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Decreto Aiuti quater: audizione Confesercenti in Senato

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Confesercenti interviene in audizione presso la Commissione Bilancio del Senato sul Decreto Aiuti quater (D-l n. 176/2022).

L’intervento del segretario generale di Confesercenti Mauro Bussoni in audizione, previsto per lunedì 28 novembre 2022 alle 11.15, è stato trasmesso in diretta dalla webTv del Senato.

Qui il documento presentato da Confesercenti in audizione.

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Decreto Aiuti quater: audizione Confesercenti in Senato

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Il Titolare intende infine informarLa che ha provveduto a nominare un Data Protection Officer (DPO), al quale potrà rivolgersi per tutte le questioni relative al trattamento dei dati e all’esercizio dei Suoi diritti, e che potrà contattare al seguente indirizzo di posta elettronica dedicata: [email protected]

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Black Friday: Confesercenti-SWG, anche i negozi partecipano al venerdì nero

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Sconti in 235mila piccole e medie imprese del commercio di vicinato

Non solo online, anche i negozi partecipano al Black Friday. Saranno circa 235mila le imprese del commercio di vicinato che aderiranno alla giornata di promozioni, circa una su tre, la più alta partecipazione di sempre. A stimarlo è Confesercenti, sulla base del tradizionale sondaggio sul Black Friday condotto con SWG su un panel di piccole e medie imprese del retail fisico.

Il black Friday 2022. La giornata di promozioni, quest’anno, segna un’alta partecipazione di pubblico: sono circa 12,7 milioni di italiani hanno deciso di approfittare degli sconti e di fare almeno un acquisto con un budget medio di circa 261 euro a persona, per un totale di 3,3 miliardi di euro. Anche per l’enorme spinta promozionale dell’evento: circa 36 milioni di italiani tra i 18 e i 65 anni sono stati raggiunti da un’offerta diretta per la giornata di sconti, via sms, email, whatsapp o telefono.

I negozi della rete fisica. Nonostante la caratterizzazione ‘online’ dell’evento, quest’anno ci sarà un’adesione superiore del solito – 235mila imprese, lo scorso anno erano 180mila – di negozi di vicinato. A aderire sarà circa un negozio su tre (31%): il 14% solo per oggi, il 6% ha aderito anche alla Black Week per tutta la settimana, l’11% ha addirittura sposato il black month, partendo con gli sconti ad inizio novembre. Ma la sfida con l’online e le grandi catene è in salita:, solo il 29% dei consumatori ha intenzione di approfittare degli sconti in un negozio di vicinato.

Gli sconti. Le offerte per il venerdì nero nella rete fisica, però, saranno convenienti. Circa un negozio su quattro praticherà sconti del 25%, il 15% dichiara che arriverà al 30% e il 45% dei punti vendita prevede invece sconti del 40% (30% degli intervistati) o del 50% (15%).

Chi partecipa. L’opinione dei commercianti sul venerdì nero, però, è divisa. Chi aderisce al Black Friday 2022 lo fa soprattutto perché crede che sia una buona occasione per aumentare le vendite (38%), in rallentamento durante gli ultimi mesi anche a causa di caro-energia e inflazione. Ma c’è anche un 32% che partecipa perché ha avuto buoni riscontri in passato, o perché sente richiesta da parte del pubblico (23%).

Chi non partecipa. Nonostante l’aumento di imprenditori interessati a partecipare al Black Friday, La maggior parte delle PMI del retail fisico (il 59%) continua a dire no alla giornata di sconti, soprattutto perché non sembra adatto alla propria attività (49% di chi non partecipa), ma c’è anche un 31% che ritiene che l’eccesso di promozioni sia controproducente per il settore, in particolare in questa fase di costi in aumento: un commerciante su due (48%) dichiara  infatti che il prezzo alla fornitura dei prodotti che vende è aumentato durante l’anno. 

