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TURISMO, NOLEGGI CON CONDUCENTE. MERCOLEDÌ 3 GIUGNO MANIFESTAZIONE A CATANIA. DECINE DI MINI CARAVAN E CENTINAIA DI ADDETTI PER CHIEDERE AL GOVERNO NAZIONALE INTERVENTI IMMEDIATI

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Il presidente di Federnoleggio Confesercenti Sicilia, Giuseppe Contrafatto: “Noi a reddito zero dal mese di febbraio, completamente dimenticati dall’esecutivo Conte”

Mercoledì prossimo, 3 giugno, scenderanno in piazza con una manifestazione “statica” in piazza Duomo a Catania e in tante altre piazze italiane per far sentire la propria voce al Governo Conte e dire: “Ci siamo anche noi”. Sono le imprese di Bus, vetture, natanti aderenti al comparto Noleggio con conducente. In Sicilia, 4 mila aziende e 10 mila occupati tra stagionali e dipendenti. “Per il governo nazionale non esistiamo”, dice Giuseppe Contrafatto, presidente di Federnoleggio Confesercenti Sicilia. “Sono stati stanziati contributi pubblici per compagnie aeree, per acquistare monopattini e biciclette e per finanziate le linee pubbliche – spiega – ma neppure una misura è stata pensata per noi che lavoriamo quasi esclusivamente con il turismo e che siamo praticamente fermi dal mese di febbraio. Le imprese sono a reddito zero e chiuderanno così il 2020 mentre molti dei nostri dipendenti non hanno ancora visto un euro della cassintegrazione. Abbiamo assoluta necessità di essere accompagnati in questa fase di stagnazione”. A piazza Università a Catania dalle 10 alle 13, è previsto l’arrivo di decine di mini caravan e tra i 150 – 200 addetti del comparto. “La Regione Sicilia è una delle poche amministrazioni insieme alla Regione Campania e alla Regione Piemonte ad aver previsto misure di sostegno all’interno della propria Legge di Stabilità. Una sensibilità – dice Contrafatto – che abbiamo sollecitato e che apprezziamo. Anche queste misure, però, per essere concretizzate hanno bisogno dell’ok del Governo nazionale alla rimodulazione dei fondi Poc. Noi siamo allo stremo e non  sappiamo più come tirare avanti e come fare a pagare tra qualche mese leasing, mutui, tasse e contributi”.

Catania, apertura negozi domenica e festivi. Apprezzamento di Confesercenti Sicilia e Confesercenti Catania per l’ordinanza del sindaco Pogliese

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“Apprezziamo la scelta del sindaco di Catania Salvo Pogliese che, d’intesa con l’assessore Ludovico Balsamo, ha firmato l’ordinanza che autorizza la riapertura al pubblico nei giorni domenicali e festivi dei negozi di ogni genere, con eccezione di supermercati e outlet. È una decisione che dà ascolto alle istanze delle imprese sostenendo la loro voglia di ripartire e centralità alle istituzioni locali e all’importanza del dialogo e della concertazione”. Lo dicono in una nota congiunta i vertici di Confesercenti Sicilia e Confesercenti Catania. “Ci auguriamo – aggiungono – che altri sindaci si muovano nella stessa direzione, coniugando il tema della sicurezza con quello della ripresa economica, forti della conoscenza del territorio che amministrano e nel rispetto delle ordinanze regionali e nazionali”.

ASSOTURISMO CONFESERCENTI ALL’ASSESSORE MANLIO MESSINA: “POSITIVA LA STRATEGIA DEL GOVERNO MA SERVE PASSARE ALL’ELABORAZIONE CONCRETA DEL PIANO SENZA LASCIARE FUORI PEZZI DELLA FILIERA”

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La nota dopo una conference-call. Chiesto il coinvolgimento delle associazioni datoriali per il decreto attuativo sulla misura promozionale delle notti extra in omaggio ai turisti che scelgono l’Isola per le loro vacanze

