Nomina Confesercenti Salerno nel Comitato dell’Imprenditoria Femminile della C.C.I.A.A.

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La Confesercenti provinciale di Salerno esprime compiacimento per la nomina della propria delegata della Confesercenti del Vallo di Diano, dott.ssa Maria Antonietta Aquino, nella commissione CIF della camera di commercio di Salerno

Siamo certi, dichiarano rispettivamente il Presidente ed il direttore della Confesercenti, Raffaele Esposito e Pasquale Giglio, che la dottoressa Aquino porterà nella commissione provinciale dell’imprenditoria femminile della C.C.I.A.A di Salerno, adesso che ve ne è maggiore bisogno visto l’aggravarsi della crisi, efficienza, professionalità e soprattutto concrete iniziative camerali per valorizzare e sviluppare ancora con maggiore vigore l’ imprenditoria femminile in provincia di Salerno.

Contributi a fondo perduto del Decreto Sostegni: disponibile il codice tributo per credito di imposta

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Per consentire l’utilizzo in compensazione è istituito il codice tributo “6941

Pronto il codice tributo per utilizzare in compensazione, tramite modello F24, il contributo a fondo perduto introdotto dal Decreto Sostegni a favore delle imprese e delle partite Iva colpite dalle conseguenze economiche dell’emergenza epidemiologica “Covid-19”.

Con la risoluzione n. 24/E l’Agenzia ha istituito i codici tributo per permettere la restituzione del contributo ricevuto tramite bonifico oppure utilizzato in compensazione, nel caso in cui questo sia risultato in tutto o parzialmente non spettante.

I codici tributo istituiti – Per consentire l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del contributo a fondo perduto, nei casi in cui il contribuente abbia scelto tale modalità di fruizione, è istituito il codice tributo “6941” (“Contributo a fondo perduto Decreto Sostegni – credito d’imposta da utilizzare in compensazione – art. 1 DL n. 41 del 2021”). La risoluzione n. 24/E istituisce anche tre codici tributo per consentire la restituzione spontanea del contributo a fondo perduto non spettante, erogato mediante accredito su conto corrente o utilizzato in compensazione, nonché il versamento dei relativi interessi e sanzioni, tramite il modello “F24 Versamenti con elementi identificativi” (F24 ELIDE).

Come verificare l’effettivo riconoscimento del credito – C’è tempo fino al 28 maggio 2021 per richiedere online il bonus a fondo perduto previsto dal Dl n. 41/2021 (Decreto Sostegni). Una volta presentata la domanda, in caso di esito positivo successivo alle ordinarie verifiche, il sistema dell’Agenzia delle Entrate comunicherà l’avvenuto mandato di pagamento del contributo o il riconoscimento come credito d’imposta (nel caso di tale scelta). La consultazione dell’esito potrà essere fatta nell’apposita area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” – sezione “Contributo a fondo perduto – Consultazione esito”, accessibile al soggetto richiedente o al suo intermediario delegato.

La risoluzione

Zona rossa e chiusure, crescono le preoccupazioni delle aziende. Confesercenti Palermo ricevuta dal Prefetto: “Avviare Tavolo di Concertazione per piano riaperture in sicurezza”

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La Presidente Costa: “Tra le imprese l’esasperazione è altissima e la nuova zona rossa in tutta la provincia ha accresciuto paura e rabbia. Dobbiamo riuscire a fare in modo che le imprese sane possano ripartire restando sane”

Una delegazione di Confesercenti Palermo formata dalla Presidente Francesca Costa, dal vicepresidente Massimo Mangano, dal direttore Michele Sorbera, dal responsabile area Immagine e Benessere Nunzio Reina e da Marco Mineo, presidente di Assohotel è stata ricevuta questo pomeriggio dal prefetto Giuseppe Forlani per rappresentare preoccupazioni e proposte del mondo imprenditoriale.

