Caro bollette, Confesercenti Campania: “Aumenti del 50% sull’energia, 300 milioni di costi in più per i ristoratori campani: una follia, situazione insostenibile. Il Governo intervenga subito”

Caro bollette, Confesercenti Campania: “Aumenti del 50% sull’energia, 300 milioni di costi in più per i ristoratori campani: una follia, situazione insostenibile. Il Governo intervenga subito”

Sala Stampa No Comments
caro-bollette,-confesercenti-campania:-“aumenti-del-50%-sull’energia,-300-milioni-di-costi-in-piu-per-i-ristoratori-campani:-una-follia,-situazione-insostenibile.-il-governo-intervenga-subito”

Il Presidente Schiavo: “In un periodo già di crisi economica per la contrazione di consumi dovuta alla pandemia le 31mila imprese della ristorazione della Campania devono pagare 25 milioni più IVA in più al mese per l’energia elettrica: impossibile. Fallimenti e perdite dei posti di lavoro se lo Stato non interviene”

Confesercenti Campania alza la voce sul caro-bollette e sulle devastanti conseguenze che sta avendo sulle aziende della Campania e in generale sull’economia della nostra regione.
Il centro studi di Confesercenti ha messo in luce un aumento sull’energia elettrica, per le attività di ristorazione e somministrazione, con una percentuale che oscilla tra il 45% e il 53%. «Costi in più insostenibili per le aziende – sottolinea Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania e vicepresidente nazionale con delega al Mezzogiorno -. In Campania ci sono 31.000 attività della ristorazione (bar, ristoranti, pizzerie, pasticcerie, paninoteche) che mediamente pagano una bolletta di fornitura di energia elettrica che si aggira intorno ai €1.500 al mese e il loro aumento di dicembre è stato mediamente di €750. Ciò significa che soltanto il settore della ristorazione campana ha avuto un rincaro di circa 25 milioni più IVA al mese. A questo insostenibile aumento, ovviamente, va aggiunta l’IVA del 22%, che è un regalo alla comunità europea di ulteriori 5 milioni di euro al mese. Le nostre aziende, da sole, non possono sostenere questi aumenti. Se il Governo non si deciderà ad intervenire in maniera seria e decisa, gli imprenditori campani saranno costretti ad alzare bandiera bianca».
Due esempi per eccellenza: un take away di 50 metriquadri ha subito un rincaro di oltre 330 euro nella bolletta di dicembre rispetto a quella di ottobre (da 430 euro a 770 circa), un ristorante di 240 metriquadri è passato da 2500 euro a 4700 circa.

«Nel nostro studio – aggiunge Schiavo – abbiamo considerato uffici, piccoli negozi e soprattutto attività come bar e ristoranti che hanno macchinari sempre in funzione, 24 ore su 24. Questo aumento spaventoso che grava sulle aziende della nostra regione già piegate dalla crisi conseguente alla pandemia è dovuto non soltanto all’aumento del costo del chilowattore, che sale di una percentuale del 35/40%, ma alla crescita ingiustificata e inspiegabile di moltissime voci in bolletta, quali la spesa del trasporto dell’energia, la gestione del contatore ed altre, nella misura del 10-20% circa. Non è immaginabile che in piena crisi pandemica, con pochissima gente per strada, con i ristoranti e i bar semivuoti, il settore della ristorazione campana sia costretto a pagare 300 milioni in più all’anno di energia elettrica quando il fatturato è calato del 40-50% e in alcuni casi del 70%. E’ una follia».

In attesa di risposte concrete e immediate dal Governo, le attività di Confesercenti provano a trovare soluzioni-tampone, anche se palliative.
«Alcune grandi strutture – avverte il presidente Schiavo – , come i centri commerciali, stanno valutando l’idea di aprire mezz’ora più tardi e di chiudere mezz’ora prima. Questa situazione, a cascata, si rifletterà drammaticamente anche sull’occupazione. E’ incredibile che si continuino ad appesantire i costi di gestione delle imprese. Invece di mettere gli imprenditori nelle condizioni migliori per un rilancio dell’economia, stiamo ulteriormente caricando il loro fardello. La politica ha il dovere di intervenire in modo veloce e determinato».

