Confesercenti Roma, SIL: Aiuti al settore delle librerie e cartolibrerie del Lazio: l’impegno assunto dal Consiglio Regionale

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Il Sil Confesercenti di Roma e del Lazio esprime soddisfazione per l’Ordine del Giorno in coerenza con le richieste avanzate dall’Associazione

Il Sil, Sindacato Italiano Librai della Confesercenti dell’Area di Roma e del Lazio, esprime soddisfazione per l’importante Ordine del Giorno approvato all’unanimità dall’Aula Consiliare della Regione Lazio: Emergenza Librerie Lazio.

Il Presidente Sil, Guido Ciarla, a nome di tutto il gruppo dirigente dell’associazione, ringrazia il consigliere Giancarlo Righini che ha presentato e sostenuto l’ordine del giorno e con lui, e con lui, tutti i consiglieri della Pisana, per la sensibilità e l’impegno assunto e sollecita atti conseguenti all’indirizzo assunto.

L’Ordine del Giorno prevede, infatti, che sia attivato un programma di aiuti e di sostegno alle librerie; l’abbattimento delle aliquote di imposte regionali; l’estensione dei contributi dirette alle famiglie più bisognose, per l’acquisto dei libri per le scuole medie e superiori; l’uniformazione delle regolamentazioni dei rimborsi per cedole e buoni alle librerie; l’erogazione di bonus assunzioni.

“Si tratta di impegni molti importanti e attesi dalla categoria, dichiara il Presidente Ciarla, che, avendo avuto il sostegno dell’intera Aula regionale, auspichiamo presto siano confermati attraverso concreti atti amministrativi”.
“Da tempo il Sil, prosegue Guido Ciarla, si è impegnato verso la Regione Lazio perché fosse data la necessaria attenzione alla categoria che esercita non soltanto un’attività imprenditoriale, ma una vera e propria professione impegnativa e importante in termini culturali e formativi”.

Il Presidente ha colto questa occasione anche per ringraziare l’Assessore alle attività produttive della Regione Lazio, Paolo Orneli, che nei mesi scorsi ha accolto alcune delle richieste della categoria, al Presidente e vice Presidente della Commissione Cultura, Pasquale Ciacciarelli e Marta Leonori,ai quali ha fatto pervenire, già nelle scorse settimane, una lettera finalizzata a realizzare questi ed altri impegni, volti a gestire e superare l’emergenza e per la quale attendiamo risposte.

“Ora ci attendiamo, conclude il Presidente Ciarla, una convocazione da parte dell’Assessorato e della Commissione per dare seguito agli impegni”

Confesercenti Pistoia: “Occorre tempestività nell’emanazione delle disposizioni di legge”

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L’Associazione: “Si assiste a norme emanate il giorno e spesso la notte precedente all’entrata in vigore, rendendo impossibile programmare e organizzare il ciclo produttivo e di accoglienza”

Confesercenti ha sottolineato nei suoi comunicati sulla pandemia quanto fosse ormai diventata un’abitudine illustrare cambiamenti di colore, limitazioni, impedimenti nel lavoro delle imprese.

Dobbiamo nuovamente mettere in evidenza la non tempestività delle misure adottate che gettano le imprese in gravi difficoltà. Si assiste a norme emanate il giorno e spesso la notte precedente all’entrata in vigore, rendendo impossibile programmare e organizzare il ciclo produttivo e di accoglienza. Non è ragionevole, infatti, ritenere che bar e ristoranti, ad esempio, siano a conoscenza il giorno prima per il giorno dopo se possono stare aperti ed il relativo orario di apertura. Come è possibile organizzarsi per gli approvvigionamenti dai fornitori e contare sulla stessa presenza dei dipendenti per l’apertura? Tutto diventa incerto se la comunicazione avviene all’ultimo momento.

L’ultimo fine settimana in “giallo” ha visto all’orario di apertura, soprattutto delle attività di somministrazione, buoni flussi di clientela. Molti imprenditori ci hanno chiamato manifestando il disagio derivante dal fatto che sino al venerdì sera non si conoscevano i contenuti del nuovo DPCM e dello stesso colore deciso per la Regione Toscana. Gli imprenditori sanno quanto sia importante rispettare le norme di sicurezza al fine di evitare i contagi. La conoscenza per tempo delle disposizioni di legge è, pertanto, condizione determinante per consentire l’organizzazione migliore in un contesto già di per se molto difficile e precario.

Crediamo che questa necessità sia fondamentale per le imprese, ma anche per i dipendenti.