“Tra le imprese – ha detto Francesca Costa – l’esasperazione è altissima e

la nuova zona rossa in tutta la provincia ha accresciuto paura e rabbia. Nessuno avrebbe immaginato un anno fa che la pandemia sarebbe durata tanto tempo ed oggi non si vede ancora una data certa per la ripartenza. Quello che chiediamo è di potere lavorare con protocolli di sicurezza che ci permettano di convivere con la pandemia. Dobbiamo riuscire a fare in modo che le imprese sane possano ripartire restando sane”.
A sua eccellenza il prefetto sono stati prospettati alcuni temi tra cui l’esigenza di un tavolo di concertazione tra Istituzioni e parti sociali proprio per trovare strade comuni per un’uscita veloce dalla crisi. “Da una parte la confusione sui dati ha creato sfiducia nelle istituzioni – ha aggiunto Michele Sorbera – dall’altra anche le misure che vengono proposte a livello locale spesso non fanno i conti con la realtà: non si può chiedere oggi alle imprese di essere in regola con Durc o con le imposte sul suolo pubblico, perché la maggior parte di loro sono senza alcuna liquidità. Nelle scorse ore abbiamo fatto appello con un comunicato stampa anche alle altre associazioni di categoria e ai sindacati per fare fronte comune con un pacchetto di proposte condivise e venerdì avremo un incontro con Anci Sicilia”.

Il prefetto ha confermato la necessità di contenere la circolazione del virus che nelle ultime settimane si è manifestato particolarmente aggressivo, anche con un aumento della pressione sui reparti ospedalieri. Ha assicurato che riferirà al governo nazionale sullo stato di difficoltà delle aziende e sulla proposta di nuovi protocolli di sicurezza per la ripartenza e che dialogherà, anche con le altre istituzioni, per migliorare la risposta dello Stato nel suo complesso nei confronti delle realtà produttive. L’orizzonte, ha detto Forlani, è sostenere il potenziamento della campagna vaccinale e proseguire nell’azione di controllo del territorio sul rispetto delle misure di contenimento e contro i fenomeni dell’abusivismo commerciale che danneggia le imprese la cui attività è stata sospesa.

Il tema delle riaperture è al centro in queste settimane di iniziative e incontri che Confesercenti sta portando avanti a tutti i livelli istituzionali e di una campagna nazionale – “Portiamo le imprese fuori dalla crisi”- con una petizione online su www.confesercenti.it.

Sempre ieri, davanti a Palazzo d’Orleans centinaia di parrucchieri ed estetisti aderenti all’area Immagine e Benessere di Confesercenti Palermo hanno manifestato per chiedere un “piano di riapertura in sicurezza e certezza sui dati dei contagi”.

Una delegazione formata dal responsabile regionale dell’area Nunzio Reina, dal presidente provinciale Tony Oneto e dal vice presidente Cosimo Campagna è stata ricevuta dal capo di gabinetto vicario della Presidenza della Regione, Eugenio Ceglia.

“Abbiamo spiegato le nostre motivazioni: anche per noi la sicurezza viene prima di tutto ed è per questo che abbiamo adeguato le nostre strutture e rivoluzionato il nostro modo di lavorare, operando solo su appuntamento e sanificando tutto dopo ogni cliente. Chiudendo le attività su strada, paradossalmente i rischi aumentano perché la gente si rivolge agli abusivi che operano senza alcuna misura di sicurezza, passando di casa in casa”, dice Oneto.

Due i punti del confronto: “la verifica dei numeri effettivi del contagio su cui a Palermo è mancata certezza e chiarezza”, il “riconoscimento di servizio pubblico essenziale così come accadeva con i precedenti decreti”.

“Lavorare in sicurezza e tempestività nelle riaperture, chiediamo solo questo – dice Reina – Nell’incontro alla Presidenza della Regione, abbiamo avuto rassicurazioni sul fatto che entrambi i temi saranno portati all’attenzione della Conferenza Stato Regioni che si terrà tra qualche giorno”.