DATI NAZIONALI SU CONTRAZIONE CONSUMI. Aumento dei contagi a causa della variante Omicron, il diffondersi dello smart working e l’aumento dei prezzi dei beni energetici mette a rischio, nel solo primo trimestre del 2022, circa 6,4 miliardi di euro di spesa su tutto il territorio italiano, cancellando la ripresa del secondo semestre del 2021. Una inversione di tendenza preoccupante rispetto alle previsioni della precedente legge di bilancio, con effetti devastanti sull’economia del settore terziario. Tutti elementi che portano ad un nuovo lockdown di fatto: cambia la modalità dei consumi, aumenta l’incertezza e la paura di spendere. In Italia assistiamo ad una contrazione fortissima degli introiti, dovuta a vari fattori:il 51% dei consumatori evita bar e ristoranti, il 31% rinuncia ai viaggi e allo shopping per paura di assembramenti e contagi; il 48% del settore privato è in smart working e questo penalizza molto le attività di ristorazione e somministrazione, ma anche lo shopping. A questi si aggiunga il blocco di turismo ed eventi, un albergo su tre è aperto ma ha il 20% di riempimento. Un quadro drammatico, con 200mila posti di lavoro a forte rischio senza proroga cassa Covid e 25mila imprese a rischio chiusura senza ristori adeguati.

L’articolo Caro bollette, Confesercenti Campania: “Aumenti del 50% sull’energia, 300 milioni di costi in più per i ristoratori campani: una follia, situazione insostenibile. Il Governo intervenga subito” proviene da Confesercenti Nazionale.

Caro energia: Faib Confesercenti, insostenibili gli aumenti della bolletta elettrica

Sala Stampa No Comments
caro-energia:-faib-confesercenti,-insostenibili-gli-aumenti-della-bolletta-elettrica

Urge intervento del Governo per sostegni e tavolo di settore

La Giunta Nazionale della Faib ha lanciato l’allarme sulla crisi delle gestioni di fronte al “caro energia”, chiedendo un immediato intervento del Governo in grado di assicurare il contenimento dei costi che stanno gravando sulle attività di distribuzione dei carburanti, attraverso sgravi e /o ristori mirati.

La distribuzione carburanti, sottolinea la Giunta nazionale Faib, è una categoria merceologica tra le più energivore e sulla quale peseranno molto i rincari energetici, che si stima possano incidere sulle tasche dei benzinai per ulteriori 105 milioni l’anno: si passerebbe, sostanzialmente da una spesa di circa 185 milioni di euro a 290 milioni l’anno.

Nei fatti un’attività di distribuzione carburanti media con una potenza impegnata di 30 kW, con consumi di 61.500 kWh annui, è passata da una bolletta di gennaio 2021 (mercato di tutele graduali – Servizio Elettrico Nazionale) di € 1.068 ad una bolletta di dicembre 2021 (mercato di tutele graduali) di € 2.511, registrando un +135%.

Inoltre, vi è da considerare che anche l’aumento dei costi dei prodotti petroliferi, che stanno infiammando i prezzi dei carburanti, rappresentano per i benzinai un ulteriore aggravio finanziario per l’acquisto dei prodotti in esclusiva dai fornitori, che fissano i prezzi massimi di vendita, influendo sul decremento degli erogati al cui pro-litro è legata la remunerazione dei gestori. In questo senso gli erogati sono ancora abbondantemente sotto il 2019, sebbene si registri un recupero rispetto al 2020.

Si tratta, sottolinea la Giunta nazionale Faib, di un vero e proprio “tsunami” che si sta abbattendo sulla categoria dopo anni di crisi pandemica e lunghe e difficoltose trattative con le aziende fornitrici, nel tentativo, riuscito in pochi casi, di rimettere in ordine i conti, sottoscrivendo i rinnovi contrattuali. Un lavoro che ora rischia di andare in fumo, ricacciando la categoria dei gestori, quasi 100 mila addetti, in stato di profonda crisi e di pre-fallimento.

Urge, è questo l’appello della Giunta Faib, un doppio intervento del Governo: uno a sostegno delle imprese in difficoltà e l’altro per la riapertura del tavolo di settore che affronti concretamente le prospettive di una ristrutturazione in grado di agganciare la transizione energetica e digitale del settore, al servizio della mobilità del Paese.

L’articolo Caro energia: Faib Confesercenti, insostenibili gli aumenti della bolletta elettrica proviene da Confesercenti Nazionale.

