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La presidente di Assocamping ospite di UnoMattina

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Monica Saielli interviene in diretta su Rai1 sulle novità 2020 per le vacanze in campeggio

La presidente di Assocamping Confesercenti Monica Saielli interviene in diretta a Unomattina Estate, storica trasmissione di Rai1.

Intervistata da Barbara Capponi e Alessandro Baracchini, la presidente Saielli ha parlato delle tendenze e delle novità dell’estate 2020 per le vacanze in campeggio e all’aria aperta ai tempi del Covid.

 

Dl Agosto, Messina: “maglie troppo strette per il contributo a sostegno dei centri storici, così restano fuori grandi mete turistiche come Napoli e Torino”

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Decreto sostenga turismo

“Bene il sostegno economico a favore delle attività commerciali dei centri storici, ma i parametri individuati sono troppo stretti: così rischiamo di lasciare fuori dal contributo a fondo perduto moltissime località, tra cui grandi mete del turismo culturale come Napoli, Torino, Bologna e Ravenna, che sono nella top ten”.

Così Vittorio Messina, Presidente nazionale di Assoturismo Confesercenti, commenta la novità contenuta nell’ultima bozza del decreto agosto, che limita la richiesta del contributo a fondo perduto all’Agenzia delle Entrate da parte di esercenti di attività economiche e commerciali aperte al pubblico e svolte nei centri storici di comuni con alto tasso di presenza di turisti stranieri.

“Se per individuare i beneficiari del provvedimento bisognerà fare riferimento al dato relativo alla presenza di turisti stranieri che dovrà essere superiore per almeno cinque volte il numero dei residenti, di fatto si lasciano fuori migliaia di imprese che hanno difficoltà oggettive a riavviare le proprie attività durante la peggiore crisi del settore. Le imprese turistiche attendono inoltre, da molto tempo, interventi mirati e rivolti alla intera platea del comparto che, purtroppo, non vedrà alcuna ripresa effettiva prima del 2021. Speriamo che nel Dl Agosto, in corso di approvazione, ci siano misure dedicate al sostegno del settore”.

DL agosto: bene aumento del fondo per il turismo organizzato, fondamentale che stanziamento arrivi intatto al testo finale

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L’aumento delle risorse a sostegno delle imprese del turismo organizzato, così come  previsto dalla bozza del Dl Agosto, è certamente positivo: il MIBACT ha riconosciuto le gravi difficoltà delle imprese del comparto, dando loro un primo – e lungamente atteso – sostegno mirato. Ora è di fondamentale importanza che lo stanziamento arrivi intatto al testo finale, qualsiasi passo indietro sarebbe gravissimo.

Così le Associazioni del turismo organizzato, Aidit Federturismo Confindustria, Assoviaggi Confesercenti, Fiavet Confcommerio, ASTOI Confindustria Viaggi e FTO Confcommercio.

Il turismo organizzato – continuano le Associazioni – sta attraversando la crisi peggiore della sua storia. Una crisi che purtroppo non si risolverà nel breve periodo: il blocco delle attività continuerà almeno fino ai primi mesi del 2021, se non oltre.

I 265 milioni di euro previsti dalla bozza, sebbene benvenuti, basteranno a coprire solo parzialmente le perdite registrate da marzo a luglio 2020  e rappresentano solo un terzo della richiesta fatta dal settore.

Per questo motivo è assolutamente necessario che  le risorse non vengano sacrificate nel processo che porterà al decreto finale.  Senza un sostegno concreto e tempestivo, già a settembre molte aziende chiuderanno, ed altre seguiranno nei mesi successivi, mettendo sul lastrico migliaia di lavoratori e di famiglie.

 

CCNL Assopanificatori

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Ripreso il negoziato per il rinnovo del CCNL fra Fiesa Assopanificatori e Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil

Si è svolto nei giorni scorsi l’incontro tra Fiesa Assopanificatori e Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil per la ripresa del negoziato per il rinnovo del CCNL della panificazione.
L’incontro, sollecitato dai Sindacati per il rinnovo del CCNL scaduto, è stato cordiale e costruttivo.
La scelta di Assopanificatori, presentata dal Presidente Davide Trombini, di procedere sin da subito al confronto è stata presa per illustrare al Sindacato lo stato della situazione della panificazione italiana durante il primo semestre del 2020, per rendere note dunque le difficoltà delle aziende in questo difficilissimo 2020.