“Sono vicino e condivido appieno la protesta dei colleghi della Sicilia” , dice il Presidente Nazionale Sebastiano Liso. “Molte attività se non potranno riaprire chiuderanno per sempre. E’ necessario un piano di riapertura e la certezza del lavoro. Solo così si può tutelare il nostro settore, fortemente provato dalla pandemia, dal contingentamento della clientela, dai costi dei materiali monouso. Le nostre strutture sono sicure, abbiamo investito tanto in questo. Ricordiamo che – conclude Liso – in questo modo si agevolano gli abusivi e loro possono davvero essere un pericolo per la tutela della salute dei clienti”.

In mattinata la stessa delegazione è stata ricevuta anche dal presidente dell’Ars, Gianfranco Micciché che mercoledì analizzerà i numeri dell’emergenza sanitaria insieme alla Commissione Sanità dell’Ars.






Ce.s.co.t. Liguria: corso obbligatorio di aggiornamento per assistenti alla poltrona

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Aperte le iscrizioni al corso online per Assistente di Studio Odontoiatrico

In base alla deliberazione n.228 del 19/07/2019 dell’A.li.sa. (Azienda Ligure Sanitaria della Regione Liguria), per il nuovo profilo ASO, Assistente di Studio Odontoiatrico, ufficialmente riconosciuto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Minisitri del 9 febbraio 2018, è previsto lo svolgimento di un corso obbligatorio di aggiornamento annuale della durata di 10 ore.
Il Ce.s.co.t. di Imperia ogni anno organizza questo corso.

Quest’anno le lezioni si terranno interamente online, visto il perdurare della situazione legata al virus covid-19.
Alla fine del corso sarà rilasciato un attestato di partecipazione a tutti coloro che avranno frequentato il monte ore previsto, che permette di adempiere all’obbligo normativo.

Ce.s.co.t. invita gli interessati a prenotarsi sollecitamente presso gli uffici del settore formazione di via Bonfante 29 ad Imperia, chiamandoci allo 0183/720040 (interno 4) oppure al 335/5994976 o inviando una mail a cescotimperia1@gmail.com.

Le mani della mafia su benzine e gasoli, Assorem: è il fallimento delle politiche fiscali e normative degli ultimi anni

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Occorrono controlli centralizzati e selettivi

Il quadro che emerge dalla conferenza stampa congiunta delle procure di Roma, Napoli, Catanzaro e Reggio Calabria sugli intrecci tra mafia e prodotti petroliferi è inquietante.

Per Assorem Confesercenti, Associazione reti energetiche per la mobilità, l’inchiesta delle procure certifica un vero e proprio salto criminale a quella che fino ad oggi per gli addetti ai lavori era stato solo una questione di illegalità diffusa. I magistrati hanno svelato- stando alle notizie apparse sulla stampa- che oggi siamo di fronte ad un vero e proprio apparato criminale articolato tra clan camorristici/ndranghetisti, rete distributiva, sistemi logistici anche raffinati, intermediazione professionale, collegamenti internazionali.

Non solo dunque piccoli proprietari di impianti che si arrangiavano per competere nel mercato, rifornendosi più o meno consapevolmente in evasione Iva e forse accise, ma importatori di prodotti pronti all’immissione sul mercato, titolari della filiera della logistica, passando per lo stoccaggio e i depositi, con un insieme di competenze che denota l’integrazione della filiera mafiosa nel settore dei carburanti tanto diffusa quanto radicata da far immaginare non solo un legame di acquisto vendita costante di prodotti di ma di integrazione funzionale della rete finalizzata alla sistematica infiltrazione nella rete. I provvedimenti cautelari per associazione di tipo mafioso, riciclaggio e frode fiscale sui prodotti petroliferi conferma il quadro devastante che esce dalle indagini tuttora in corso.