Confesercenti Salerno: DL Ristori “5” stop metodo codici Ateco

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In Confesercenti lo si sostiene dalla prima ora, la scelta del codice di attività economica “ATECO” come criterio di selezione delle imprese ha prodotto enormi sperequazioni e continua a fare danni

È un problema risaputo ma che continua ad essere proposto, anche nell’ultimo DPCM, che impone nuove restrizioni ai pubblici esercizi, alle attività di bar e alle bottiglierie, ma si dimentica di minimarket, della GDO e di tutti quegli esercizi per cui la somministrazione o la vendita di alcolici e bevande non è l’attività prevalente.

Il metodo del codice ATECO è una chiara ed evidente distorsione da “subire” per migliaia di imprenditori che contribuisce a rendere poco chiara ed ancora più difficile la fase della cosiddetta ripartenza, dichiara il presidente provinciale Raffaele Esposito, continuare ad utilizzarlo vuol dire lasciare migliaia di imprese nell’incertezza normativa, visto che possono avere un codice di attività ‘prevalente’ che non corrisponde alla totalità dei servizi offerti.

Ci si perde tra i meandri delle cifre e della continua burocrazia, oggi ad esempio un imprenditore con l’attività di bar-pasticceria con codice ATECO 56.3, ovvero quello dei bar, deve chiudere alle 18.00 ma i suoi colleghi con un’ attività di pasticceria con codice Ateco 56.1, che offrono anche un servizio bar come attività non prevalente potranno continuare a vendere fino alle 22.00, anche gli alcolici.

Stessa condanna per gli esercenti che vendono bottiglie di vino: enoteche, bottiglieri e similari con codice Ateco 47.25 sono costrette a chiudere, ma minimarket e supermercati, dove è certamente possibile comprare gli stessi prodotti, restano tranquillamente aperti e diventano spesso, lo abbiamo registrato su indicazione di molti imprenditori che hanno subito le chiusure in diverse aree della nostra provincia, ritrovo abituale di incontrollati aperitivi serali.

In questa fase molto delicata della politica nazionale con una crisi che il mondo economico e produttivo stenta a comprendere e che si aggiunge a quella sanitaria ed economica, conclude il presidente Esposito, si dovrebbe avere l’umiltà ed il coraggio di intraprendere azioni condivise e concertate a livello verticistico per aiutare tutti i settori delle PMI, degli esercenti e delle p. Iva che sono al limite del collasso e disinnescare la miccia della bomba sociale.

Confesercenti Matera: contributo alle imprese ed ai professionisti lucani per far fronte alla tassa sui rifiuti anno 2020

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La misura straordinaria, fortemente voluta dalla Confesercenti, si configura come un’agevolazione per sostenere le realtà produttive e professionali della Regione Basilicata in difficoltà

Restano ancora pochi giorni alle imprese e professionisti lucani per richiedere telematicamente il contributo previsto dalla Regione Basilicata riguardante il pagamento della TARI (tassa rifiuti) per l’anno 2020.

E’ quanto comunica la Confesercenti di Matera ricordando che il prossimo 1° febbraio è il termine ultimo per presentare istanza alla Regione Basilicata sull’Avviso pubblico che ha stanziato la somma di 20 milioni di euro a favore delle piccole e medie imprese e liberi professionisti per coprire l’80% della tassa rifiuti.

La misura straordinaria, fortemente voluta dalla Confesercenti, si configura come un’agevolazione per sostenere le realtà produttive e professionali della Regione Basilicata in difficoltà economica derivante dai provvedimenti restrittivi imposti dall’emergenza sanitaria COVID-19

Ulteriori informazioni potranno essere richieste presso gli uffici dell’Associazione.

Confesercenti Arezzo e Confcommercio: i direttori scrivono al presidente Ato per chiedere la riduzione delle tariffe dei rifiuti

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Le due Associazioni di categoria chiedono a Comuni e società operative di assumere un’iniziativa che favorisca la consapevolezza che la produzione di meno rifiuti possa dare luogo alla riduzione delle tariffe

I direttori di Confesercenti e Confcommercio di Arezzo, Siena e Grosseto scrivono al presidente Ato Rifiuti Toscana Sud per chiedere la riduzione delle tariffe dei rifiuti per le imprese del commercio e del turismo. Sollecitato anche un incontro con una delegazione delle associazioni per esaminare e discutere la proposta necessaria per alleggerire le aziende la cui riduzione delle attività legate alle misure di prevenzione della diffusione del Covid-19, ha comportato una netta diminuzione della produzione aziendale di rifiuti conferiti al servizio di raccolta.