Nell’incontro con i Sindacati la delegazione Fiesa Assopanificatori ha ricordato come nei mesi della pandemia non abbia mai smesso, in sintonia con la Confederazione, di denunciare la prolungata crisi economica derivata dalla chiusura delle attività, evidenziando che anche quelle “sostanzialmente” costrette a rimanere aperte avevano subito gli effetti del fermo totale del paese e del concreto confinamento domestico della popolazione. La delegazione ha ricordato al Sindacato che è stato così per molte attività che hanno dovuto sommare al calo, totale o parziale, delle vendite i notevoli ed incomprimibili costi di gestione delle attività tenute forzosamente aperte.

Anche le attività della panificazione artigianale hanno risentito di notevoli contrazioni, avendo fatto registrare perdite di fatturato tra il 30 e il 40%, dovuto anche alla chiusura di importanti segmenti di mercato delle aziende di riferimento, come l’intero comparto horeca.
I Sindacati si sono detti consapevoli delle difficoltà ed hanno ricordato che il CCNL è scaduto da un anno e mezzo ed occorre avviare un percorso di rinnovo che dia certezza ai lavoratori.
Fiesa Assopanificatori, ricordando che i lavoratori sono una risorsa irrinunciabile delle aziende, ha sottolineato che queste hanno garantito il corretto svolgimento delle attività e la regolare corresponsione degli stipendi, pur tra molte difficoltà.

Nell’ambito di questo quadro, che permane assai critico ed incerto, l’Associazione ha illustrato le proprie priorità che sono quelle di liberare le risorse accantonate sulla bilateralità velocemente per dare sostegno a lavoratori ed imprese per misure emergenza Covid 19, così come si è fatto in altri settori, e per affermare la necessità che Fonsap assicuri le prestazioni a tutte le imprese e lavoratori, per tutto il periodo di cassa integrazione, anche in assenza di versamenti.
Sulla base del confronto avviato, in cui è stato chiesto al Sindacato di farsi parte attiva di soluzioni positive per il comparto, sono stati fissati per i primi di settembre altri appuntamenti di lavoro per condividere misure e proposte di sostegno al settore, anche tramite la bilateralità che si auspica possa svolgere un ruolo sempre più coeso ed incisivo.
Fiesa Assopanificatori Confesercenti si è impegnata a trovare soluzioni adeguate al settore, in un contesto sempre caratterizzato da una forte contrazione dei livelli produttivi, basti pensare alla caduta del consumo pro capite annuo di pane, e da una prospettiva di ripresa che continua a presentare i segni dell’incertezza. In questa difficile situazione per il comparto, Fiesa Assopanificatori auspica di mantenere inalterati i livelli occupazionali e ritiene che solo con il confronto responsabile con la rappresentanza dei lavoratori e, dunque, con la piena partecipazione degli stessi, sia possibile avviare una nuova fase che sia in grado di tutelare sia le imprese che i lavoratori, perché il rinnovo possa essere portatore di benefici evidenti non solo per i dipendenti ma anche per i datori di lavoro, con risorse da destinare ad azioni di sostegno alla “Panificazione 4.0”.

Animali: Aisad Confesercenti, Iva agevolata su alimenti animali domestici aiuto per famiglie e piccoli negozi provati dopo il lockdown

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Il presidente Camillini: “Un’imposta al 10% aiuterebbe la sopravvivenza di molti esercizi di settore”

Durante il lockdown per l’emergenza coronavirus gli alimenti per cani e gatti sono stati considerati beni essenziali, eppure su di essi c’è ancora l’Iva al 22%, la stessa applicata ai beni di lusso. Chiediamo al Governo che su di essi venga applicata l’Iva agevolata al 10%, per aiutare non solo le famiglie che hanno un animale domestico, quasi una su due, ma anche i proprietari di negozi di animali, messi duramente alla prova dall’emergenza coronavirus”.

Così Virgilio Camillini, presidente Aisad Confesercenti, l’Associazione italiana imprese settore animali domestici che aggiunge: “Questo periodo ha messo duramente alla prova il nostro Paese. Abbiamo famiglie che hanno visto drasticamente ridursi il loro bilancio familiare, alcuni hanno perso il lavoro. In questo quadro e con questa tassazione gli animali da compagnia rischiano di diventare un lusso che non tutti si potranno più permettere. Molti negozianti del nostro comparto, che già subivano la concorrenza di altre reti di vendita e a mala pena sopravvivevano, si vedranno costretti a chiudere, con conseguente crisi di ulteriori nuclei familiari”.