Mancano le regole. I timori dei commercianti nascono da un quadro promozionale ormai completamente deregolamentato. “A furia di mesi neri e promozioni anticipate, il commercio fisico rischia un dicembre in rosso”, spiega Mauro Bussoni, Segretario Generale Confesercenti. “Le promozioni autunnali, dal Black Friday al Black Month, sono nate come strumento di marketing dell’online, per ‘anticipare’ le vendite di Natale a danno della rete fisica. La rete delle piccole imprese del commercio non si tira indietro dalla competizione, ma i negozi reali sono sfavoriti, anche per i maggiori oneri fiscali e costi che sostengono rispetto al web, e che riducono i margini per le offerte. E’ necessario intervenire, per garantire concorrenza e pluralismo e tutelare i negozi italiani, anche questi un patrimonio del Made in Italy”.

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Manovra: Confesercenti, misure di difesa con le risorse a disposizione. Necessario intervenire per favorire i consumi

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Decreto aiuti quater

“Dalle prime bozze la si potrebbe definire una manovra di difesa, probabilmente il massimo realizzabile in così poco tempo e con le risorse a disposizione. La coperta però rischia di essere troppo corta e non sufficiente a far ripartire realmente i consumi, svolta necessaria per l’intera economia del Paese”.

Così Confesercenti commenta le misure inserite nella manovra all’esame del Consiglio dei ministri.

“La legge di bilancio 2023 arriva in una fase decisamente critica per l’Italia con un’inflazione da record e il caro energia che continuano a incidere pesantemente sui consumi, sulla stabilità degli acquisti delle famiglie e sulle certezze delle imprese. I 32 miliardi disponibili, di cui 21 sul caro energia, non basteranno ad invertire il trend, sebbene alcune misure vadano nella direzione giusta. Bene l’aumento del tax credit energetico per le piccole attività commerciali e il taglio del cuneo fiscale, anche se ci aspettavamo qualcosa di più. La riduzione dell’Iva su alcuni beni di prima necessità è una risposta alla crisi dei consumi, ma con minimi effetti. Il ritorno della cedolare secca per le locazioni commerciali, se orientata ad un reciproco vantaggio tra locatore e conduttore, è un provvedimento auspicabile. Restiamo in attesa di capire invece come sarà la Green Web Tax: sarebbe meglio, a nostro avviso, un intervento fiscale strutturato che riequilibri la sproporzione tra canale fisico e online. Ma servono anche più regole sulle promozioni, come il Black Friday rende evidente”.

“Ci auguriamo che la manovra sia un primo passo verso misure più impattanti per l’economia italiana: un utilizzo efficiente e rapido delle risorse del PNRR potrebbe creare un volano alla ripartenza. Ma senza sostegni mirati alla ripresa dei consumi – il vero malato della nostra economia, stritolati da inflazione e caro energia – il Paese rischia l’ingresso in una nuova fase di recessione che non possiamo permetterci”.

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Fringe benefit: Confesercenti-SWG, detassazione convince le PMI, il 42% aumenterà benefit ai dipendenti

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Caro bollette imprese

“Opportunità per imprese e lavoratori, eliminando i vincoli possibile spinta ai consumi di 5,6 miliardi” 

L’intervento sui fringe benefit convince le PMI. In seguito all’estensione della detassazione da 300 a 3000 euro, stabilita dal Dl Aiuti Quater, il 42% delle imprese quest’anno aumenterà il valore del benefit per i dipendenti. La misura potrebbe dunque avere un impatto positivo sui consumi, anche se la burocrazia rimane un ostacolo: le PMI userebbero di più i benefit se la procedura fosse più semplice, e il 70% vorrebbe eliminare il vincolo del voucher ed erogare direttamente la somma in busta paga.

È quanto emerge da un sondaggio condotto da SWG per Confesercenti tra piccole e medie imprese fino a 50 dipendenti.

Complessivamente, il 43% degli intervistati ha dichiarato l’intenzione di erogare fringe benefits ai dipendenti, e il 42% ha intenzione di aumentarne il valore. A convincere, soprattutto la convenienza del regime di detassazione, citata come motivo principale dal 50% delle imprese, mentre il 39% avrebbe comunque proceduto ad aumento.