Confesercenti Trentino: i saldi non rilanciano i consumi, commercio al dettaglio in sofferenza

Sala Stampa No Comments
confesercenti-trentino:-i-saldi-non-rilanciano-i-consumi,-commercio-al-dettaglio-in-sofferenza

Ivan Baratella (Commercianti del Trentino): “Il nuovo DPCM in vigore dal 1° febbraio 2022 frenerà ulteriormente gli accessi nei negozi. Tra letture del green pass, paura dei contagi, inflazione e rincari, i saldi non stanno aiutando i commercianti. Acquistate nei negozi di prossimità”

È ancora crisi per il commercio al dettaglio che resta in sofferenza. I saldi e la fine della pandemia dovevano rappresentare una ripartenza e una boccata d’ossigeno ma a tre settimane dall’inizio vendite scontate il bilancio è misero.

Colpa di Omicron, ma non solo. L’inflazione al +2,4%, dopo 10 anni, ha ricominciato a correre a ciò si aggiungono i rincari di luce e gas.

Con i saldi invernali i commercianti non riusciranno a recuperare i mancati incassi di un periodo nero che va avanti da due anni – commenta Ivan Baratella, presidente dei Commercianti del Trentino di Confesercenti – questo nonostante un forte sforzo promozionale. A soffrire sono soprattutto abbigliamento, calzature, accessori. Registriamo un dimezzamento delle presenze e fatturati in calo sia nei negozi dei centri storici che nei centri commerciali”.

Baratella lancia l’allarme anche sul nuovo DPCM che entrerà in vigore dal 1° febbraio 2022. “Le disposizioni freneranno ulteriormente gli accessi nel settore del commercio al dettaglio. Siamo in una situazione di grande confusione e incomprensione dei vari regolamenti in vigore, ogni giorno ci contattano clienti per sapere se possono recarsi presso le diverse attività. Per l’ennesima volta le imprese si trovano a dover gestire una ulteriore incombenza, ovvero la lettura del green pass. E se pensiamo ad attività come edicole, tabacchini, dove l’acquisto è molto veloce, si perde più tempo a leggere il qr code che a fare gli acquisti”.

A tirare, con trend in crescita, resta l’e-commerce con incrementi anche del 70%. “È chiaro che è in corso una trasformazione digitale e che le aziende dovranno lanciarsi anche sul mercato on line. – prosegue Baratella – Bisogna però essere coscienti che, come in ogni altro settore, non ci si può improvvisare e per competere con i big dell’e-commerce, serve preparazione. Credo che off line e on line possano tranquillamente convivere e l’invito è quello di mantenere gli acquisti anche presso i negozi fisici del nostro territorio”.

L’articolo Confesercenti Trentino: i saldi non rilanciano i consumi, commercio al dettaglio in sofferenza proviene da Confesercenti Nazionale.

Green pass: Sil Confesercenti, librerie siano esentate

Sala Stampa No Comments
green-pass:-sil-confesercenti,-librerie-siano-esentate

Se si prosegue su linea introduzione vengano rimossi gli ingressi contingentati

“L’introduzione delle librerie tra le attività in cui si entra con green pass base sarebbe per noi un ulteriore onere e potrebbe diventare un deterrente all’acquisto fisico e avvantaggiare ancora più le grandi piattaforme on line. Temiamo che sarà un ulteriore stop ad una ripresa a singhiozzo che ha costretto molti di noi alla chiusura”.

Cristina Giussani, presidente del Sindacato italiano librai Confesercenti lancia un appello al Governo in tutela delle librerie e cartolibrerie del paese, sempre più provate dall’assenza di clienti, molti scoraggiati dalla paura dei contagi, dall’assenza di turisti nelle città d’arte e dalla sempre più imperversante concorrenza dell’on line. “Molti nostri associati gestiscono la libreria da soli o con un’altra persona al massimo e dover aggiungere l’attività di controllo non semplifica il lavoro – sottolinea Giussani. La proposta del Mise che esentava le librerie da questo obbligo andava nella giusta direzione. Meglio sarebbe se i controlli fossero fatti a campione. Nessuno di noi vuole un nuovo lockdown ed ognuno di noi è disposto a fare tutto il possibile per tornare in una situazione di normalità ed uscire da questa crisi, che ora è anche economica, però chiedere un nuovo sforzo alle librerie ci sembra davvero eccessivo. Nel caso si proseguisse con l’introduzione del certificato verde per gli acquisti in libreria chiediamo venga tolto il numero minimo di presenze nei negozi. Nessuno di noi mai permetterebbe un affollamento all’interno del proprio esercizio: siamo sempre stati, e sempre saremo, responsabili e sostenitori della salute prima di tutto”.