“Un’Iva agevolata andrebbe a vantaggio di tutti – sottolinea Camillini – dei proprietari di animali, di noi commercianti evitando a molti di abbassare definitivamente la saracinesca ed anche degli altri rami della filiera, dalla produzione alla distribuzione”.

“Come ogni anno mi unisco agli appelli – conclude il Presidente Aisad – contro l’abbandono degli animali durante il periodo estivo. Circa il 30% degli abbandoni si verifica proprio in concomitanza dell’estate. Ricordo che oltre ad essere un gesto deplorevole è vietato i sensi dell’art. 727 del codice penale. Quindi buone vacanze con i vostri amici a quattro zampe”.

Ripartito il confronto con Italiana Petroli Q8 ed Eni: negoziati a rilento e posizioni interlocutorie.

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Come anticipato il 15 luglio scorso su questo sito, è ripartito il confronto con le compagnie per il rinnovo degli accordi economici.

Faib aveva già manifestato le proprie fondate preoccupazioni sia sulla tempistica scelta per il riavvio dei tavoli, a ridosso delle ferie estive e dunque per rinviare tutto a settembre, sia per le modalità che sembrano ripercorrere quelle tradizionali tutte basate sulle pretese degli obiettivi irraggiungibili e dei traguardi sulle vendite, all’interno di un rapporto contrattuale sempre più squilibrato.

Il confronto partito con Q8 ha portato alla condivisione, in via di formalizzazione, dell’Accodo emergenziale per quanto riguarda la questione delle locazioni congelate e alla ripresa del confronto sul rinnovo dell’Accordo per la rete ordinaria alla luce delle dinamiche registrate con la crisi da Coronavirus, con la nuova curva dei consumi che difficilmente potrà retrocedere ai livelli anti covid-19. Nell’ambito di questa nuova situazione di mercato le parti si sono impegnate a rivedersi ai primi di settembre per riprendere il confronto e delineare risposte, allo stato da definire, in grado di riportare marginalità alle gestioni in grande sofferenza. La compagnia si è riservata di valutare, in ragione della vigenza della crisi, ulteriori misure a sostegno, in attesa di definire un nuovo accordo per i gestori a marchio.

Con Eni, le Federazioni hanno svolto un incontro positivo e costruttivo ma allo stato interlocutorio, avendo condiviso temi di interesse generale sulla ristrutturazione, sul contrasto all’illegalità e al dumping contrattuale, sulla necessità di una nuova iniziativa politica verso il settore sulla scia della Risoluzione De Toma. Le Federazioni hanno apprezzato le proposte di innovazione e di servizi presentati per l’ammodernamento della rete a marchio, ma hanno anche rappresentato lo stato di difficoltà dei gestori e la necessità di maggiori risorse per le gestioni, soprattutto in una fase di erogati calanti e di nuovi impegnativi compiti per i gestori cui debbono necessariamente corrispondere elementi fortemente motivazionali. Sono stati rappresentati l’esigenza di un riequilibrio contrattuale tra le parti, la necessità di una maggiore autonomia imprenditoriale sulle attività collaterali e l’urgenza di definire un Accordo che sappia coniugare le esigenze dei gestori e le strategie aziendali, che debbono essere accompagnati da interventi attesi e capaci di favorire il confronto in termini di reciproca affidabilità. Faib in questo contesto pur apprezzando la volontà dell’Azienda a definire in tempi brevi un accordo fortemente innovativo ha chiesto una proroga dell’accordo emergenziale prevedendo un ristorno della marginalità servita, in abbinamento con una anticipazione economica sulla futura trattativa che non può essere legata solo alle attività collaterali. Su questi temi il tavolo sarà chiamato a pronunciarsi alla ripresa della trattativa.