Assoturismo Confesercenti Sicilia torna a scrivere al governo regionale e all’assessore regionale al Turismo per chiedere il coinvolgimento delle associazioni datoriali più rappresentative del settore nella stesura dei decreti attuativi delle misure a sostegno del turismo previste nella Legge di Stabilità. “II piano di promozione previsto dal governo per offrire notti e pacchetti gratis a chi sceglie la Sicilia per le vacanze – dice il presidente nazionale di Assoturismo, Vittorio Messina – è un buon progetto che deve ora trovare una realizzazione concreta e fare i conti con le regole stringenti imposte dall’Europa. Il nostro timore è che alla prova dei fatti, i benefici sperati per le aziende possano essere poco incisivi e che gran parte della filiera possa restare fuori”. Il documento, firmato da Messina e dal coordinatore regionale di Assoturismo, Salvo Basile, è stato inviato ieri e fa seguito ad una conference-call che si è tenuta venerdì scorso tra Assoturismo Confesercenti e l’assessore Manlio Messina.  “La Legge di Stabilità – si legge nella nota – non prevede alcun riconoscimento dello stato di crisi del turismo come invece richiesto fortemente dalla categoria e, pur rivolgendo azioni a sostegno della tenuta del sistema produttivo locale di cui possono beneficiare anche gli operatori della filiera turistica, destina come unica misura specificatamente dedicata ai soggetti economici che compongono l’offerta turistica della Regione le previsioni di cui al comma 12 dell’art 10 (la misura promozionale dei pacchetti acquistati dalla Regione e regalati ai turisti, ndr). Una misura su cui si ripongono le speranze del comparto affinché nessun anello della filiera rimanga indietro e tutti possano ricevere aiuti adeguati per superare la crisi”. Una filiera lunga e variegata che rischia di frantumarsi senza immediate iniezioni di liquidità: strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere, campeggi, noleggiatori con conducente di bus e autovetture, accompagnatori e guide turistiche, ristorazione, stabilimenti balneari, agenzie di viaggio, tour operator incoming e outgoing. “In ragione degli effetti che il lockdown ha inflitto sull’intero comparto turistico, tutte queste imprese – spiega Messina – potranno riposizionarsi ai valori di business pre-COVID non prima di 24 mesi. Per questo – continua – è indispensabile avere risposte certe e garanzie, a partire dalla reale disponibilità delle economie su fondi extra regionali e del POC 2014 2020, da cui dipende la copertura delle misure previste dalla legge di stabilità”. Al momento per il sostegno al turismo è previsto uno stanziamento di 75 milioni di euro. “Nella nota – aggiunge Basile – chiediamo all’assessore di avviare un’azione di coordinamento con l’Assessorato regionale alle Attività Produttive per assicurare al settore anche una parte del plafond da 150 milioni di euro destinato all’erogazione di risorse a fondo perduto a copertura dei costi fissi di gestioni e alla copertura delle perdite di bilancio generate dal lockdown”. Nella nota, anche una proposta operativa per semplificare le procedure di allocazione sul mercato dei servizi acquistati dall’Assessorato del turismo per invogliare i turisti a scegliere la Sicilia come meta per le proprie vacanze. “Pensiamo che il progetto del governo possa essere più efficace inserendo sul portale della Regione una selezione di pacchetti già creati e organizzati da Tour operator e Agenzie di viaggio. I pacchetti potrebbero essere raccolti e organizzati per località e/o per tema. In questo modo il prodotto finito sarebbe non solo più semplice da commercializzare ma avrebbe anche maggior appeal per il turista che potrebbe trovare offerte complete. Inoltre, tutto ciò consentirebbe la promozione di aree della nostra isola che altrimenti verrebbero sicuramente escluse”.

Covid 19. Sondaggio di Confesercenti e Swg sulla prima settimana di riapertura. A Palermo bene solo parrucchieri e barbieri. Il direttore regionale Michele Sorbera: “Avvio difficile, difficilissimo”

