Si è svolto ieri a Catania l’attivo regionale di Fiarc Confesercenti. Un’occasione per fare il punto sul nuovo corso della Fondazione Enasarco e i nodi al pettine, alla presenza del presidente nazionale di Fiarc Nino Marcianò e, in collegamento da Roma, del presidente di Enasarco Alfonsino Mei.  Con 2 miliardi di liquidità e un patrimonio 4 volte superiore, la Fondazione Enasarco è una Cassa professionale in salute che punta a crescere assicurando oltre alla pensione integrativa una serie di servizi ai suoi iscritti: oltre 250 mila agenti, rappresentanti  e promotori finanziari italiani che rappresentano e gestiscono il 70% della rete commerciale italiana.

Un gigante dai piedi ben saldi. “Abbiamo una sostenibilità per la copertura pensionistica fino al 2035 – 2036 – ha detto Mei in collegamento da Roma – Tutte le altre Casse professionali hanno molte più difficoltà di noi nello scenario internazionale con cui ci troviamo a fare i conti perché hanno molte risorse immobilizzate in investimenti anche all’estero. Noi abbiamo circa 2 miliardi di euro depositati in conti correnti: liquidità che possiamo impiegare per  venire incontro agli iscritti e pagare le pensioni”.

Il nodo di fondo è però un altro. “Considerata per troppi anni come un ente di sottogoverno, la Fondazione Enasarco – spiega il presidente regionale di Fiarc Alberto Palella  – resta per molti rappresentanti di commercio una sconosciuta ed è vissuta da molti iscritti soprattutto come una tassa da pagare e con meccanismi troppo complessi”.

Da qui l’esigenza di appuntamenti come quello che si è tenuto a Catania con presenze da tutte le province siciliane e che servono a presentare il nuovo progetto di Fondazione.

“Quanti di noi hanno mai impiegato cinque minuti del nostro tempo per controllare le comunicazioni di Enasarco o il reale versamento dei contributi da parte delle case mandanti? – ha detto nel suo intervento Marcianò – Basterebbe questo a rendere più sicuro e sereno il nostro futuro. Ci sono molti servizi che restano ancora poco conosciuti ed è per questo che vogliamo stringere un rapporto ancora più forte con il sistema dei Caf Confesercenti e del patronato Epasa Itaco in modo che gli iscritti abbiano un intermediario vicino a loro a cui rivolgersi per avere tutti i chiarimenti di cui hanno bisogno.  L’obiettivo – ha aggiunto – è creare insieme alla Fondazione Enasarco la più grande associazione dell’intermediazione  commerciale, merciologica e finanziaria d’Italia. La Sicilia è la quarta regione per numero  di  agenti e promotori, una buona base di  riferimento  a cui  fornire indicazioni strategiche collaborazioni di assistenza e consulenza”.

All’attivo sono intervenuti anche:  Felice Nania, vice presidente vicario di Confesercenti Catania; Michele Sorbera, direttore di Confesercenti Sicilia; Nunzio Rinaldi, coordinatore regionale Anasf; e, in collegamento da Roma, anche Fabio D’Onofrio coordinatore di Fiarc nazionale e componente del Consiglio di amministrazione di Fondazione Enasarco, che hanno portato il loro contributo al dibattito.

“C’è l’impegno a portare sul territorio il progetto di FIARC e Confesercenti – dice Michele Sorbera, direttore Confesercenti  Sicilia – Fondazione Enasarco ha un patrimonio che supera gli 8 miliardi di euro,  esprime solidità non solo per iscritti di oggi, ma per tutto quello  che è il futuro dell’intermediazione”.

Una visione condivisa anche dal coordinatore regionale di Anasf (Associazione nazionale consulenti finanziari), Nunzio Rinaldi: “Oggi – dice – sanciamo un accordo strategico tra ANASF e Confesercenti”, ha sottolineato il coordinatore regionale ANASF.

“Una buona partecipazione, siamo soddisfatti e fiduciosi – dichiara il Vice presidente vicario di Confesercenti Catania , Felice Nania – Bisogna  stimolare  i giovani a ritrovare le ragioni e la fiducia persa  nei confronti  dell’ENASARCO  e fare capire loro che può tornare ad essere uno strumento  importante per l’erogazione di servizi”.

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