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Coronavirus: Fipac Confesercenti, massima allerta nelle strutture per anziani

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Informativa Privacy ai sensi del Regolamento Europeo n. 679 del 25/05/2016 (GDPR).

Si informa che: CONFESERCENTI NAZIONALE,  con sede legale in Via Nazionale 60, 00184 Roma, in persona del legale rappresentante, in qualità di Titolare del trattamento, tratta i Suoi dati personali, con strumenti manuali ed elettronici, per le seguenti finalità: a) per consentirle di navigare ed esplorare il sito web; b) per rispondere alle richieste informative da Lei inoltrate attraverso il form on line.

Il conferimento dei dati trattati per le predette finalità, è obbligatorio in quanto necessario per la navigazione del sito e per evadere la sua richiesta e non richiede il Suo specifico consenso.

I Suoi dati personali verranno conservati per il tempo strettamente necessario al raggiungimento delle finalità indicate e comunque per un periodo non superiore a 30 giorni dal conferimento.

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I Suoi Dati potranno essere inviati a soggetti dei quali Il Titolare si potrebbe avvalere per lo svolgimento di attività necessarie per il raggiungimento delle finalità sopra indicate, i quali sono stati appositamente nominati da quest’ultimo Responsabili del Trattamento dei dati.

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L’esercizio dei diritti può essere esercitato scrivendo ai seguenti indirizzi di posta elettronica: privacy@confesercenti.it .

Il Titolare intende infine informarLa che ha provveduto a nominare un Data Protection Officer (DPO), al quale potrà rivolgersi per tutte le questioni relative al trattamento dei dati e all’esercizio dei Suoi diritti, e che potrà contattare al seguente indirizzo di posta elettronica dedicata: dpo@confesercenti.it

Si rimanda all’informativa completa sul trattamento dei dati personali visibile al link l’informativa sul trattamento dei dati personali

Fiba Confesercenti: inaccettabile ricorso dell’Antitrust contro la determina del Comune di Piombino sull’estensione delle concessioni demaniali

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Il presidente Rustignoli: situazione paradossale

Per i balneari la decisione dell’Antitrust di fare ricorso al Tar della Toscana contro il Comune di Piombino che ha esteso, secondo i termini di legge, la proroga dell’estensione delle concessioni demaniali è inaccettabile.

“La situazione paradossale emersa a Piombino – afferma Maurizio Rustignoli, presidente di FIBA, l’associazione delle imprese balneari Confesercenti – in riferimento all’estensione della durata dei titoli concessori sui beni demaniali marittimi ci porta ad alcune doverose riflessioni. Partiamo dal fare chiarezza: il Comune di Piombino non ha fatto altro che riconoscere l’estensione della durata dei titoli concessori fino al 31 dicembre 2033, come prevede la legge n. 145/2018, che non lascia spazio ad interpretazioni diverse”. 

“La legge – prosegue il presidente –  pone le fondamenta di un percorso legislativo di riordino delle concessioni demaniali marittime non più prorogabile, che prevede successivi provvedimenti che dovranno trattare, tra le altre cose, temi come la mappatura del litorale, l’individuazione della tipologia e del numero di concessioni attualmente vigenti nonché delle aree libere e concedibili, la ricognizione degli investimenti effettuati nell’ambito delle concessioni stesse e delle tempistiche di ammortamento connesse, per poi individuare i criteri per strutturare  un nuovo modello di gestione delle imprese turistico-ricreative e ricettive che operano sul demanio marittimo e pervenire all’individuazione di criteri di gestione, modalità di rilascio e termini di durata delle concessioni. Fino a quel momento, sulla base di quanto previsto dalla legge, i titolari delle concessioni possono vantare più che un’aspettativa in relazione al prolungamento della durata dei propri titoli, essendogli riconosciuto un vero e proprio diritto alla conferma delle concessioni fino al dicembre 2033”. 

“Per quanto ci riguarda, riteniamo che la partita sia da ritenersi chiusa – conclude Rustignoli – fino a quando la legge dello Stato non sia posta in dubbio da interventi di livello superiore. Riteniamo che il dibattito in corso sul territorio sia basato solo su un tentativo prettamente speculativo/economico fatto a discapito degli attuali concessionari e quindi da ritenersi sterile, se qualcuno pensa di espropriarli per favorire gruppi di investimento o altri soggetti non ben determinati. È bene ricordare che le leggi dello Stato sono alla base della democrazia e della legalità. FIBA Confesercenti si attiverà dunque a tutti i livelli al fine di fare chiarezza sulla questione”.