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Un avvio difficile, difficilissimo. In forte sofferenza tutta la filiera del turismo (bar, ristoranti, alberghi) e il settore moda (abbigliamento e calzature). Bene solo parrucchieri e barbieri. È il quadro che emerge dallo studio condotto da Confesercenti e Swg e che a Palermo ha realizzato 120 interviste nei vari settori. “Gli imprenditori – dice il direttore di Confesercenti Sicilia, Michele Sorbera – stanno mettendocela tutta per ripartire bene e in sicurezza. È chiaro che la crisi è drammatica. C’è una bassa propensione alla spesa alimentata dall’incertezza sul futuro e per quanto riguarda Palermo, c’è da aggiungere che oltre alle scuole e all’università chiuse, ci sono anche migliaia di dipendenti pubblici in smart working e questo condiziona inevitabilmente il volume d’affari di bar e imprese della ristorazione”. Confesercenti Sicilia ha partecipato al sondaggio nazionale fornendo i dati ad Swg e rielaborando in chiave locale lo studio. Tra tutti gli intervistati solo parrucchieri e barbieri hanno espresso un giudizio soddisfacente sulla ripresa. Il 98% della categoria  si è detto soddisfatto o più che soddisfatto (+8% rispetto alla media delle regioni del Sud e +10% della media nazionale) dichiarando un incremento di ricavi di circa il 31% nei primi 5 giorni della settimana rispetto all’ultima settimana pre – lockdown.  Un risultato ottenuto grazie all’allungamento dell’orario di lavoro e nonostante l’obbligo della prenotazione. Non va allo stesso modo bene per i centri estetici, anche perché alcuni servizi non possono ancora essere erogati. In questo caso l’80% degli intervistati a Palermo ha detto di essere “insoddisfatto” (+46% rispetto alla media nazionale e +7% rispetto alla media registrata in tutto il Sud). In termini economici, il settore ha infatti registrato, stando al campione intervistato, mediamente il 32% di incassi in meno nonostante l’allungamento dell’orario di lavoro e le promozioni effettuate. Nella moda invece solo il 28% degli intervistati a Palermo ritiene “buona” la partenza (la media italiana è del 40%, al Sud del 43%). Così se i negozi a marchio, forzando la normativa sui saldi e le promozioni, sono andati meglio, i negozi al dettaglio a gestione diretta, sono in forte sofferenza. Ad essere “insoddisfatto” della ripartenza è anche il settore ristorazione (bar e ristoranti): a dichiararsi così è il 94% (in linea con il resto del Sud e a fronte di una media italiana dell’80%). Il comparto alberghiero è quello in maggiore difficoltà: il 100% degli intervistati si è dichiarato più che “insoddisfatto”, a fronte di una media nazionale del 95%. In maniera trasversale al tipo di attività, 9 intervistati su 10 ritengono “eccessivi” i costi che hanno dovuto affrontare per la sanificazione e la messa in sicurezza. “Più in generale – continua Sorbera – lo studio evidenzia come al Sud e a Palermo la ripartenza è stata caratterizzata dalla variazione degli orari di lavoro. Bar e negozi di abbigliamento hanno scelto di contenere i costi riducendo gli orari di apertura, mente parrucchieri ed estetisti li hanno allungati. Quasi tutti hanno promosso offerte per i clienti”. Ad essersi mossi in questa direzione sono soprattutto alberghi, ristoranti e centri estetici.  Resta ad oggi aperta la questione del credito alle aziende. Solo il 35% delle imprese intervistate a Palermo ha chiesto di accedere al “Decreto liquidità” a fronte di una media nazionale del 47%. Solo il 16% ha avuto già una risposta positiva a fronte del 38% di media nazionale. “Un dato – dice Sorbera – che deve fare riflettere tutti perché senza liquidità immediata, possibilmente anche a fondo perduto, migliaia di imprese non ce la faranno a restare sul mercato nonostante gli sforzi e la buona volontà”.

Bar e ristoranti, Fiepet Confesercenti Sicilia invia al Governo regionale proposta di protocollo anti Covid 19

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Fiepet Confesercenti Sicilia ha elaborato un proprio protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e contenimento della diffusione del Covid 19 negli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande sulla scia di quanto definito dalla Fiepet Nazionale . Il documento è stato inviato all’attenzione del Governo Regionale affinché possa essere preso a riferimento nell’ambito dei lavori che vedono la Regione impegnata a predisporre proprie linee guida.