“Noi siamo contrari alla misura, ma se dovremo controllare – conclude Giussani – quanto meno chiediamo di essere esonerati da un eventuale provvedimento sanzionatorio per assenza di possesso del green pass di un cliente. Non possiamo svolgere un compito di agenti di pubblica sicurezza e quindi eventuali responsabilità non possono ricadere sull’esercente”.

 

L’articolo Green pass: Sil Confesercenti, librerie siano esentate proviene da Confesercenti Nazionale.

Omicron e aumento dei costi energetici. Fiepet Confesercenti Modena lancia l’allarme: ”A rischio i consumi nei pubblici esercizi. Servono nuovi ristori”

Sala Stampa No Comments
omicron-e-aumento-dei-costi-energetici-fiepet-confesercenti-modena-lancia-l’allarme:-”a-rischio-i-consumi-nei-pubblici-esercizi.-servono-nuovi-ristori”

La Presidente Fornari: “Le piccole e medie imprese della ristorazione e del turismo sono tornate drammaticamente in sofferenza, richiediamo l’intervento del Governo”

Il nuovo rallentamento innescato dalla quarta ondata e dall’aumento dei prezzi dei beni energetici potrebbe mettere a rischio, nel solo primo trimestre del 2022, circa 6,4 miliardi di euro di spesa a livello nazionale: una stangata che, secondo l’Ufficio Studi Nazionale di Confesercenti, riprecipiterebbe i consumi ai livelli del secondo trimestre dello scorso anno, cancellando di fatto tutta la ripresa maturata nella seconda parte del 2021 e spostando dalla fine del 2023 all’inizio del 2024 il recupero dei livelli pre-pandemici.

“A mettere a rischio i consumi, soprattutto nei pubblici esercizi, bar, pub e ristoranti – dichiara Catia Fornari, Presidente Fiepet Confesercenti Modena – è in primo luogo l’aumento dello smartworking, che aggiunto alla brusca frenata del turismo, sta portando ad un crollo degli incassi per la mancanza dei viaggiatori e per i mancati consumi dei lavoratori nei pubblici esercizi. Un colpo che potrebbe mettere a rischio centinaia di imprese nella somministrazione della nostra provincia”.
Ma l’effetto della quarta ondata si sente anche direttamente a causa dell’incremento dei malati, delle quarantene e delle persone in isolamento. Un ‘lockdown selettivo’ che riguarda attualmente 2,5 milioni di persone a livello nazionale, che crescono alla velocità di 100.000 al giorno.

“Questo dato – continua Fornari – provoca anche un forte impatto sull’organizzazione delle imprese: molte, soprattutto tra quelle meno strutturate, sono costretti a rimanere chiuse o ad orario ridotto per assenza di personale. Per questo accogliamo con molto favore le misure messe in campo dalla Regione Emilia Romagna per velocizzare le procedure di uscita dall’isolamento e dalla quarantena”.

Il rallentamento innescato da questa nuova ondata pandemica sta modificando la traiettoria della ripresa, mettendo a rischio il recupero faticosamente conquistato negli ultimi sei mesi dello scorso anno. Le piccole e medie imprese della ristorazione e del turismo sono tornate drammaticamente in sofferenza. “È una nuova emergenza – conclude Catia Fornari – che richiede un intervento del Governo, a partire dal rinnovo delle moratorie sul credito e dal rinnovo degli ammortizzatori Covid per i dipendenti delle attività colpite, fino ad arrivare a strutturare nuove forme di ristori per le imprese più colpite”.

L’articolo Omicron e aumento dei costi energetici. Fiepet Confesercenti Modena lancia l’allarme: ”A rischio i consumi nei pubblici esercizi. Servono nuovi ristori” proviene da Confesercenti Nazionale.

Confesercenti E.R.: occorre ampliare l’elenco delle attività escluse dall’obbligo del green pass dal primo febbraio

Sala Stampa No Comments
confesercenti-er.:-occorre-ampliare-l’elenco-delle-attivita-escluse-dall’obbligo-del-green-pass-dal-primo-febbraio

Il Presidente Domenichini: “l’elenco delle esenzioni è carente e dovrebbe ricomprendere altre attività come i negozi di abbigliamento e calzature e le tabaccherie, aperte anche nel primo lockdown”

Da oggi, 20 gennaio, è scattato l’obbligo di green pass per andare dal barbiere, dal parrucchiere o dall’estetista e a breve uscirà il Decreto che fisserà le deroghe per i servizi e negozi in cui il certificato verde sarà richiesto dall’1 febbraio.