Più complesso il confronto con IP, giunto ad una fase avanzata di negoziato ma ancora non definito in alcuni passaggi fondamentali. Sebbene le ipotesi di bozze di Accordo siano da tempo sui tavoli delle parti, rimangono nodi essenziali come la centralità del gestore e la sua autonomia, i valori economici da concordare, le modalità di accesso alle importanti innovazioni che l’Accordo potrebbe contenere sul margine unico, la questione del pricing con le declinazioni molto sensibili che si sono registrate sulla rete. Questioni certamente non insormontabili che, dopo lunghe trattative, stanno arrivando ad un confronto serrato, ma tuttavia ancora da definire. Pesa la fatica dell’unificazione dei marchi, le difficoltà di omogeneizzazione dei sistemi gestionali, tutte questioni che al tavolo di confronto hanno rallentato il processo di condivisione. L’incontro ultimo ha segnato una nuova definizione dei punti da sciogliere nella bozza di lavoro alla ripresa dei negoziati a settembre, dove ci sarà ancora da chiarire diversi punti prima di arrivare a condividere principi e aspetti economici.
Si tratta di rinvii che non aiutano le imprese di gestione, che Faib aveva già paventato criticando i tempi di co vocazione dei tavoli.

Arriveremo all’appuntamento dei tavoli contrattuali con una situazione ancora più critica sulla rete, con gestioni sempre più in difficoltà, soprattutto sempre più esposte finanziariamente. In un clima che non aiuterà il confronto a cui il settore complessivamente è chiamato.

Assocamping e UCA, alleanza imprese-viaggiatori per valorizzare turismo en plein air

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Un’alleanza tra imprese e viaggiatori per valorizzare il turismo ‘en plein air’. Un modo di fare turismo che in Italia trova un contesto ideale, anche considerando che il turismo all’aria aperta ed itinerante è tra le forme più sicure in questo momento difficile.

È questo lo scopo dell’accordo di collaborazione sottoscritto da Assocamping Confesercenti, Associazione di Categoria delle Imprese Turistiche all’aria aperta, e l’Unione Club Amici, Federazione Nazionale del Turismo Itinerante e dei Campeggiatori. Un’intesa che ha l’obiettivo specifico di operare congiuntamente nell’ottica di una maggiore collaborazione per lo sviluppo del Turismo ‘open air’, con l’intento principale di avvicinare i possessori di Camper, Autocaravan e Motorhome ai campeggi, valutando quelle che sono le possibili sinergie fra strutture ricettive e utenti.

“Il turismo ‘en plein air’ è un valore aggiunto della filiera turistica italiana”, commenta Monica Saielli, Presidente Assocamping. “Le strutture ricettive all’aria aperta sono paragonabili a grandi parchi, in cui l’incidenza dei volumi chiusi è minima rispetto alla superficie della struttura. Una forma di turismo che deve essere incentivata e sostenuta. Ben venga dunque questo accordo, che ci permetterà di creare importanti sinergie per rispondere meglio alle esigenze dei turisti”.

“Immaginare di gestire le nostre Associazioni senza sfruttarne le sinergie – dichiara Ivan Perriera, Presidente UCA – significherebbe non comprendere la necessità di trovare un compromesso fra i bisogni dei campeggiatori, che negli ultimi anni si sono diversificati con l’aumento di autocaravan a discapito delle caravan, e quelli dei campeggi che devono riadeguare anche gli spazi interni che, una volta, erano destinati ai ‘turisti stagionali’ che vivevano i campeggi prevalentemente con le roulotte”.

L’accordo prevede agevolazioni nei campeggi aderenti all’iniziativa con riduzioni significative di tariffe e/o la fornitura di servizi inclusi. Si promuove anche il progetto CAMPERSTOP di UCA.

Roma, 31 luglio 2020

Saldi: Confesercenti, vendite di fine stagione più convenienti e lunghe di sempre per superare le difficoltà, 27mila negozi di moda a rischio chiusura nel 2020

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Sconti partiti già da maggio, tra promozioni e vendite di fine stagione quest’anno oltre 120 giorni ‘a saldo continuo’

La crisi innescata dalla pandemia travolge il commercio moda. E se la tendenza negativa rilevata fino ad oggi non si dovesse invertire, circa 27mila negozi di abbigliamento e calzature rischiano di chiudere entro l’anno.

A lanciare l’allarme è Confesercenti, con una stima basata sul crollo di aperture di nuove attività – nella moda calate del 70% nei primi sei mesi dell’anno – e degli elevati rischi di chiusura rilevati dall’Istat, che coinvolgono un terzo delle imprese. Una tendenza negativa che insiste su un settore già debilitato: dal 2015 al 2019 le consistenze si sono già ridotte del 6%, per un saldo di 8mila e 400 imprese in meno.