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DL RILANCIO: CONFESERCENTI, BENE RISORSE MA ARRIVINO RAPIDAMENTE ALLE IMPRESE. MANCA PIANO PER IL TURISMO ED È CAOS RIPARTENZA PER IL 18 MAGGIO: GRAVI INCERTEZZE SU QUANDO E COME RIAPRIRE

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“Lunedì nessun ritorno alla normalità senza sostegni concreti agli imprenditori”

Manca un piano ad hoc per il turismo, ma complessivamente le risorse annunciate per il DL Rilancio sembrerebbero ingenti, pur se ridotte rispetto a quanto mobilitato da altri paesi europei: adesso sarà fondamentale che arrivino rapidamente e senza incertezze alle imprese. Sciogliendo, una volta per tutte, anche i dubbi sulla ripartenza: a quattro giorni dalla data prevista, manca ancora un provvedimento che chiarisca esattamente quali imprese possono riaprire e a quali condizioni. Così Confesercenti. Il Dl Rilancio introduce diversi strumenti per l’economia, alcuni positivi – come gli indennizzi a fondo perduto e lo stop agli aumenti IVA – ed altri da rivedere. A partire dal capitolo turismo, un settore per cui servono misure mirate e visione strategica: difficilmente il bonus di 500 euro salverà la stagione. Bisogna anche assicurarsi dell’efficacia operativa dei provvedimenti: sono moltissime le imprese, soprattutto di minori dimensioni, che attendono ancora di accedere ai benefici previsti dai decreti precedenti. Le inefficienze hanno riguardato non solo l’erogazione effettiva dei bonus, ma anche cassa integrazione e credito: i finanziamenti fino a 25mila euro, garantiti da Mediocredito e riservati alle imprese minori, ad artigiani e professionisti, hanno al momento mobilitato solo 2,8 miliardi di credito. Un risultato sotto le aspettative, soprattutto se si considera che è appena il 15% degli oltre 18,5 miliardi erogati alle imprese più grandi.  I ritardi registrati, riconosciuti dallo stesso governo, hanno aumentato le incertezze degli operatori.  Un clima di sfiducia cui ha contribuito anche la mancanza di chiarezza sulla ripartenza: a parte le linee guida – il cui valore è però tecnico – e le molte dichiarazioni politiche, non c’è ancora nulla di definito sull’avvio della Fase 2. Nemmeno la data del 18 maggio, che è in realtà la scadenza del precedente DPCM. Esaurito il periodo di validità di questo – a mezzanotte del 17 maggio – teoricamente potrebbero riaprire tutti. Occorre dunque un nuovo provvedimento per permettere alle imprese di programmare l’attività. È intollerabile che ad oggi centinaia di migliaia di bar, ristoranti, stabilimenti balneari, mercati, alberghi, affittacamere, campeggi, guide turistiche e negozi, non sappiano ancora se potranno lavorare. Né per quanto: la ripartenza graduale e le nuove limitazioni aumenteranno i costi di gestione delle imprese, riducendone la produttività. E riaprire potrebbe essere problematico quanto star chiusi, fra linee guida INAIL, protocolli regionali, crediti che rimangono impossibili, fondo perduto col contagocce, consumi in caduta libera e casse integrazioni che tardano ad essere pagate. Occorre avere tutti la consapevolezza che dal 18 non ci sarà il ritorno alla normalità senza un sostegno rapido ed efficace per le imprese. Il rischio è che lunedì moltissimi rimarranno comunque chiusi, rimandando di fatto, ancora una volta, la ripartenza del Paese.

TURISMO, DL RILANCIO E FINANZIARIA REGIONALE. CONFESERCENTI SICILIA: “DELUSI E PREOCCUPATI”. IL PRESIDENTE MESSINA: “COSÌ NON CI SONO LE CONDIZIONI PER RIPARTIRE”. STIMATE PERDITE DAI 6 AGLI 11 MILIARDI. A RISCHIO UN’IMPRESA SU TRE

