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Covid, Assoviaggi-Confesercenti: stop viaggi non essenziali in zone ‘rosso scuro’ in Ue, ma necessario programmare sin da ora ripartenza turistica in sicurezza per altre aree

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Rebecchi: “Proseguire dibattito politico, necessaria apertura corridoi non solo a livello europeo” 

“Se da un lato tutte le misure Ue finora adottate – con la proposta di aggiunta del nuovo colore ‘rosso scuro’ volto a scoraggiare tutti i viaggi non essenziali in attesa che possano risolversi tutte le criticità relative alla situazione sanitaria e alla disponibilità ed efficacia dei vaccini nel ridurre la trasmissione del virus – siano condivisibili e necessarie, dall’altro è fondamentale programmare in sicurezza la ripartenza turistica per tutte le altre aree, e non solo a livello europeo, attraverso l’apertura di corridoi turistici.

Ad affermalo è Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi Confesercenti, commentando la presentazione, da parte della Commissione Ue, delle misure che aggiornano le regole per gli spostamenti all’interno e all’esterno dell’Unione Europea per migliorare il coordinamento tra i Paesi membri.

“Come sottolineato dalla stessa Commissione, poiché la capacità nell’effettuare test epidemiologici è aumentata – prosegue il presidente  –  è opportuno organizzare quanto prima l’attivazione di corridoi sicuri e di libera circolazione dei viaggiatori, laddove vi siano tutte le condizioni oggettive che lo permettano e applicando tutti i protocolli di sicurezza, con test pre-partenza dallo Stato di residenza e al ritorno nello Stato di destinazione del soggiorno, attrezzando gli aeroporti e garantendo certificati sanitari bi-lingue”.

“Bisogna proseguire il dibattito politico a livello europeo – conclude Rebecchi – senza una vera programmazione non potrà esserci una reale ripartenza turistica: sconfiggere questa terribile crisi sanitaria deve andare di pari passo con la necessità di garantire certezze e un futuro a migliaia di imprese della filiera turistica”.

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Recovery: Confesercenti, “Servono interventi mirati per commercio e turismo, dare più attenzione alle micro e piccole imprese”

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“La crisi innescata dalla pandemia si è abbattuta con particolare forza sulle attività di minori dimensioni e su turismo, commercio e ristorazione. Il PNRR deve tenere conto della natura concentrata della recessione a cui stiamo assistendo, con interventi mirati per questi due settori e, in generale, maggiore attenzione alle micro e piccole imprese”.

Così la presidente Patrizia De Luise, intervenendo all’incontro con il Governo sul recovery plan.

“A pesare una contrazione eccezionale dei consumi, con una riduzione nell’ordine di -105 miliardi nel solo 2020. Per normalizzarli – spiega De Luise – sarà necessario il successo della campagna vaccinale: ogni mese di ritardo ci costa quasi 5 miliardi di mancato recupero dei consumi. E con la prosecuzione della pandemia e delle restrizioni, rischiamo di perdere altri 15 miliardi di euro a trimestre anche nel 2021”.

Tra gli interventi urgenti richiesti da Confesercenti, misure ad hoc anche per il turismo e credito, in particolare per le piccole e microimprese, considerate più rischiose dalle banche. Per queste servono un Micro-Firm Supporting Factor, un fattore di sostegno per il finanziamento, e una Centrale Rischi Commerciale che censisca l’abilità delle imprese di far puntualmente fronte ai propri debiti.

“I dati – continua De Luise – suggeriscono che per molti comparti la recessione continuerà anche nel 2021. Per questi, c’è anzi il rischio concreto di una permanente distruzione del potenziale produttivo. Di fronte a questo quadro, l’uso dei finanziamenti europei deve essere funzionale anche alla liberazione di risorse del bilancio pubblico. Risorse che dovremo poi destinare al contrasto dei fenomeni di distruzione settoriale oggi in corso, senza disperderle”.

