufficiente inviare una segnalazione tramite pec. Se invece l’errore è sostanziale, cioè se incide su elementi essenziali del credito ceduto, è possibile trasmettere una comunicazione sostitutiva entro il quinto giorno del mese successivo a quello di invio. Decorso tale termine, se il cessionario ha accettato il credito, le parti potranno richiedere l’annullamento dell’accettazione dei crediti derivanti da comunicazioni di prime cessioni o sconti non corrette. Per farlo, occorre inviare un apposito modello – allegato alla circolare – a una casella pec dedicata.

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