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“Siamo delusi e preoccupati per gli interventi previsti a favore del Turismo.  Delusi  per le misure inserite nelle bozze del DL Rilancio del Governo Conte. E preoccupati per lo stop che potrebbero avere gli interventi approvati nella finanziaria regionale. Ad oggi non ci sono le condizioni per ripartire. Un’impresa su 3 rischia di non farcela”. Così Vittorio Messina, Presidente di Confesercenti Sicilia e Assoturismo Confesercenti, rilancia l’allarme del settore turismo sull’Isola, da cui dipende il 15 per cento del Pil regionale e preannuncia forme eclatanti di protesta.  “I giorni passano senza che alle imprese sia arrivato il minimo aiuto. La detrazione di 500 euro sul credito d’imposta prevista nelle bozze del DL Rilancio, è un intervento a pioggia dall’entità e dal respiro corto che non aiuta chi oggi è senza liquidità, la dotazione del fondo turismo è irrisoria e anche il bonus vacanze è sotto le aspettative. Se poi consideriamo le misure previste a sostegno della filiera del turismo in Finanziaria regionale, al momento sono tutte appese a un filo, alla possibilità e volontà del governo nazionale di destinare i fondi del Poc per il rilancio”, spiega Messina. Intanto, il conto della crisi sale:  un recente studio condotto da Cerved stima che, laddove il lockdown dovesse cessare a giugno, le imprese in Sicilia registrerebbero una perdita del proprio volume di affari pari a 6 miliardi di euro, perdite che raggiungerebbero il valore di 11 miliardi di euro nel caso in cui la chiusura delle attività dovesse perdurare fino settembre. “Non c’è più tempo, senza  un sostegno mirato, il turismo non può farcela”, continua Messina. “Le imprese rischiano di implodere, con effetti drammatici per tutti: a rischio ci sono migliaia di attività e posti di lavoro. Servono provvedimenti che siano di immediata esigibilità per i soggetti beneficiari, senza eccessivi passaggi burocratici”. Ad essere insoddisfatta è tutta la filiera: agenzie di viaggio, tour operator incoming, stabilimenti balneari, guide turistiche, alberghi, campeggi, strutture ricettive extralberghiere, noleggiatori, bus e autovetture con conducente, bar e ristoranti. A mancare, secondo Confesercenti Sicilia, sono “tempi e protocolli chiari che indichino le regole nel rispetto delle quali sarà possibile riaprire. Finora le ipotesi trapelate sui giornali, in molti casi, renderebbero diseconomico riavviare le attività”.

Florovivaismo, 20 milioni per gli aiuti alle imprese siciliane. La previsione in Finanziaria regionale mentre domenica prossima fioristi e vivai potranno restare aperti per la Festa della Mamma

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Ignazio Ferrante di Assofioristi: “Interlocuzione col governo e la deputazione dell’Ars ha funzionato”

“Per il florovivaismo in Sicilia arrivano notizie positive. Non solo i negozi potranno essere aperti domenica prossima in occasione della Festa della Mamma, ma in Finanziaria regionale sono stati previsti 20 milioni di euro per aiuti alle imprese del settore”. Lo dice il presidente di Assofioristi in Sicilia, Ignazio Ferrante che sottolinea come il confronto con il governo e con la deputazione regionale resti un punto fondamentale per tornare alla ripresa.  “Presto – dice Ferrante – ci incontreremo col governo per entrare nel merito dei fondi destinati al settore e aprire una nuova interlocuzione per la fase2”. “In questi mesi e fino a due giorni fa, quando abbiamo chiesto e ottenuto un incontro con l’assessore alle Attività produttive Mimmo Turano – aggiunge Turano – abbiamo fatto presente il grave stato di crisi in cui versa il florovivaismo siciliano e le possibili vie di uscita dalla crisi. Molte delle nostre richieste, a partire dall’apertura nel giorno della Festa della Mamma, sono state ascoltate.  Adesso speriamo di tornare lentamente alla normalità”.

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LAVORO, L’ALLARME DI CONFESERCENTI SICILIA: “DOPO IL DANNO PROVOCATO DAI RITARDI NELL’EROGAZIONE DELLA CIG AI LAVORATORI, LA BEFFA: A RISCHIO L’AVVIO DEI TIROCINI FORMATIVI”.

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L’associazione scrive all’assessore Scavone chiedendo una deroga alla norma vigente che vieta di avviare tirocini alle aziende che hanno lavoratori in cassintegrazione