La lettera indirizzata ad Alessandro Ghinelli e siglata per Confesercenti da Mario Checcaglini (Arezzo), Valter Fucecchi (Siena) e Gloria Faragli (Grosseto) e per Confcommercio da Catiuscia Fei (Arezzo), Daniele Pracchia (Siena) e Gabbriella Orlando (Grosseto) motiva la richiesta spiegando che le imprese del commercio e del turismo, a causa delle misure di prevenzione alla diffusione del coronavirus, sono state interessate da restrizioni sulle aperture. Il fatturato in questi mesi ha subito, ed è destinato a subire, rilevanti cali, in molti casi in misura superiore al 50%.

In questo contesto è chiara la netta diminuzione della produzione aziendale di rifiuti conferiti al servizio di raccolta ed è evidente che tra le aziende l’attesa è quella di un intervento dell’Ato con il quale prevedere la definizione della tariffa che grava sul servizio in maniera più favorevole, tenendo conto della minore produzione di rifiuti.
Una soluzione, ricordano le consorelle di Confesercenti e Confcommercio, tra l’altro già adottata da alcuni comuni che, durante il 2020, hanno previsto la riduzione delle tariffe.

Ad Alessandro Ghinelli quindi le associazioni di categoria chiedono nella sua qualità di Presidente della Conferenza dei Sindaci, l’autorità che sovrintende la gestione del servizio, di assumere una iniziativa che favorisca tra i soggetti che intervengono nel servizio, quindi Comuni e società operative, la consapevolezza che la produzione di meno rifiuti possa dare luogo alla riduzione delle tariffe.

Confesercenti Caserta: Nicola Ferraro nuovo Presidente provinciale Fiepet e Ivan Fiorillo neo eletto a Presidente cittadino

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Il neo Presidente Ferraro: “La mission sarà quella di creare una vera rete e far sinergia tra gli associati, cercherò di creare momenti conviviali, appuntamenti e salotti che possano permettere confronti e crescita professionale e far sviluppare il sistema Confesercenti”

Nella giornata di venerdì 15 gennaio gli operatori delle settore pubblici esercizi hanno eletto presidente provinciale della Fiepet (federazione italiana esercenti pubblici e turisti) aderente a Confesercenti Caserta , la candidatura è stata infatti avanzata dal presidente Salvatore Petrella , scelta ricaduta su di Nicola Ferraro in quanto operatore del settore con attività tra Caserta, Marcianise ed Aversa, una figura che possa rappresentare e fare da trade union con i colleghi della categoria ristoranti-bar di tutta la provincia in un momento così delicato legato alla crisi provocata dal Covid 19.

“Sono lusingato della carica affidatami all’unanimità dai colleghi ai quali cercherò di non dare delusioni. Mi preme ringraziare il Presidente a Salvatore Petrella, il Direttore Gennaro Ricciardi in particolare Ivan Fiorillo anch’egli neoeletto presidente cittadino, Giuseppe Delli Paoli, Michele della Rocca, Beniamino Fusco, Il Maestro Franco Pepe, Micheal Setaro ed altri operatori.

La mission sarà quella di creare una vera rete e far sinergia tra gli associati della categoria ristoranti e bar che molto spesso si perdono in una mentalità concorrenziale anche sleale che certo non aiuta l’intero comparto e perciò cercherò di creare momenti conviviali, appuntamenti e salotti che possano permettere confronti e crescita professionale e far crescere il sistema Confesercenti.

Il mio primo impegno sarà quello di presentare un istanza al nazionale affinché si possa essere sensibili rispetto al particolare disagio che vivono gli esercenti dei piccoli comuni specie dell’alto casertano con bassa densità abitativa che nonostante la zona gialla e quindi con chiusura limitata alle 18 non generano corrispettivi e quindi costretti a rimanere chiusi. Pertanto chiederemo di espandere l’orario di apertura , soluzione che gioverebbe tutte le attività di periferia ed anche le medie strutture che pur lavorando a pranzo non riescono a colmare i costi di gestione. Insomma consentire la somministrazione ai tavoli in zona gialla almeno fino alle 22 potrebbe essere la giusta soluzione che possa arginare le perdite in piena sicurezza ed evitando comunque gli assembramenti della movida.

Altro punto sul quale mi concentrerò volendo guardare con sguardo ottimistico il futuro è volto a fare convezioni con gl’istituti di credito al fine di abbattere le commissioni sul transato pos che potrebbe lievitare con il programma cashback già in vigore, nonostante il bonus pos 2021 che copre attraverso un credito d’imposta il 30% delle commissioni addebitate all’esercente escludendo però le imprese che superano i € 400’000 di fatturato e perciò costretti a cedere parte della marginalità già drasticamente ridotta per via della pressione fiscale. Insomma – conclude Ferraro – a quanto pare credo che c’è un gran da fare in quel che era considerato l’unico mercato capace di non risentire della grave crisi finanziaria del 2007-2008”.