La lista degli esercizi dove si potrà entrare senza Green pass base comprenderà alimentari, supermercati, ipermercati, farmacie, parafarmacie, benzinai, negozi di carburante per il riscaldamento, articoli per animali, ottici, mercati all’aperto, ambulanti e chioschi di edicole, tutte attività considerate giustamente di prima necessità.

Secondo Confesercenti Emilia Romagna, l’elenco delle esenzioni è carente e dovrebbe ricomprendere altre attività come i negozi di abbigliamento e calzature e le tabaccherie, aperte anche nel primo lockdown.
“Sono attività – afferma Dario Domenichini, Presidente di Confesercenti Emilia Romagna – all’interno delle quali la permanenza non si prolunga per periodi di tempo eccessivi e dove la mascherina non viene mai abbassata. A questo si aggiungono igienizzazione delle mani, distanziamento e contingentamento delle entrate. Misure che garantiscono la sicurezza delle persone, per cui l’obbligo del green pass appare francamente eccessivo.”

A questi elementi si aggiunge, poi una situazione complicata per il settore moda: “I saldi – continua Domenichini – dopo una discreta partenza si sono praticamente fermati e molti clienti rimandano il momento dell’acquisto, non entrano nei negozi, o si rivolgono all’online. Nei piccoli esercizi commerciali non c’è certamente assembramento, gli acquirenti sono sempre meno e non si avverte proprio la necessità di questo ulteriore onere.”

L’obbligo del green pass si affianca, infatti, anche all’onere del controllo che grava sulle imprese.
“Il risultato – conclude Domenichini – sarà quello di creare ulteriori difficoltà ai commercianti che da due anni lottano per restare in piedi e che vengono gravati di continui oneri. Occorrerebbero, invece, sostegni e incentivi per favorire la sopravvivenza e la ripresa delle attività e iniziative per contrastare il caro energia, il rinnovo delle moratorie sul credito e interventi per calmierare gli affitti.”

L’articolo Confesercenti E.R.: occorre ampliare l’elenco delle attività escluse dall’obbligo del green pass dal primo febbraio proviene da Confesercenti Nazionale.

Confesercenti Tigullio: Francesco Andreoli nuovo coordinatore di Assoturismo Tigullio

Sala Stampa No Comments
confesercenti-tigullio:-francesco-andreoli-nuovo-coordinatore-di-assoturismo-tigullio

Il neo Coordinatore Andreoli: “Il comparto turistico rappresenta per il Tigullio un settore trainante, ma tanti sono ancora i margini di crescita”

Francesco Andreoli, 50 anni ad aprile, direttore dell’Hotel Miramare di Sestri Levante e presidente di Liguria Together, è il nuovo coordinatore Assoturismo di Confesercenti Tigullio. La nomina è stata ufficializzata mercoledì 19 gennaio dal presidente provinciale di Confesercenti, Massimiliano Spigno. Assoturismo è il coordinamento nazionale di Confesercenti che riunisce tutte le categorie del settore turistico quali hotel, balneari, bar e ristoranti, agenzie viaggi e tour operator, guide e accompagnatori turistici.

«Per una regione come la Liguria, e per il Tigullio in particolare, le imprese del settore turistico hanno un peso fondamentale e riteniamo una scelta vincente quella di portare avanti le politiche di promozione e sviluppo, e la ricerca di soluzioni ai problemi comuni, in maniera congiunta e trasversale alle diverse realtà imprenditoriali e territoriali – ha commentato il presidente Spigno -. Individuando per la prima volta un coordinatore d’area di Assoturismo la struttura di Confesercenti Tigullio, guidata da Enrico Castagnone, si arricchisce così di nuove competenze, relazioni e progetti importanti per la crescita stessa dell’associazione».