I ritardi nell’erogazione della cassintegrazione in deroga sono un fatto gravissimo che danneggia non solo i lavoratori, ma le aziende su cui si riversano le tensioni e le difficoltà delle famiglie”. A dirlo, alla vigilia della Festa del Lavoro, è il presidente di Confesercenti Sicilia, Vittorio Messina commentando l’esiguo numero delle pratiche esitate dall’Inps regionale: 1788 rispetto ai 135 mila in attesa”. Ma da Confesercenti Sicilia parte anche un altro grido di allarme. A fronte di una cassintegrazione che stenta ad arrivare ai lavoratori, in questo momento sono a rischio anche tutti i tirocini formativi: misure per 114 milioni di euro e oltre 50 mila tirocini retribuiti. Proprio questa mattina Confesercenti Sicilia ha scritto in merito all’assessore regionale al Lavoro Antonio Svavone e, per conoscenza, anche al dirigente generale del dipartimento, Giovanni Vindigni chiedendo una deroga alla normativa vigente.  Il pericolo è contenuto all’interno della norma generale che regola l’attivazione dei percorsi formativi nelle aziende. “Le linee guida della Conferenza Stato Regione, recepite in Sicilia con una delibera di giunta nel 2017 (292 del 19 luglio 2017) – spiega il direttore regionale Michele Sorbera – prevedono che ad attivare i tirocini possano essere, infatti, solo le aziende che non abbiano fatto ricorso alla cassintegrazione. …Ma oggi con l’emergenza Covid non c’è impresa che non l’abbia fatto”.  “Non solo – aggiunge Sorbera – i tirocini extracurriculari già attivati e sospesi per la lo stop forzato, non potranno essere prorogati perché la normativa attuale lo vieta espressamente. Ci auguriamo che l’assessorato intervenga in tempi celeri, specie adesso che la Fase 2 sembra alle porte”.

BORSA DEL TURISMO EXTRALBERGHIERO. LUNEDÌ 3 DICEMBRE IL VIA ALLA TERZA EDIZIONE CON OLTRE 100 GESTORI DI STRUTTURE E 20 BUYER INTERNAZIONALI. IL RAPPORTO OTIE: IN SICILIA IL 3% DELLE STRUTTURE ITALIANE. UN COMPARTO CHE FATTURA 120 MILIONI DI EURO L’ANNO E CHE HA GRANDI POTENZIALITÀ DI CRESCITA. IL CONFRONTO CON LE ALTRE ISOLE DELL’AREA EURO-MEDITERRANEA E IL FOCUS SUL TURISMO EN PLEIN AIR