È un dato che la curva dell’illegalità sia cresciuta di pari passo con il diffondersi di depositi e reti, sino a toccare 240 marchi. L’auspicio è che le indagini vadano avanti ed evitino che la criminalità possa intercettare i finanziamenti del recovery fund, per la conversione elettrica dei punti vendita, essendo anche gli unici a potersi permettere investimenti milionari.

Da tempo – conclude Assorem Confesercenti – reclamiamo interventi mirati della politica sul punto. Occorrono controlli centralizzati e selettivi con la creazione di un pool investigativo specializzato nelle frodi carburanti. Il vero punto di criticità sono frontiere, depositi punti vendita sospetti.

Confesercenti Liguria, Anva: al via le domande per il contributo regionale agli ambulanti

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Il Presidente Rossi: “Misura importante, ringraziamo la Regione anche per l’allargamento della platea dei beneficiari”

Aprirà giovedì 15 aprile il bando della Regione Liguria che, nell’ambito delle misure di sostegno messe in campo per l’emergenza Covid-19, prevede un contributo di mille euro per ciascuna delle imprese del commercio su aree pubbliche.

«È un sostegno molto atteso dalla categoria – dice Giulio Rossi, presidente regionale Anva Confesercenti –, sia per i fieristi, che in molti casi non lavorano da un anno, sia per gli operatori dei mercati che, nel 2020, hanno perso mediamente oltre trenta settimane di lavoro».

«Ringraziamo l’assessore Benveduti, gli uffici della Regione e Filse per il lavoro di semplificazione delle modalità di presentazione della domanda e per avere accolto, in corso d’opera, la richiesta presentata da Anva di allargare la platea dei beneficiari, introducendo requisiti diversi da quelli inizialmente previsti, che consentiranno equamente l’accesso a molti più operatori».

Il Direttore Checcaglini lascia la guida di Confesercenti Arezzo

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Il Direttore Checcaglini: “Sono dispiaciuto che l’annuncio del mio addio coincida con l’emergenza ancora in corso, lascio comunque l’associazione in buone mani. Il personale è competente e motivato e continuerà a rimanere a fianco delle imprese come ha sempre fatto e persino trovando nuovi stimoli”

Mario Checcaglini conclude la sua esperienza professionale di direttore di Confesercenti Arezzo. In occasione della prossima assemblea elettiva, quindi alla fine di questo mese, il direttore Checcaglini, lascerà l’incarico rassegnando le dimissioni e concludendo un percorso professionale lungo 35 anni.
Entrato in Confesercenti nel 1986, Checcaglini, ne ha preso le redini a partire dal 1991 rimanendo alla guida per trent’anni. Adesso, ha maturato la decisione di uscire dall’organico dell’associazione di categoria. Nelle prossime settimane sarà convocata l’assemblea elettiva per rinnovare gli organismi e in quell’occasione ci sarà il cambio al vertice dell’associazione di categoria di via Fiorentina.
Il direttore Mario Checcaglini ha deciso di ritirarsi a vita privata prima della scadenza naturale che sarebbe stata fra un anno. “Esco prima di andare in pensione” annuncia il direttore Mario Checcaglini. Una scelta responsabile e ponderata.

“Avrei preferito” commenta il direttore Mario Checcaglini “andarmene in un momento in cui avevamo la certezza di aver superato completamente il periodo di restrizioni per le imprese dovute alla pandemia. Non ci siamo ancora, ma oramai i più ci dicono che alla fine del mese ci sarà la svolta e le imprese di tutti i settori torneranno finalmente a riaprire e le persone, seppur con prudenza, potranno tornare a frequentare commercio e ristorazione. Tutti noi abbiamo un forte bisogno di tornare alla normalità e di una vita di relazioni sociali fatta anche di acquisti. Perciò da un lato sono dispiaciuto, continua, che l’annuncio del mio addio coincida con l’emergenza ancora in corso ma dall’altro ho la speranza che questi giorni siano la coda finale del periodo difficile e che all’orizzonte si intravedano i primi raggi di un sole che significa vita normale e riaperture. Lascio comunque l’associazione in buone mani. Il personale è competente e motivato e continuerà a rimanere a fianco delle imprese come ha sempre fatto e persino trovando nuovi stimoli”.