L’accesso alla misura, però, rimane complesso. Il 54% delle PMI lamenta vincoli e complessità dei benefit, e il 64% ritiene che, se fosse più semplice, utilizzerebbe di più lo strumento. Il 70% eliminerebbe anche il vincolo di erogazione sotto forma di voucher, scegliendo invece un trasferimento diretto in busta paga, alle stesse condizioni.

“La misura sui benefits è stata ben recepita dalle imprese. Si dovrebbe sfruttare l’occasione per una vera semplificazione della norma: snelliamo e riduciamo le procedure burocratiche dell’attuale regime dei fringe benefits, che ne rendono difficile l’utilizzo da parte delle imprese”, spiega Confesercenti.

“Dobbiamo trasformarli in una tredicesima bis, un trasferimento aggiuntivo nei confronti dei dipendenti cui sia applicata la stessa detassazione oggi prevista per i fringe benefits. E che possa anche prendere la forma di un trasferimento diretto in busta paga, superando l’obbligo del voucher che esclude tante piccole imprese della rete commerciale. Una misura di questo tipo, secondo le nostre stime, genererebbe fino a circa 1.500 euro aggiuntivi per 5 milioni di lavoratori, per un totale di quasi 7,5 miliardi di maggior reddito disponibile, che andrebbe in gran parte in consumi (+5,6 miliardi di euro). L’onere netto sarebbe di circa 1 miliardo per l’erario, a fronte di 2,1 miliardi di imposte e contributi mancanti e degli 1,1 miliardi recuperati grazie alla spinta alla spesa delle famiglie”.

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Black Friday: Confesercenti, novembre sempre più black, negozi sempre più in rosso

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Pubblicità e promozioni dirette a tamburo battente, quote di mercato che ‘traslocano’ dai negozi fisici alle piattaforme on line. Circa 12,7 milioni di italiani hanno già deciso di approfittare degli sconti e di fare almeno un acquisto nella settimana del black Friday, da oggi al 25 novembre, con un budget medio di circa 261 euro a persona, per un totale di 3,3 miliardi di euro. Ma solo il 29% acquisterà in un negozio di vicinato. È quanto emerge da un sondaggio condotto da Confesercenti con IPSOS su un campione di 800 italiani tra i 18 ed i 65 anni.

Pioggia di promozioni, novembre è ormai un black month

Quest’anno il periodo degli sconti si è esteso ben oltre i confini della settimana del black Friday, con offerte ‘black’ già dal primo novembre, caratterizzata da una campagna pubblicitaria di dimensioni inedite: l’86% degli italiani maggiorenni – circa 32 milioni di persone – ha ricevuto un’offerta promozionale diretta, soprattutto via mail (79% delle indicazioni), sms (27%), Whatsapp (18%), o telefono (11%). Ad essere bersagliate soprattutto donne, tra cui l’88% dichiara di essere stata raggiunta da un’offerta.

Acquisti anticipati

Un diluvio di pubblicità e sconti anticipati che ha portato 9,7 milioni di italiani – il 31% di chi ha ricevuto un’offerta – ad effettuare già un acquisto. La percentuale sale al 33% nelle regioni del mezzogiorno, mentre i consumatori ‘più pazienti’ sono al Centro (27%).

Il budget per il Black Friday

Circa 12,7 milioni di italiani, invece, hanno già deciso di comprare nella settimana del venerdì nero, con un budget medio di 261 euro a persona, per un totale di 3,3 miliardi di euro previsti. Ma la somma media è sensibilmente più alta al Nord e nelle regioni del Centro Italia (rispettivamente 282,7 euro e 281,94) rispetto a Sud e Isole (232,22). Per quanto riguarda età e genere, i maggiori spenders sono gli over 35 (286,26 euro previsti) e gli uomini (301,81 euro).  