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Palermo, 30 novembre 2018. C’è una Sicilia turistica che cresce in silenzio. E’ quella del turismo extralberghiero, un universo variegato che va dalle dimore storiche ai campeggi, dai rifugi di montagna ai B&B, dagli agriturismi ai parchi camper o di case sugli alberi. Proprio a questa Sicilia turistica si rivolge la Bte, la prima Borsa interamente dedicata al Turismo extralberghiero, ideata da Confesercenti Sicilia e co-organizzata quest’anno insieme all’assessorato regionale al Turismo. Scopo della Borsa, giunta alla terza edizione, è fare incontrare i gestori delle strutture siciliane con buyer provenienti da tutta Europa e dai paesi extraeuropei dove più forte è la domanda di turismo alternativo, di tipo culturale, esperienziale e naturale che al format alberghiero preferisce dimensioni più intime che lo mettano a contatto con il territorio. Oltre cento i gestori di strutture extralberghiere che hanno aderito e che incontreranno 20 buyer provenienti da Russia, Francia, Germania, Inghilterra, Polonia, Danimarca, Lituania, Belgio, Italia, Repubblica Ceca e Olanda. Ai buyer è stato dedicato anche un educational tour alla scoperta di alcuni siti culturali e naturalistici tra le province di Palermo, Trapani e Agrigento. Il tour si avvale della collaborazione di Coopculture che gestisce la biglietteria e i servizi alcuni tra i maggiori siti culturali dell’Isola tra cui la Valle dei Templi e il Chiostro di Monreale. E proprio Monreale “cuore” dell’itinerario Arabo Normanno dell’Unesco, sarà per il secondo anno consecutivo, la location della Bte. I B2B si svolgeranno dalle 10 alle 19 al Complesso Monumentale Guglielmo II. “Una scelta che apprezziamo – dice il sindaco Piero Capizzi – Mettere a disposizione i nostri spazi per promuovere cultura e turismo in Sicilia è non solo motivo di orgoglio ma un’occasione per mostrare il nostro territorio a operatori di tutto il mondo”. “C’è un grande fermento negli ultimi anni che arriva dal territorio – dice Vittorio Messina, presidente di Assoturismo nazionale e di Confesercenti Sicilia – Tanti giovani decidono di investire sul turismo e su luoghi poco conosciuti della nostra Isola. La Borsa vuole essere un’occasione per rafforzare queste spinte che partono dal basso e che intercettano una domanda internazionale rappresentando una grande potenzialità di crescita e sviluppo”. Un’occasione per rafforzare il sistema turistico e creare una Rete tra le associazioni datoriali e istituzioni in grado di accelerare i processi. Punto di partenza, lo studio elaborato dall’Osservatorio turistico sull’Economia delle Isole che mette a confronto l’andamento del comparto nelle Isole dell’area Euro-Mediterranea, mostrando punti di forza e di debolezza della situazione siciliana. “I dati – dice Giovanni Ruggieri, presidente dell’Otie – evidenziano che l’Isola ha una potenzialità di crescita enorme, soprattutto nelle zone interne e per quanto riguarda il turismo en plein air che in altre realtà insulari, come ad esempio la Corsica, costituisce una voce importante di arrivi e presenze”. Oggi la Sicilia conta 5500 strutture extralberghiere e lo scorso anno sono stati poco più di un milione i turisti che hanno scelto una struttura ricettiva extralberghiera per un totale di 3 milioni di notti vendute.  Il comparto extralberghiero è cresciuto di due punti percentuali in più rispetto alla ricettività turistica nel complesso (12 per cento rispetto al 10 per cento). “Come assessorato al Turismo – dice l’assessore Sandro Pappalardo – in questi mesi abbiamo avviato un’interlocuzione a 360 gradi con associazioni, realtà del territorio, segmenti del turismo culturale e esperienziale finora inesplorati perché siamo convinti che solo unendo le forze si può diventare concorrenziali in Europa e nel mondo, sapendo bene che quello che non manca alla Sicilia sono le risorse di cui dispone. La Bte serve a rafforzare questa rete e promuovere meglio un comparto che ancora è poco conosciuto”. Proprio nell’ottica della Rete e del “Sistema Turistico” la Bte 2018 ha previsto un’area dedicata ai Parchi regionali, un patrimonio di bellezza e di esperienze naturalistiche che in altre regioni e in altre Isole hanno innescato la ripresa economica anche in aree che rischiavano di svuotarsi. E’ il caso della Corsica, prima per turisti nell’extralberghiero nel raffronto tra le Isole dell’area Euro-Mediterranea e simile per tipo di risorse naturali alla Sicilia. “I Parchi siciliani hanno ormai raggiunto la maturità – dice l’assessore al territorio e Ambiente Toto Cordaro –  Come assessorato puntiamo a creare un sistema integrato, non solo tra i parchi stessi ma con Istituzioni culturali come la Fondazione Unesco per fare decollare il turismo open air che, è dimostrato, è quello che più si sposa con la destagionalizzazione e con periodi di lunga permanenza. Chi viene qui deve sapere che oltre al mare e all’Etna può scoprire parchi naturali, parchi fluviali, alberi millenari, tradizioni culinarie e culturali e trovare un territorio pieno di storia e fermenti nuovi”. “L’Isola sta imparando finalmente a fare sistema – aggiunge Aurelio Angelini, direttore Fondazione Unesco Sicilia – E’ indubbio che il riconoscimento UNESCO fa da spinta e propulsore al turismo anche di coppie, piccoli gruppi, giovani che quasi sempre scelgono sistemazioni extralberghiere. Lavorare insieme, proporre percorsi alternativi, scoprire aree vicine o legate ai tour ufficiali, è di certo auspicabile per tutti, pubblico e privato”. Sulla stessa lunghezza d’onda Antonio Barone, direttore de La Rotta dei Fenici, itinerario culturale del Consiglio d’Europa: “I percorsi che dobbiamo immaginare in un mondo sempre più globale devono guardare a dimensioni più ampie e recuperare storie e identità millenarie come quella del Mediterraneo su cui può essere costruita un’offerta turistica sinergica”. Media partner della Bte per il secondo anno consecutivo il mensile PleinAir, dal 1971 la rivista di riferimento per chi pratica la vacanza all’aria aperta, o meglio quel ‘Turismo secondo natura’ che fin dalle origini rappresenta e sintetizza la linea editoriale della testata. “La Sicilia – dice il caporedattore Michela Bagatella – è una regione che offre opportunità innumerevoli e di altissimo livello per il nostro target di turisti un segmento peraltro in costante crescita a livello nazionale ed europeo. È per questo che abbiamo deciso di investire in questo progetto promuovendo la Borsa – ma soprattutto quest’isola e il suo inestimabile patrimonio d’arte e natura – come meta da scoprire per i nostri lettori, che qui possono contare su una crescente attenzione da parte degli operatori locali verso un’ospitalità camper friendly diffusa e destagionalizzata”.

