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No a ulteriori restrizioni in concomitanza con ricorrenza defunti

“La misura introdotta nel Dpcm dello scorso 13 ottobre, per il contenimento del coronavirus, che consente la celebrazione di cerimonie civili e religiose con un massimo di 30 invitati, ha dato l’ennesimo duro colpo al florovivaismo che ancora non si è ripreso dal lockdown. Noi siamo i primi ad aver a cuore la salute e la tutela delle persone, ma le nostre imprese hanno più volte dimostrato come si possa conciliare sicurezza e lavoro”.

Così Assofioristi Confesercenti in una nota.

Durante il lockdown – spiega l’associazione – molti fiorai sono stati costretti a mandare al macero piante e fiori che avevano in magazzino, con un danno quantificabile in circa 200 milioni di euro di fatturato perso e oltre alla concorrenza degli abusivi hanno vissuto quella di iper e super mercati, molti dei quali hanno venduto fiori nel periodo in cui i negozi di settore erano stati chiusi. La limitazione del numero di partecipanti a matrimoni, battesimi, comunioni e cresime sta portando all’annullamento di molte cerimonie, con perdite notevoli non solo per il nostro settore, ma per tutto il comparto degli eventi, praticamente fermo da marzo e che costituisce un segmento di mercato molto significativo.

“Quello che ci auguriamo – sottolinea il Responsabile nazionale di Assofioristi Ignazio Ferrante – è che i prossimi provvedimenti tengano conto degli sforzi fatti dalle imprese che collaborano alla realizzazione degli eventi, che stanno operando con serietà e nel rispetto della normativa anti Covid. Ci mobiliteremo presso le Istituzioni, chiedendo di scongiurare altre restrizioni che darebbero il colpo di grazia al nostro settore, come ad altri, dimostrando come si stiano adottando tutti i presidi richiesti”.

“Speriamo soprattutto che non ci siano nuove limitazioni – conclude Ferrante – in occasione della ricorrenza dei Defunti, data molto importante per tutti e per il nostro settore in particolare. Noi ci impegneremo al massimo con la serietà e la correttezza che ci ha sempre contraddistinto. E’ necessario, oggi più che mai, capire come non fermare il Paese, tutelando la salute dei cittadini che resta la priorità per tutti”.