“Apprezziamo lo sforzo sugli investimenti così come l’idea di separare previdenza e assistenza, ma notiamo una riduzione della quota destinata al sostegno delle imprese. Questa del Piano deve invece essere l’occasione per superare vecchi schemi e preconcetti. Ad esempio, abbandonando l’idea che manifattura e industria siano i soli settori intestatari di innovazione e ricerca. E ciò a scapito dell’unico macro-aggregato produttivo, i servizi di mercato (in primis turismo e commercio), che da venti anni sostiene l’occupazione e genera quel poco di crescita di cui ci siamo giovati nel recente passato”.

“Sicuramente – prosegue la presidente di Confesercenti – nell’attuale Piano il turismo ha acquisito un ruolo ed una dignità significativi. Ma il ruolo che potrebbero giocare le imprese appare ancora limitato e non pienamente valorizzato. Spiace inoltre rilevare che manchi un progetto mirato di modernizzazione ed innovazione dedicato alle imprese di vicinato. Tra gli interventi attivati grazie alle risorse del Recovery deve esserci invece anche una piattaforma digitale dedicata al retail ‘fisico’ del made in Italy, che metta gli esercizi di vicinato in condizione di concorrere con i colossi del web internazionale: nel 2020 l’online ha agito quasi in condizioni di monopolio”.

“Più interventi a favore delle attività di vicinato devono entrare anche negli sforzi a favore della rigenerazione urbana, visto il DNA green di questo tipo di imprese. In generale, bisogna accelerare anche su riforma del fisco, della PA e del lavoro: il blocco dei licenziamenti è una soluzione transitoria, sarà necessario passare dalle politiche passive a quelle attive, anche per i lavoratori indipendenti. Includendo sempre le parti sociali nel processo. Si cambi passo anche nel rapporto con le parti sociali: devono essere inclusi nel processo, con una governance e un cronoprogramma chiari”.

Fisco: Caf Confesercenti attiva il servizio Superbonus 110%

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Per ottenere il visto conformità e trasmettere la comunicazione cessione credito o sconto in fattura

“Parte oggi il nuovo servizio Superbonus 110% del Caf Confesercenti che consentirà di apporre il visto di conformità sulla documentazione necessaria per beneficiare dell’agevolazione fiscale, attestando la sussistenza dei presupposti che ne danno diritto. Il servizio prevede anche la trasmissione telematica della comunicazione dell’opzione esercitata all’Agenzia delle Entrate (cessione del credito o sconto in fattura)”.

A darne notizia il Caf Confesercenti stesso che aggiunge: “attraverso le nostre sedi territoriali in tutta Italia, forniremo assistenza ai cittadini, consentendo loro o di fruire direttamente della detrazione, per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori in fattura o di cedere il credito corrispondente alla detrazione, spettante per specifici interventi di efficientamento energetico, interventi antisismici, installazione di impianti fotovoltaici e infrastrutture di ricarica di veicoli elettrici”.

“In questo momento di particolare difficoltà che molte persone stanno vivendo a causa della pandemia – commenta Vincenzo Miceli, Amministratore delegato del Caf Confesercenti – siamo lieti di poter offrire questo nuovo servizio che permetterà di ottenere il visto, necessario per l’avvio della pratica del Superbonus 110%, in maniera veloce e qualificata”.

“Ricordiamo – conclude Miceli – che le nostre sedi sono presenti in tutta Italia e che sono operative in piena sicurezza. Abbiamo cercato di essere vicini ai contribuenti per consulenze e chiarimenti in tutto questo periodo e continueremo a farlo, implementando la nostra offerta a vantaggio di tutti coloro che necessitano di assistenza fiscale”.

Recovery: Confesercenti, “Servono interventi mirati per commercio e turismo, dare più attenzione alle micro e piccole imprese”

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Assohotel: crisi rischia di diventare irreversibile per comparto alberghiero, occorre dare prospettiva

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Scolamacchia: “Superbonus 110% e tax credit tra le priorità”

La crisi profonda del turismo rischia di diventare irreversibile per molte imprese del settore alberghiero: nel 2020 nelle strutture ricettive italiane sono mancati 83,6 milioni di pernottamenti di turisti italiani e ben 157,1 milioni di turisti stranieri, producendo una perdita di oltre 32,5 miliardi di euro. A sottolinearlo è Assohotel Confesercenti in una nota.