LO STUDIO OTIE

La ricettività extralberghiera in Sicilia vale oggi 120 milioni di euro (stima Otie sul 2017) e pesa sul sistema di accoglienza extralberghiero nazionale per il 2 per cento in termini di presenze. Il comparto ha però grandi margini di crescita come testimoniano i trend europei e nazionali. In tutta Italia la spesa per alloggi extralberghieri (escluse le strutture open air) lo scorso anno è aumentata del 44 per cento rispetto all’anno precedente  superando i 3 miliardi di fatturato. Impennata maggiore ha avuto su scala nazionale il turismo en plein air (+71%) con un fatturato di circa 346 milioni. La Sicilia insieme alla Sardegna detiene già un primato rispetto alla percentuale di strutture extralberghiere sull’offerta turistica totale (pari all’81%) e guida la classifica delle Isole Mediterranee. A seguire ci sono le Isole Ionie – il cosiddetto Eptaneso  formato da Corfù, Paxos, Leucade, Itaca, Cefalonia, Zacinto, Cerigo – (80%); le Canarie (76%); il sistema delle isole Greche del Nord Egeo (72%); Creta (67%), le Baleari (48%); la Corsica (45%); Malta (10%); Cipro (0%). Il quadro cambia se si guarda però al numero di posti letto. Canarie, Corsica e isole dell’Egeo Meridionale sommano in fatti il 50% dei posti letto delle Isole Euro-mediterranee, mentre la Sicilia, nonostante la sua vastità territoriale e ricchezza culturale e ambientale, appena il 10 per cento. Per comprendere il margine di crescita possibile del comparto basta comparare i dati con altre isole dove l’offerta turistica extralberghiera è stata affiancata da un lavoro costante di promozione e comunicazione sui mercati interessati. Alle Canarie, arcipelago di medie dimensioni con un’estensione complessiva di quasi 7500 chilometri quadrati, si concentra il 34% degli arrivi registrati complessivamente in tutte le isole osservate con riferimento al comparto extra alberghiero, che in termini assoluti equivale a più di 4 milioni di turisti. Quattro volte più che in Sicilia dove a scegliere l’extralberghiero è 1 milione di turisti. Sempre le Canarie detengono il primato di notti nell’extralberghiero (33 milioni) sul totale delle Isole Euromediterranee, mentre la Corsica è tra tutte, quella in cui l’incidenza dell’extralberghiero sull’industria ricettiva locale raggiunge i livelli più alti (70% delle presenze e 50% in termini di arrivi). Profondamente diversa anche la durata delle vacanze di chi sceglie le strutture extralberghiere. Breve in Sicilia (3 notti), prolungata alle Canarie (8 notti). I termini assoluti quasi 3 milioni di presenze in Sicilia contro gli oltre 33 milioni delle Canarie. Anche per quanto riguarda il tasso di occupazione dei letti il confronto aiuta a raddrizzare la rotta delle scelte politiche. A fronte di isole come le Canarie e Malta che hanno tassi di utilizzazione del 53% e del 45%, Sicilia e Sardegna si fermano al 10%. Segno che tanto c’è ancora da fare sulla destagionalizzazione e che restano inesplorate ampie zone interne ricche di storia, tradizioni e cultura. Per quanto riguarda il turismo en plein air, il modello è la Corsica dove si concentra il 46,3% dei posti letto complessivamente esistenti nei contesti insulari analizzati e dove è stato portato avanti un lavoro di valorizzazione delle aree interne e delle risorse naturali. Un patrimonio di cui anche la Sicilia è ricchissima e che rappresenta una grande potenzialità per il futuro. Lo scorso anno il comparto, dopo il crollo degli anni scorsi, ha iniziato una lenta risalita (+4% in termini di numero di strutture). Rispetto alla domanda di turismo all’aria aperta, la Sicilia conta l’11,5 per cento di presenze rispetto alla Corsica. In Sicilia il 2017 si è chiuso infatti con circa 500 mila presenze, a fronte dei 4,3 milioni dell’Isola francese.  C’è un risveglio di attenzione per l’offerta del turismo en plein air, e una domanda in aumento che non trova però strutture adatte soprattutto nelle zone interne.

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