«Sono onorato della splendida opportunità che mi viene concessa e ringrazio Confesercenti per la fiducia – le prime parole di Andreoli da coordinatore di Assoturismo -. Il comparto turistico rappresenta per il Tigullio un settore trainante, ma tanti sono ancora i margini di crescita, a cominciare dalla destagionalizzazione dell’offerta, possibile solo attraverso una politica mirata di aiuti economici e contributivi alle aziende che desiderino rimanere aperte per tutto l’anno e non solo in estate».

«In merito alle aspettative del turismo nel 2022 – prosegue Andreoli – abbiamo buone prospettive da aprile in avanti, sulla falsariga del 2021. In primavera lavoreremo molto sul last minute mentre nei mesi estivi ci aspettiamo il consueto pienone, confidando anche nel ritorno di qualche turista americano, per quanto la gran parte delle presenze arriveranno ancora una volta dall’Europa e dal mercato interno. Molto probabilmente, invece, per il ritorno di visitatori australiani e orientali in genere dovremo attendere almeno fino al 2023».

L’articolo Confesercenti Tigullio: Francesco Andreoli nuovo coordinatore di Assoturismo Tigullio proviene da Confesercenti Nazionale.

Fismo Confesercenti Modena, controllo del Green Pass in capo ai negozianti: “Onere davvero eccessivo”

Sala Stampa No Comments
fismo-confesercenti-modena,-controllo-del-green-pass-in-capo-ai-negozianti:-“onere-davvero-eccessivo”

La Presidente Simoni: “Crea malumore e preoccupazione tra gli esercenti l’ennesimo gravoso impegno che il Governo richiede alla categoria, si richiede un ripensamento da parte del Governo, in sede di conversione del Decreto”

Crea malumore e preoccupazione tra gli esercenti l’ennesimo gravoso impegno che il Governo richiede alla categoria: il controllo del Green Pass, che sta entrando in vigore per il settore dei servizi alla persona (estetiste e acconciatori) e, dal primo febbraio, per la gran parte delle attività commerciali

“Aggiungere questo onere – afferma Confesercenti Modena – in capo ai negozianti, già provati da due anni di restrizioni e calo delle vendite e alle prese con una lievitazione dei costi senza precedenti, significa penalizzare ulteriormente settori che, al contrario, andrebbero fortemente sostenuti. Non si contesta l’estensione dell’obbligo del Green Pass, se viene valutato necessario al contenimento pandemico e a scongiurare provvedimenti di chiusura, ma i controlli: questi dovrebbero essere in capo alle autorità preposte”.

“In molti negozi – commenta Roberta Simoni, Presidente Fismo Confesercenti Modena – ci si vedrà costretti a destinare un addetto dedicato alle verifiche di chi entra, anche solo per dare un’occhiata ai prodotti in vendita, appesantendo la gestione e rischiando di scoraggiare i clienti all’acquisto, soprattutto in questa fase di saldi che, dopo una buona partenza, vedono uno stallo. Una decisione che rischia di avvantaggiare ulteriormente le vendite on line, nonostante le misure di sicurezza (mascherine, gel disinfettante, distanziamento, contingentamento ingressi in base alle dimensioni di vendita, cartelli informativi) che garantiscono acquisti sicuri nei nostri negozi. Chiedere di verificare il Green Pass e, in taluni casi, di dover gestire un allontanamento o una polemica – magari aspra- con potenziali clienti è un onere davvero eccessivo” – chiosa Simoni.

Questa disposizione va inoltre a ricadere in un periodo dove le attività commerciali sono alle prese con le difficoltà organizzative del personale, tra quarantene, positività e attese dei tamponi. Senza considerare che la distinzione tra esercizi considerati essenziali (esonerati quindi da questo obbligo) ed altri no, può essere letta dai consumatori come un distinguo fra negozi più o meno sicuri, creando una discriminazione fra esercenti del tutto immotivata. “I nostri imprenditori hanno sempre operato nel rispetto delle norme con grande senso di responsabilità e non mancheranno di seguire le disposizioni, ma si richiede un ripensamento da parte del Governo, in sede di conversione del Decreto, per far sì che l’onere delle verifiche non ricada sugli esercenti”- conclude l’Associazione.

L’articolo Fismo Confesercenti Modena, controllo del Green Pass in capo ai negozianti: “Onere davvero eccessivo” proviene da Confesercenti Nazionale.