La scorsa settimana, nel pieno rispetto delle normative anti Covid si è svolta la riunione degli associati di Caserta capoluogo per discutere delle problematiche attinenti il commercio in città nel settore dei pubblici esercizi e dell’abbigliamento. Alla presenza del presidente provinciale Salvatore Petrella e del direttore provinciale Gennaro Ricciardi si è discusso delle questioni attinenti la Ztl e l’occupazione suolo pubblico, ma non sono mancate riflessioni su Tari, Tarsu e altre problematiche riguardanti le varie categorie rappresentate. Gli associati nel corso della riunione hanno eletto Ivan Fiorillo nuovo presidente di Caserta città, il ristoratore casertano contribuirà a farsi portavoce delle problematiche degli associati del capoluogo collaborando attivamente con la direzione e la presidenza provinciale.

Confesercenti Lombardia supporta la Regione nella revisione dell’inquadramento della Lombardia quale “Zona Rossa”

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Il Presidente Rebecchi: “Auspichiamo vivamente che le più recenti evidenze epidemiologiche presentate dalla Regione possano effettivamente giustificare l’applicazione di misure meno gravose per le imprese lombarde”

Il Presidente di Confesercenti Lombardia – Gianni Rebecchi – ha formalizzato al Presidente della Regione – Attilio Fontana – il supporto dell’Organizzazione imprenditoriale rispetto all’impegno volto alla revisione dell’inquadramento della Lombardia quale “Zona Rossa”, con conseguente applicazione di misure ancor più gravose per le imprese lombarde.

Auspicando che l’iniziativa del Presidente Fontana possa avere successo, il Presidente Rebecchi ha in ogni caso sollecitato quest’ultimo – in caso contrario – a cercare un’intesa col Ministro della Salute al fine di prevedere un’esenzione dall’applicazione delle misure della zona rossa per specifiche parti del territorio lombardo, così come previsto dal nuovo DPCM in ragione del più contenuto rischio epidemiologico che effettivamente si registra in importanti aree della Regione e così come invocato dagli Amministratori d’importanti enti locali.

«Confesercenti Lombardia auspica vivamente che le più recenti evidenze epidemiologiche presentate dalla Regione possano effettivamente giustificare l’applicazione di misure meno gravose per le imprese lombarde e, in particolare, per le attività della somministrazione e del commercio al dettaglio», ha dichiarato Gianni Rebecchi. «Qualora ciò non accadesse, confidiamo in ogni caso che il Presidente Fontana vorrà evitare di assoggettare tutto il territorio regionale a tali misure, cercando un’intesa per tutelare le aree meno colpite dalla pandemia».

 

Passaporto vaccinale, Assoviaggi-Confesercenti: aprire corridoi turistici ‘sicuri’ in attesa di risolvere criticità

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Rebecchi: “Occorre proseguire dibattito su certificazione europea vaccinazione, fondamentale per programmare ripartenza filiera turistica” 

“In attesa che possano risolversi tutte le criticità sull’efficacia della vaccinazione nel ridurre la trasmissione del virus e che la disponibilità dei vaccini raggiunga un livello di elevata sicurezza, come sottolinea l’Oms, è fondamentale aprire corridoi turistici sicuri per far ripartire, non solo a livello europeo, l’attività di incoming e outgoing turistico”.

Ad affermalo è Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi Confesercenti, commentando il parere contrario del Comitato di emergenza dell’Organizzazione mondiale della sanità alla patente di viaggio dei vaccinati.

“Bisogna correre presto ai ripari – prosegue il presidente – la crisi sanitaria e il lockdown hanno messo in ginocchio le imprese del settore: attivare corridoi sicuri e di libera circolazione delle persone, laddove vi siano le condizioni oggettive che lo permettono e applicando tutti i protocolli di sicurezza necessari con tamponi in partenza e al ritorno dal soggiorno, è una soluzione opportuna e necessaria e che combatte, inoltre, i furbetti delle vacanze che aggirano controlli e restrizioni in vigore”.

“Nel frattempo, occorre proseguire il dibattito sul certificato europeo di vaccinazione – conclude Rebecchi – come sostengono opportunamente autorevoli rappresentanti delle istituzioni dell’Unione: è una questione che va assolutamente affrontata, a livello politico e giuridico, si tratta di una decisione necessaria per programmare la ripartenza dell’intera filiera gravemente danneggiata dalla pandemia, o sarà una debacle definitiva per l’industria turistica”.