Quello concluso è stato un anno difficile e l’avvio del 2021 ancora peggiore, Confesercenti ha vissuto ogni giorno le preoccupazioni di ogni socio, per ognuno di loro è stata riferimento importante aiutandolo in ogni aspetto di gestione della crisi. “Ma in questo” commenta il direttore di Confesercenti “non c’è nulla di speciale; è il ruolo di una associazione di categoria che ha riferimento le piccole imprese. Ma, come detto, vogliamo credere che queste siano le ultime settimane di pesanti restrizioni e ci si avvii, con decisione, alla riapertura delle attività”.

In trent’anni Checcaglini ha vissuto ogni fase della vita economica del territorio. “Sono stati anni” ricorda Checcaglini “importanti per lo sviluppo economico. Ho visto crescere le imprese e l’economia aretina per tutti gli anni Novanta. Al boom di quel periodo è seguita la pesante crisi del 2009, poi quella del 2011 e le difficoltà che si sono registrate negli anni seguenti fino all’arrivo dell’emergenza sanitaria che ha colpito settori che già soffrivano, non tutti naturalmente alla stessa maniera, le crisi degli anni precedenti. Credo che avessimo iniziato a costruire le premesse, purtroppo interrotte dalla pandemia, per nuove occasioni di rinascita economica legate alla scommessa sullo sviluppo turistico di tutto il territorio della provincia. Abbiamo visto che le condizioni ci sono e che il turismo può contribuire a determinare un nuovo sviluppo per tutti i settori del terziario. Perciò è necessario ripartire immediatamente da lì: alla ripresa di politiche attive sul turismo. Personalmente ritengo che il simbolo della ripartenza è, e deve essere, la ripresa della Fiera Antiquaria nel centro cittadino, il suo luogo naturale. Un evento che può essere il segnale che si riparte davvero da dove eravamo rimasti, dopo questo difficile anno. Per questi motivi ritengo che debba essere portato avanti ogni sforzo affinché l’edizione di maggio si svolga come da tradizione”.

Infine per Checcaglini: “L’augurio è di veder tornare velocemente la situazione alla normalità con le aziende prosperose e un tessuto sociale economico non più in affanno. Il ringraziamento va ai dipendenti di Confesercenti, ai colleghi delle associazioni di categoria e ai rappresentanti degli enti e delle istituzioni con i quali in questi anni, mi sono confrontato per portare avanti l’interesse delle piccole e medie imprese”.

Fisco: attenzione alle email-truffa inviate a nome delle Entrate su comunicazioni e rimborsi Iva

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“In questi giorni stanno circolando delle false email, inviate apparentemente dall’Agenzia delle Entrate, che cercano di trarre in inganno i cittadini. Si tratta di email in cui si parla di incoerenze emerse durante la comunicazione delle liquidazioni periodiche Iva inviata dal contribuente alle Entrate, spesso accompagnate da un file malevolo in formato .zip”.

A darne notizia l’Agenzia stessa che ricorda: “Le Entrate non inviano questo tipo di comunicazioni in alcun caso, si raccomanda di cestinare l’email, qualora fosse stata ricevuta, senza aprire alcun allegato. In caso di dubbi è possibile consultare la sezione “Focus sul phishing” sul sito ufficiale, dove periodicamente vengono riportati degli avvisi sulle ultime email-truffa in circolazione, oppure contattare il call center al numero 800.909696 e chiedere conferma”.