Cosa si compra per il Black Friday

Protagonisti, questo Black Friday, saranno gli acquisti di prodotti moda. Il 64% degli intervistati, infatti, annuncia l’intenzione di acquistare capi d’abbigliamento, calzature o accessori moda approfittando degli sconti. Seguono elettronica ed informatica, che raccolgono il 57% delle intenzioni di acquisto, ed elettrodomestici – dalle tv alle lavatrici – indicati dal 41%, mentre il 32% cerca prodotti per la casa. Ma c’è anche un 9% interessato ad altri tipi di prodotti, principalmente giocattoli, libri, oggetti da collezione, cosmetici ed altri prodotti di profumeria.  

Natale anticipato

Il 57% di chi comprerà al black Friday dichiara di voler utilizzare l’occasione per acquistare già un regalo per Natale. Complessivamente, secondo le nostre stime, circa 1,9 miliardi di euro di spesa per i regali delle feste sarà ‘anticipata’ nei prossimi sette giorni.

Dove si compra per il Black Friday

Un travaso che danneggia la rete del retail fisico, visto che il Black Friday si è configurato ormai come un evento soprattutto online: solo il 29% farà un acquisto in un negozio di prossimità (il 15% in un negozio di vicinato multimarca, il 14% in un negozio monomarca). A fare la parte del leone saranno le piattaforme di eCommerce (64% delle indicazioni), i portali online delle catene multimarca (43%) ma anche l’acquisto direttamente sul sito web dei produttori (29%). Un ulteriore 40% acquisterà anche presso i punti vendita fisici delle grandi catene e il 19% presso supermercati e ipermercati.

Confesercenti: servono regole per riequilibrare il mercato

Le promozioni autunnali, ormai pervasive, costituiscono un reale vantaggio per i consumatori o sono solo l’ultimo strumento del marketing? L’unico dato certo, ad oggi, è la ricchezza che emigra dall’Italia attraverso le grandi piattaforme internazionali di eCommerce. Le promozioni del Black Friday e di novembre in generale stanno anticipando il Natale e dirottandolo verso il web”, spiega Mauro Bussoni, Segretario Generale di Confesercenti. “È dunque lecito chiedersi se occorre garantire maggiore equilibrio di mercato, invece che lasciare tutto così com’è, assistendo, senza intervenire, alla trasformazione e desertificazione delle nostre città, con le vetrine dei negozi oscurate da cartelli affittasi. È un tema che, come Confesercenti, vogliamo porre con forza. In alcune regioni vige il divieto di effettuare vendite promozionali nei 30 giorni che precedono il Natale. Un divieto forse discutibile; ma è invece possibile che a novembre si possa fare di tutto? Vogliamo un mercato che tuteli davvero la concorrenza, o preferiamo lasciare che i giganti del web diventino monopolisti? Abbiamo finalmente un ministero delle imprese e del Made in Italy, di cui fa parte anche la rete dei negozi di prossimità, un patrimonio e una caratteristica della nostra economia, che va tutelata come i nostri prodotti”.

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Pubblicità e promozioni dirette a tamburo battente, quote di mercato che ‘traslocano’ dai negozi fisici alle piattaforme on line. Circa 12,7 milioni di italiani hanno già deciso di approfittare degli sconti e di fare almeno un acquisto nella settimana del black Friday, da oggi al 25 novembre, con un budget medio di circa 261 euro a persona, per un totale di 3,3 miliardi di euro. Ma solo il 29% acquisterà in un negozio di vicinato. È quanto emerge da un sondaggio condotto da Confesercenti con IPSOS su un campione di 800 italiani tra i 18 ed i 65 anni.

Pioggia di promozioni, novembre è ormai un black month

Quest’anno il periodo degli sconti si è esteso ben oltre i confini della settimana del black Friday, con offerte ‘black’ già dal primo novembre, caratterizzata da una campagna pubblicitaria di dimensioni inedite: l’86% degli italiani maggiorenni – circa 32 milioni di persone – ha ricevuto un’offerta promozionale diretta, soprattutto via mail (79% delle indicazioni), sms (27%), Whatsapp (18%), o telefono (11%). Ad essere bersagliate soprattutto donne, tra cui l’88% dichiara di essere stata raggiunta da un’offerta.