Assofioristi: limitazione partecipanti a cerimonie altro duro colpo per il settore

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No a ulteriori restrizioni in concomitanza con ricorrenza defunti

“La misura introdotta nel Dpcm dello scorso 13 ottobre, per il contenimento del coronavirus, che consente la celebrazione di cerimonie civili e religiose con un massimo di 30 invitati, ha dato l’ennesimo duro colpo al florovivaismo che ancora non si è ripreso dal lockdown. Noi siamo i primi ad aver a cuore la salute e la tutela delle persone, ma le nostre imprese hanno più volte dimostrato come si possa conciliare sicurezza e lavoro”.

Così Assofioristi Confesercenti in una nota.

Durante il lockdown – spiega l’associazione – molti fiorai sono stati costretti a mandare al macero piante e fiori che avevano in magazzino, con un danno quantificabile in circa 200 milioni di euro di fatturato perso e oltre alla concorrenza degli abusivi hanno vissuto quella di iper e super mercati, molti dei quali hanno venduto fiori nel periodo in cui i negozi di settore erano stati chiusi. La limitazione del numero di partecipanti a matrimoni, battesimi, comunioni e cresime sta portando all’annullamento di molte cerimonie, con perdite notevoli non solo per il nostro settore, ma per tutto il comparto degli eventi, praticamente fermo da marzo e che costituisce un segmento di mercato molto significativo.

“Quello che ci auguriamo – sottolinea il Responsabile nazionale di Assofioristi Ignazio Ferrante – è che i prossimi provvedimenti tengano conto degli sforzi fatti dalle imprese che collaborano alla realizzazione degli eventi, che stanno operando con serietà e nel rispetto della normativa anti Covid. Ci mobiliteremo presso le Istituzioni, chiedendo di scongiurare altre restrizioni che darebbero il colpo di grazia al nostro settore, come ad altri, dimostrando come si stiano adottando tutti i presidi richiesti”.

“Speriamo soprattutto che non ci siano nuove limitazioni – conclude Ferrante – in occasione della ricorrenza dei Defunti, data molto importante per tutti e per il nostro settore in particolare. Noi ci impegneremo al massimo con la serietà e la correttezza che ci ha sempre contraddistinto. E’ necessario, oggi più che mai, capire come non fermare il Paese, tutelando la salute dei cittadini che resta la priorità per tutti”.

Federfranchising, no alla chiusura dei centri commerciali nel weekend

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Il presidente Ravecca: Ripercussioni fortemente negative in termini occupazionali e di sopravvivenza delle imprese stesse

“Riteniamo – dichiara Alessandro Ravecca, Presidente Federfranchising – che la decisione di chiudere i centri commerciali durante il weekend sia assolutamente sbagliata per due ragioni principali: la prima è che i centri commerciali oggi più che mai sono luoghi sicuri, dove fin da subito sono stati applicati con attenzione e rigore i protocolli e le linee guida per garantire il distanziamento sociale e la sicurezza per i clienti. La seconda ragione invece è da ricondursi al fatto che una riduzione degli orari di apertura potrebbe comportare una maggiore concentrazione dei flussi di persone su 5 giorni anziché 7 contrariamente alle logiche di distanziamento.

Inoltre, riteniamo che la chiusura dei centri commerciali avrà ripercussioni fortemente negative in termini occupazionali e di sopravvivenza delle imprese stesse.

Aver evitato fino ad oggi forme di coprifuoco e lockdown generalisti è stato sicuramente un risultato positivo, ma deve essere chiaro che Federfranchising – Confesercenti non possono più accettare chiusure delle attività se non accompagnate da mirati provvedimenti di sostegno alle stesse imprese, immediatamente disponibili. Deve essere chiaro a tutti che moltissime imprese hanno raggiunto il limite e non potrebbero sopportare ulteriori chiusure e restrizioni.

Sicuramente la cassa integrazione per i dipendenti è ed è stata importante ma non potrà essere sufficiente senza concreti aiuti agli imprenditori contestuali alle ordinanze e ai decreti di chiusura”.

Assoartisti: I lavoratori dello spettacolo preoccupati dalle voci di ulteriori chiusure con il nuovo Dpcm

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Il Presidente Altobelli: “Siamo molto preoccupati rispetto alcune indiscrezioni sul contenuto del prossimo dpcm

“Se c’è un settore che rischia di scomparire dal tessuto economico del Paese è quello dello Spettacolo dal vivo”, così esordisce Gabriele Altobelli Presidente di Assortisti. “E non parlo solo dei piano bar o i vari “Karaoke” legati agli orari dei pubblici esercizi, penalizzati dalle delibere che impongono il “coprifuoco” parlo dei Teatri quelli rimasti aperti che rinunceranno alla programmazione nel periodo di Natale ed anche loro saranno costretti a chiudere”.