Incontro con il Questore Sartori, Confesercenti Veneto Centrale pone l’attenzione su sicurezza e legalità

Sala Stampa No Comments
incontro-con-il-questore-sartori,-confesercenti-veneto-centrale-pone-l’attenzione-su-sicurezza-e-legalita

La sicurezza e il rischio legato alle infiltrazioni malavitose nelle imprese sono alcuni dei temi trattati durante l’incontro

Si è svolto oggi un cordiale incontro con il nuovo Questore di Vicenza, Paolo Sartori, che abbiamo avuto il piacere di incontrare presso la nostra sede. Presenti all’incontro il Presidente provinciale Flavio Convento, il Presidente della Confesercenti Centro Storico Martino Roviaro ed il referente per la mobilità Stefano Soprana. Hanno preso parte all’incontro anche alcuni funzionari dell’associazione: Eugenio Varotto, responsabile di sede, Alessandra Trivellato, responsabile Sviluppo e Annamaria Cordova, funzionario territoriale.

Il Questore, persona dal curriculum di grande spessore con cui la nostra associazione aveva già avuto modo di collaborare a Mantova, in particolare nella lotta contro la vendita di alcolici ai minori, ha mostrato piena disponibilità all’ascolto e alla collaborazione. Tra i temi affrontati in materia di sicurezza, particolare attenzione alla situazione di Contrà Pescheria Vecchia. Crediamo che chiudere il centro storico alle 20 non sia una soluzione efficace: al contrario, si rischia di lasciare campo libero alla microcriminalità. Vorremmo invece una città aperta e viva, dove i cittadini abbiamo il piacere di passeggiare e passare il proprio tempo anche nelle ore serali.

Sempre relativamente al tema della sicurezza, Stefano Soprana ha voluto sottolineare anche il problema dei parcheggi, in particolare Verdi e Fogazzaro. Il primo, interrato, è per sua stessa conformazione un luogo meno controllato e controllabile, mentre nel secondo si sta creando un problema di sicurezza per la presenza di mendicanti.

Il presidente Convento ha fatto un passaggio sul rischio legato alle infiltrazioni malavitose che in questo periodo economico difficile può insidiarsi nelle imprese. Infine, sempre Convento in qualità di vice presidente anche della Faib Confesercenti Nazionale (Federazione Autonoma Italiana Benzinai) ha portato la preoccupazione rispetto all’illegalità nel settore carburanti.

L’articolo Incontro con il Questore Sartori, Confesercenti Veneto Centrale pone l’attenzione su sicurezza e legalità proviene da Confesercenti Nazionale.

Confesercenti Sicilia, bilancio e fondi per le impese: “La Giunta faccia chiarezza sulle accuse che arrivano dal Consiglio Comunale”

Sala Stampa No Comments
confesercenti-sicilia,-bilancio-e-fondi-per-le-impese:-“la-giunta-faccia-chiarezza-sulle-accuse-che-arrivano-dal-consiglio-comunale”

La Presidente Costa: “Siamo stanchi e in sofferenza e il dubbio che risorse cosi ingenti possano essere state immobilizzate senza produrre benefici per nessuno, ci amareggia profondamente”

“La Giunta faccia chiarezza sulle accuse che arrivano dal Consiglio Comunale”. Lo chiede in una nota Francesca Costa dopo la notizia che 86 milioni di euro destinati ai commercianti per affrontare la crisi determinata dal Covid, sarebbero stati utilizzati per coprire i buchi di bilancio senza riuscire, nonostante questo, a chiudere il bilancio. “Omicron con la nuova ondata di contagi, l’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime, i consumi che stentano a riprendere sono tutte mazzate per le imprese chiamate a rientrare su misure come il Decreto liquidità del Governo nazionale per cui a breve scatteranno le rate di restituzione.

Siamo stanchi e in sofferenza – dice Costa – e il dubbio che risorse cosi ingenti possano essere state immobilizzate senza produrre benefici per nessuno, ci amareggia profondamente. Per questo chiediamo chiarezza e chiediamo che, nell’eventualità queste accuse si rivelassero fondate, si ponga rimedio al danno prevedendo misure di sostegno e/o di compensazione per le imprese sul fronte della tassazione locale”.

L’articolo Confesercenti Sicilia, bilancio e fondi per le impese: “La Giunta faccia chiarezza sulle accuse che arrivano dal Consiglio Comunale” proviene da Confesercenti Nazionale.

Confesercenti Provinciale di Enna
Via Siracusa 13/Bis - 94100 Enna
Tel. 0935.24118
Fax 0935.633230
Cell. 335.7908427