Acquisti anticipati

Un diluvio di pubblicità e sconti anticipati che ha portato 9,7 milioni di italiani – il 31% di chi ha ricevuto un’offerta – ad effettuare già un acquisto. La percentuale sale al 33% nelle regioni del mezzogiorno, mentre i consumatori ‘più pazienti’ sono al Centro (27%).

Il budget per il Black Friday

Circa 12,7 milioni di italiani, invece, hanno già deciso di comprare nella settimana del venerdì nero, con un budget medio di 261 euro a persona, per un totale di 3,3 miliardi di euro previsti. Ma la somma media è sensibilmente più alta al Nord e nelle regioni del Centro Italia (rispettivamente 282,7 euro e 281,94) rispetto a Sud e Isole (232,22). Per quanto riguarda età e genere, i maggiori spenders sono gli over 35 (286,26 euro previsti) e gli uomini (301,81 euro).  

Cosa si compra per il Black Friday

Protagonisti, questo Black Friday, saranno gli acquisti di prodotti moda. Il 64% degli intervistati, infatti, annuncia l’intenzione di acquistare capi d’abbigliamento, calzature o accessori moda approfittando degli sconti. Seguono elettronica ed informatica, che raccolgono il 57% delle intenzioni di acquisto, ed elettrodomestici – dalle tv alle lavatrici – indicati dal 41%, mentre il 32% cerca prodotti per la casa. Ma c’è anche un 9% interessato ad altri tipi di prodotti, principalmente giocattoli, libri, oggetti da collezione, cosmetici ed altri prodotti di profumeria.  

Natale anticipato

Il 57% di chi comprerà al black Friday dichiara di voler utilizzare l’occasione per acquistare già un regalo per Natale. Complessivamente, secondo le nostre stime, circa 1,9 miliardi di euro di spesa per i regali delle feste sarà ‘anticipata’ nei prossimi sette giorni.

Dove si compra per il Black Friday

Un travaso che danneggia la rete del retail fisico, visto che il Black Friday si è configurato ormai come un evento soprattutto online: solo il 29% farà un acquisto in un negozio di prossimità (il 15% in un negozio di vicinato multimarca, il 14% in un negozio monomarca). A fare la parte del leone saranno le piattaforme di eCommerce (64% delle indicazioni), i portali online delle catene multimarca (43%) ma anche l’acquisto direttamente sul sito web dei produttori (29%). Un ulteriore 40% acquisterà anche presso i punti vendita fisici delle grandi catene e il 19% presso supermercati e ipermercati.

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Le promozioni autunnali, ormai pervasive, costituiscono un reale vantaggio per i consumatori o sono solo l’ultimo strumento del marketing? L’unico dato certo, ad oggi, è la ricchezza che emigra dall’Italia attraverso le grandi piattaforme internazionali di eCommerce. Le promozioni del Black Friday e di novembre in generale stanno anticipando il Natale e dirottandolo verso il web”, spiega Mauro Bussoni, Segretario Generale di Confesercenti. “È dunque lecito chiedersi se occorre garantire maggiore equilibrio di mercato, invece che lasciare tutto così com’è, assistendo, senza intervenire, alla trasformazione e desertificazione delle nostre città, con le vetrine dei negozi oscurate da cartelli affittasi. È un tema che, come Confesercenti, vogliamo porre con forza. In alcune regioni vige il divieto di effettuare vendite promozionali nei 30 giorni che precedono il Natale. Un divieto forse discutibile; ma è invece possibile che a novembre si possa fare di tutto? Vogliamo un mercato che tuteli davvero la concorrenza, o preferiamo lasciare che i giganti del web diventino monopolisti? Abbiamo finalmente un ministero delle imprese e del Made in Italy, di cui fa parte anche la rete dei negozi di prossimità, un patrimonio e una caratteristica della nostra economia, che va tutelata come i nostri prodotti”.

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