Confesercenti Bat: “Soddisfazione per la sentenza del Tar Puglia”

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Il Direttore Landriscina: “Siamo riusciti a superare anche il gap di procedure costose e farraginose per rivendicare il diritto all’esercizio d’impresa, alla ricerca di immediatezza e regole certe, oltre che alla ricerca di un confronto ed una concertazione”

“Ci abbiamo creduto tanto e alla fine il Tar Puglia Sez. Terza, con sentenza n. 00586/2021 pubblicata l’8 Aprile 2021, ha dato ragione a quello che da tempo continuiamo a sostenere: i regolamenti vanno condivisi e concertati, anche tecnicamente con i soggetti interessati e con i loro rappresentanti, portatori di interessi generali e di categoria, ampiamente rappresentativi come da normativa vigente.
Così il direttore della Confesercenti Provinciale BAT, Mario Landriscina, in merito alla vicenda legata ai dehors di Andria. Dehors che spesso sono al centro di contesa tra Comuni, imprenditori, Associazioni di categoria, e Soprintendenza.
“A farne le spese sono i commercianti, nella fattispecie andriesi, costretti ad osservare le modifiche apportate al regolamento comunale, dichiara Landriscina, rivelatesi discutibili ed ingiuste, peraltro non condivise dal tribunale amministrativo regionale.

E’ da tempo che il sottoscritto insieme alla Confercenti Prov.le B.A.T. sta invitando sindaci, assessori, Provincia e Regione a sedersi intorno ad un tavolo regionale, così come previsto dal Testo unico dei beni culturali, per stabilire “Linee Guida” valide per tutto il territorio pugliese e le nostre comunità, evitare faticosissimi contraddittori, procedure burocratiche e farraginose, spesso anche molto soggettive nella loro interpretazione, ma, evidentemente, non siamo considerati attori competenti.
Questa volta, però, grazie anche ai commercianti (che ho avuto il piacere di conoscere e che voglio ringraziare personalmente, unitamente ai loro tecnici) ed alla Confcommercio di Andria, che hanno creduto, sostenuto e dato fiducia alla nostra intuizione e alla nostra battaglia, attraverso un grande sforzo economico delle imprese danneggiate, siamo riusciti a superare anche il gap di procedure costose e farraginose (ostacolo per cui spesso si evitano legittime cause legali) per rivendicare il diritto all’esercizio d’impresa, alla ricerca di immediatezza e regole certe, oltre che alla ricerca di un confronto ed una concertazione, incomprensibilmente sempre negata, da parte della Soprintendenza e, conseguentemente, spesso, anche da parte dei funzionari degli Enti Locali.
L’auspicio è che, qualunque parte politica rappresenti le Amministrazioni dei nostri territori, possa prendere spunto dalla vicenda accaduta ad Andria e, da ora in poi, fare riferimento alle associazioni datoriali rappresentative delle legittime rivendicazioni dei commercianti e delle imprese locali in un contesto storico che non consente più a nessuno di affossare legittime rivendicazioni di lavoro in sicurezza e con certezza del diritto. Siamo certi che l’attuale Amministrazione di Andria aprirà con noi un franco dialogo per cercare di rivedere il regolamento in tempi brevissimi, così come vogliamo ringraziare anche la vecchia Amministrazione con cui abbiamo concertato una buona bozza regolamentare, approvata poi in Consiglio Comunale che, pur non in toto, dimostrava di recepire molte delle esigenze imprenditoriali locali.

A tal proposito anticipiamo che invieremo per opportuna conoscenza la sentenza TAR in questione, oltre che al Presidente della Provincia e tutti i Sindaci del territorio, a Sua eccellenza il Prefetto della nostra Provincia B.A.T. al quale abbiamo già in tempi non sospetti chiesto un autorevole intervento per favorire l’organizzazione del tanto agognato tavolo di confronto con la Soprintendenza.
Crediamo che, in virtù di rappresentanti riconosciuti di categorie imprenditoriali che vogliono contribuire a rendere un servizio ed una degna accoglienza a consumatori e turisti, nel pieno rispetto del decoro artistico e architettonico, abbiamo il diritto di poterci confrontare con le Istituzioni di ogni livello al fine di semplificare con la massima oggettività ed il più possibile procedure lunghe e complesse, certamente in contrasto con la velocità dettata dalla modernità e dall’esercitare impresa in un contesto concorrenziale ormai globale.