Confesercenti Reggio Calabria, Fiepet: “Incongruenze nell’ultimo DPCM sulle norme che regolano l’asporto”

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L’Associazione: “Richiederemo un incontro urgente con il Prefetto per esporre le problematiche derivanti da queste ulteriori misure restrittive che danno origine ad una situazione di disparità inaccettabile tra imprese”

Con l’ultimo Dpcm che vieta ad alcune attività il servizio di asporto a partire dalle ore 18:00, il Governo ha superato se stesso nel riuscire ad emanare norme inutili e tecnicamente sbagliate a danno di uno dei comparti tra i più colpiti dalla crisi, quello della ristorazione.

Infatti a partire dal 16 gennaio, un imprenditore che nella visura camerale si ritrova il codice ateco 56.3 (quello dei bar per intenderci) come attività prevalente ma, ad esempio, svolge anche l’attività di pasticceria, gelateria e ristorazione, dalle 18:00 non potrà più fornire servizio d’asporto di alcun genere. Tradotto: a quell’ora dovrà chiudere.

Invece il suo collega la cui attività prevalente risulta “pasticceria e gelateria” (codice ateco 56.10.3) ma svolge anche l’attività di bar e ristorazione, potrà continuare a fornire tale servizio sino alle 22:00 vendita di alcolici compresa.

Ora, immaginate la situazione paradossale di due colleghi, posizionati nella stessa via e che hanno in pratica la medesima attività, uno dei quali è costretto a chiudere alle 18:00 mentre l’altro può continuare fino alle 22:00.

Senza parlare, poi, dell’altro codice ateco ricompreso nella norma, il 47.25, quello del commercio al dettaglio di bevande in esercizi specializzati: in pratica enoteche e bottiglierie. Due attività che, ci piacerebbe capire, quale attinenza possano mai avere con il fenomeno della “movida” che questi divieti bislacchi vorrebbero contrastare.

Riteniamo, e l’abbiamo ribadito più volte, sia assurdo e scorretto che lo Stato, per impedire gli assembramenti nella pubblica via, decida di chiudere i locali che rispettano le regole piuttosto che sanzionare chi le infrange.

Detto ciò, ci saremmo quantomeno aspettati un minimo di senso logico nella ratio dei divieti imposti dal nuovo Dpcm mentre dobbiamo, nostro malgrado, prendere atto che non solo i provvedimenti sono strategicamente errati e inefficaci rispetto lo scopo primario di contenere la pandemia ma anche tecnicamente scorretti la qual cosa crea ulteriore caos in una situazione in cui, oggi più che mai, servirebbe maggiore chiarezza.

Come Fiepet Confesercenti Reggio Calabria richiederemo un incontro urgente con il Prefetto per esporre le problematiche derivanti da queste ulteriori misure restrittive che danno origine a una situazione di disparità inaccettabile tra imprese, alcune delle quali ingiustamente e inspiegabilmente vessate rispetto ad altre, rischiando così di creare ulteriori tensioni di cui, francamente, soprattutto in questo momento avremmo fatto volentieri a meno.

Confesercenti Bari, C.A.T Imprendo Puglia: riprendono regolarmente le attività di formazione

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Chi si ferma, non si ferma. Le attività riprendono attraverso la dotazione di una piattaforma FAD o Formazione a Distanza

Chi si forma, non si ferma. Nonostante la situazione di difficoltà e di pandemia, C.A.T. Imprendo Puglia, nelle due sedi di Bari e Corato, e Confesercenti Bari, insieme ad Assoturismo e Aigo, riprendono regolarmente l’attività di formazione, attraverso la dotazione di una piattaforma FAD, in modo da dare la possibilità ai futuri imprenditori di ampliare le proprie conoscenze e implementare le proprie capacità. C.A.T. e Confesercenti Bari sono orgogliosi di essere stati i primi in Puglia ad aver adottato la modalità FAD o Formazione a Distanza.

Ecco i corsi di formazione che è possibile seguire:

  • Corso preparatorio per agenti di affari in mediazione – sezione immobiliare
  • Corso abilitante per agenti e rappresentanti di commercio
  • Corso abilitante per l’esercizio dell’attività commerciale di vendita al dettaglio, all’ingrosso e
    di somministrazione alimenti e bevande
  • Corso per operatori ricettività diffusa
  • Corso di comunicazione digitale per il turismo

Per ulteriori informazioni chiamare dal lunedì al venerdì, dalle ore 9,00 alle ore 18,00, il numero 080/8892407 oppure inviare un SMS al 351-5323967 oppure inviare una e-mail all’indirizzo corsi.cat@confesercentibari.it