“Come sappiamo la capienza dei teatri è stata ridotta fino al limite dei 200 posti per garantire l’immunità degli spettatori e se da un lato ha messo in crisi il rapporto tra costo del biglietto e le spese da sostenere aumentando la difficolta della tenuta economica della rappresentazione artistica, questa misura è stata comunque sufficiente sia per permettere agli artisti di non fermarsi del tutto e non creare misure di contagio”.

“Consapevoli del pericolo che il Paese sta correndo, vorremmo anche ricordare al Governo che la nostra associazione, come tutte le altre che rappresentano questo mondo, è disponibile a studiare e concordare nuovi protocolli che permettano agli artisti di continuare a lavorare. Lo si è fatto per il Calcio, non vediamo perché non si possa fare per i professionisti dello spettacolo come attori, musicisti, compagnie, corpi di ballo, ecc”.

Vittorio Messina: “Senza piano straordinario, industria turistica rischia decimazione da pandemia”

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L’intervento del presidente di Assoturismo in audizione in Senato

“Ormai è un dato di fatto che il turismo sia uno dei settori maggiormente colpiti dall’emergenza sanitaria e sicuramente lo sarà nel prossimo futuro: senza un vero piano di sostegno, la nostra industria turistica nel complesso rischia di uscirne decimata”.

Così Vittorio Messina, Presidente di Assoturismo è intervenuto in audizione in Commissione Industria a Palazzo Madama, in merito ai sistemi di sostegno e di promozione dei servizi turistici e le filiere produttive associate alla valorizzazione del territorio.

“Il turismo internazionale è assente da marzo – ha spiegato Messina – così come manca il turismo leisure e business travel, e non si potrà contare sul turismo scolastico, i congressi ed eventi sono stati nuovamente sospesi, la domanda turistica interna si è arrestata anche in conseguenza delle ultime notizie sui contagi: tutto questo arrecherà ulteriori enormi danni agli operatori del settore”. “Inoltre, ha aggiunto,  si deve sottolineare che il comparto è caratterizzato da forte diversificazione nelle tempistiche di fatturazione tra gli operatori, distinzione dovuta alla stagionalità e alla tipologia dei servizi offerti”.

“Il Dl Agosto – ha detto Messina – ha introdotto alcune importanti novità per il sostegno del settore. Ma occorre fare di più: nella prossima Legge di Bilancio, occorrerà immettere nuova liquidità nel sistema non tramite nuovo indebitamento, bensì attraverso sostegni a fondo perduto e investimenti mirati che consentano di traghettare le imprese e le professioni turistiche verso la ripresa; così come è fondamentale semplificare i processi per la fruizione dei crediti previsti. Interventi che non possono convogliati solo su alcuni anelli della filiera, ma vanno estesi a tutte le realtà produttive del settore turistico: dagli alberghi agli stabilimenti balneari, dagli animatori nei villaggi alle partite Iva, alle guide turistiche, agli NCC, fino a bar e ristoranti.

“Come abbiamo sottolineato nel corso degli Stati Generali di giugno – conclude il Presidente – nel prossimo futuro occorrerà concentrarsi su come declinare il “fare turismo” nel nostro Paese una volta passata questa emergenza. Secondo Assoturismo va messo in campo un vero e proprio “Piano Straordinario per il Turismo” senza partire da zero: nel 2016 il Governo varò il Piano Strategico di Sviluppo del Turismo a valere fino al 2022. Una cornice importante che conteneva molti obiettivi ed azioni condivisibili, seppur con dei limiti dovuti alla mancanza di risorse. Certamente il programma dovrà essere rivisto in profondità, soprattutto perché oggi la crisi è incisiva e diffusa, ma alla base l’ottica di rilancio è sicuramente condivisibile: un insieme integrato di azioni, articolate per un periodo medio-lungo, che permetta alle imprese e alle professioni turistiche di riqualificarsi, investendo in formazione e tecnologia col supporto di incentivi ed investimenti pubblici”.

Federfranchising, no alla chiusura dei centri commerciali nel weekend

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Assoartisti: I lavoratori dello spettacolo preoccupati dalle voci di ulteriori chiusure con il nuovo Dpcm

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