“E’ assolutamente necessario riprendere a sostenere le imprese ricettive – afferma Nicola Scolamacchia, vicepresidente vicario di Assohotel, l’associazione degli albergatori di Confesercenti – la strada per uscire dal tunnel è lunga e bisogna arrivarci attrezzati, ci auguriamo che il mercato riprenda tra due, tre anni e le politiche da mettere in campo per il rilancio del comparto devono basarsi due pilastri di azione: il sostegno economico contingente e lo sviluppo”.

“Da una parte – prosegue Scolamacchia – le strutture ricettive italiane necessitano di misure ad hoc per restare in vita, come i ristori del 2020 rispetto al fatturato del 2019 ed il successivo piano di aiuti per i prossimi mesi, la riduzione dell’Imu, i crediti d’imposta sugli affitti, la riduzione delle tassazioni locali (Tari, Cosap, ecc). Dall’altra servono cospicui investimenti privati sul settore, per riqualificare l’offerta turistica e migliorarne l’impatto ambientale, per essere più attrattivi quando riprenderà la domanda turistica”.

“Per questo – sottolinea il presidente di Assohotel – chiediamo l’estensione di tutti i bonus edilizi agli alberghi, che oggi sono limitati all’edilizia privata: tra questi il bonus 110% che non capiamo perché non sia stato esteso anche a noi. Inoltre, occorre un tax credit per gli investimenti privati per favorire quelli in promozione, sia singolarmente che attraverso consorzi, oltre a quanto viene fatto dalla parte pubblica: tutto questo in vista della riapertura dei mercati quando ci sarà molta competizione. Ancora, chiediamo di riutilizzare i fondi già stanziati per il bonus vacanze nel 2020, e che le famiglie italiane hanno speso solo in minima parte, per riproporre la misura utilizzando le risorse residue e prevedendo un bonus completamente nuovo per il 2021, facilitandone la possibilità di accesso”.

“Gli 8 miliardi del Recovery Fund destinati a turismo e cultura rappresentano, infine, un passo in avanti – conclude Scolamacchia – ma si tratta di risorse che vanno ancora dettagliate ed è fondamentale che i piani di attuazione siano fatti in fretta, se vogliamo che l’Italia e il nostro turismo tornino più forte di prima”.

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Estetica: Immagine e Benessere Confesercenti, per i parrucchieri cali fatturato del 45%. Centri estetici al collasso

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Necessari ristori anche per chi è rimasto aperto

“Pur essendo rimasti aperti in questi mesi, anche nelle zone rosse, parrucchieri e barbieri stanno registrando pesanti cali di fatturato: molti hanno subito riduzioni che si aggirano intorno al 45% e in centinaia rischiano di dover cessare l’attività”.

Così Sebastiano Liso Presidente Confesercenti Immagine e Benessere che aggiunge: “per non parlare del settore dell’estetica che tra chiusure, ristori che arrivano a singhiozzo e abusivismo dilagante è al collasso. Così come i make-up artist, che vivono gli effetti della crisi che ha colpito il comparto dello spettacolo”.

“Mentre il peso degli affitti non si è ridotto, chi può operare sta registrando aumenti di costo consistenti su alcuni materiali essenziali per rispettare i protocolli di sicurezza”, prosegue Liso. “A ridursi è stato solo il numero di clienti, tra contingentamenti e smartworking. Se si sommano tutti questi fattori, appare chiaro che anche chi sta continuando a lavorare si ritrova a vivere una crisi senza precedenti”.

“In questa situazione, è necessario introdurre sostegni anche per le imprese rimaste aperte, con ristori che tengano conto dei cali di fatturato rispetto a prima della pandemia. Per il comparto dell’estetica sono, invece, necessari tempi certi per i ristori già previsti e misure di contrasto più severe per arginare il fenomeno dell’abusivismo”.

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