Le sofferenze del settore sono state acuite dal lockdown. Nei primi cinque mesi dell’anno le vendite sono crollate del -36% sullo stesso periodo del 2019, con picchi negativi di oltre -83% (-89% per le calzature) in aprile, quando solo i negozi online e per bambini erano attivi. Si palesa la perdita di un’intera stagione primavera-estate e si verificano anche forti accumuli di scorte. Se non si interviene per sostenere il settore, falcidiato dalla crisi, a fine anno mancheranno all’appello oltre 22mila imprese del commercio di abbigliamento e quasi 5mila di calzature.

Una tendenza negativa che i negozi hanno cercato di invertire mettendo in campo il periodo di sconti più lungo di sempre: le promozioni sono partite ben prima della data ufficiale di avvio dei saldi del primo agosto. Con la ripartenza delle attività il 18 maggio scorso, infatti, la stragrande maggioranza dei negozi ha introdotto promozioni e offerte speciali. Se si considerano anche le vendite di fine stagione, anticipate in molte regioni e in partenza il primo agosto nel resto d’Italia, si tratta di oltre 120 giorni ‘a saldo continuo’.

La speranza dei commercianti è di ridurre le perdite di una prima parte dell’anno disastrosa, a causa del lockdown e in parte anche per il travaso forzato degli acquisti sui canali online. Ma non ha giovato nemmeno la mancanza di chiarezza”, spiega Fabio Tinti, Presidente nazionale di Fismo, la categoria delle imprese moda Confesercenti. “Sui saldi è successo di tutto: prima l’accordo fra le Regioni ha posticipato la data di avvio dei saldi, inizialmente prevista per il primo weekend di luglio; poi l’accordo è stato disatteso dalle stesse Regioni. Nel frattempo, promozioni nella stragrande maggioranza dei negozi. Ma gli sconti, adesso, diventeranno più sostanziosi: le percentuali aumenteranno ancora e la necessità di fare cassa, visti gli andamenti del primo semestre, spingerà gli imprenditori al saldo più scontato della storia. Un’occasione anche per i consumatori, a cui ci appelliamo: comprate nei negozi, sono gli affari più convenienti di sempre. Fondamentale – conclude – sarà anche il sostegno al settore da parte del governo. A partire dai benefici fiscali previsti per le rimanenze di magazzino di prodotti caratterizzati da un’alta stagionalità: un provvedimento che non deve limitarsi all’industria, ma essere esteso a tutta la filiera della moda, negozi inclusi”.

Petrolifera Adriatica scappa dal giudice naturale. Esultanza fuori luogo e fuori dal merito: la legge è uguale a Roma e a Brescia.

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leggi il comunicato congiunto

Assoturismo: filiera complessa, servono interventi specifici

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Il presidente Vittorio Messina al tavolo di confronto con i ministri Catalfo e Franceschini

“Siamo riusciti finalmente a far comprendere che la filiera del turismo è una filiera complessa, che non può essere considerata solo in relazione ad altri settori, come locomotiva del commercio o dei servizi. E’ una filiera diversa da tutte le altre e ha bisogno di interventi specifici”.

Così Vittorio Messina, Presidente nazionale di Assoturismo, a margine del tavolo di confronto volto a individuare misure di sostegno per i lavoratori del settore turistico con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Nunzia Catalfo e il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini.

“Paradossalmente, la crisi ci ha consegnato l’opportunità per potere procedere a una nuova regolamentazione dell’intero settore del turismo, che non deve più essere trattato con provvedimenti tampone o d’urgenza.  Abbiamo la necessità che arrivi il prolungamento degli ammortizzatori sociali; abbiamo chiesto, da tempo, la decontribuzione per i lavoratori da reintrodurre come forza lavoro. Per noi è importante la reintroduzione dei voucher in questo periodo storico perché noi oggi non siamo in grado di poter programmare le presenze nelle strutture turistico ricettive.

“Occorre inoltre – conclude Messina – procedere a un attento monitoraggio dello smartworking, soprattutto della pubblica amministrazione: ci sono tanti dipendenti che dichiarano di non avere gli strumenti necessari al collegamento e quindi sono a casa a non lavorare ma non per colpa loro, mentre c’è l’esigenza di mettere in moto un sistema economico nazionale che passa anche e soprattutto dalla ristorazione e dalla pausa pranzo in un periodo che come questo vede le città svuotate di turisti”.