Gli amministratori delle città, unitamente ad Enti e Istituzioni competenti per il settore imprenditoriale, non possono più sottrarsi alla responsabilità collettiva di contribuire allo sviluppo di un sistema economico basato sul diritto all’esercizio d’impresa, con regole chiare e certe che facilitino, in un periodo storico pessimo, qualsiasi procedura utile a favorire la massima occupazione e creazione di posti di lavoro. Dovrebbe essere questa la priorità di chi Governa e degli Enti da essi rappresentati.

sentenza 586-2021

Confesercenti Palermo, zona rossa: “Non più rinviabile tavolo di confronto tra Istituzioni e parti sociali. Serve un’operazione verità sui numeri e un nuovo Patto di fiducia”

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La lettera al Prefetto e l’invito alle altre sigle di categoria e ai sindacati: “Facciamo fronte comune per dare sicurezza alle imprese e ai lavoratori”

La giunta di Confesercenti Palermo riunita oggi d’urgenza per discutere dell’estensione della zona rossa a Palermo fino al 22 aprile, dopo aver consultato le varie categorie ha deciso ad unanimità le azioni da intraprendere nei prossimi giorni.

“La preoccupazione tra gli imprenditori ha ormai raggiunto livelli molto alti e c’è il rischio di tensioni sociali – si legge nel documento votato a fine riunione – Lunedì 12 aprile la giunta sarà al fianco degli associati del settore Immagine e benessere che hanno deciso di scendere in piazza davanti alla Regione per manifestare e non si escludono altre iniziative di protesta nei prossimi giorni. Non è più rinviabile – scrive Confesercenti – aprire un tavolo di confronto se si vogliono evitare conseguenze economiche e sociali devastanti.

Riteniamo necessario che il prefetto di Palermo convochi i rappresentanti delle Istituzioni e delle parti sociali per fare chiarezza sullo stato dell’emergenza. Lunedì stesso scriveremo a tal fine a sua eccellenza il Prefetto di Palermo e invitiamo le altre associazioni di categoria e i sindacati ad unirsi al nostro appello perché senza un NUOVO PATTO SOCIALE e senza un’OPERAZIONE VERITÀ sui numeri della pandemia a Palermo, la tenuta sociale è a rischio. Non può esserci spazio in questo momento per giochi politici e per decisioni calate dall’alto. Tanti punti in questa vicenda restano poco chiari: dai motivi che hanno indotto il presidente della Regione a decidere di estendere a tutta la provincia di Palermo la zona rossa quando solo 17 comuni avevano superato il livello di guardia, al perché non si sia aspettato di conoscere i nuovi numeri dei contagi in città prima di prolungare la durata della zona rossa anche qui. L’inchiesta aperta sui “dati falsi” dell’assessorato Sanità, la mancata concertazione delle scelte e il continuo balletto sui numeri dei contagi e dei morti ha minato nelle fondamenta la fiducia che i cittadini e le imprese hanno sempre avuto nelle

Istituzioni chiamate a governare la pandemia. Ricucire lo strappo con le categorie produttive significa tracciare un nuovo percorso condiviso.
La giunta di Confesercenti Palermo ha identificato alcuni punti che ritiene fondamentali per le imprese nel confronto che dovrà essere aperto.

  1. Chiarezza sui numeri
  2. Accelerazione del piano vaccini
  3. Ristori immediati e previsione di un “anno bianco” per i tributi comunali
  4. Piano delle riaperture grazie alla definizione di nuovi protocolli di sicurezza che possano consentire il riavvio delle attività
  5. Controlli per fare rispettare le norme di contenimento del contagio
  6. Ridefinizione del piano trasporti urbani per evitare sovraffollamenti